media & sipario - "Mio nonno è morto in guerra" al Teatro Mancinelli di Orvieto, sabato 24 febbraio

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"Mio nonno è morto in guerra" al Teatro Mancinelli di Orvieto, sabato 24 febbraio

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"Mio nonno è morto in guerra - Voci, canzoni e memorie della Seconda Guerra Mondiale" - scritto diretto e interpretato da Simone Cristicchi - è un delicato racconto di una memoria sempre meno collettiva 

ORVIETO - "Mio nonno si chiamava Rinaldo e, per fortuna sua e mia, non è morto in guerra. Partì come tanti altri per la campagna di Russia, ma a differenza di molti riuscì a tornare indietro. Però per tutto il resto della sua vita ha sempre avuto freddo". 

Mio nonno è morto in guerra è un vivace e appassionante mosaico di memorie, canzoni e video-proiezioni, i cui protagonisti sono piccoli eroi quotidiani: soldati dell’esercito italiano, partigiani scappati sui monti, ma anche civili, uomini e donne, coinvolti nelle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Storie di bombardamenti nelle borgate romane, storie di fame, di madri coraggiose, di prigionieri in Africa, di soldati congelati nella ritirata di Russia. Storie di lager e lotta partigiana, di campi di concentramento ed esuli fuggiti dall’Istria. Testimonianze reali e inedite raccolte dall’autore, che ci trasportano tra le voci potenti di un’umanità nascosta tra le macerie. Voci che colmano il silenzio di uomini e donne inghiottiti dal vortice della Storia, ma anche il silenzio di chi ha preferito tacere, per convenienza o per dimenticare un dolore inenarrabile.

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro, edito da Mondadori nel 2012, e raccoglie 57 storie minime di altrettanti reduci della Seconda Guerra Mondiale, avvalendosi dei contributi concessi dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra.

Cambiando voce, abiti, musiche e atmosfere, Simone Cristicchi dà vita ad ogni singolo personaggio in modo differente, in un caleidoscopio di emozioni capaci di commuovere e far sorridere amaramente su una delle più grandi tragedie mai accadute. In un’epoca di bombe “intelligenti” e guerre “umanitarie”, questi preziosi testamenti di memoria diventano un monito per tutti e uno stimolo alla costruzione di un futuro di pace. Racconti come schegge di vita, aneddoti fulminanti, parole a volte delicate come cristallo, a volte taglienti come lame affilate. Voci autentiche che raccontano la stupidità, l’assurdità della guerra. Di una guerra che non è mai finita.

La musica dal vivo eseguita da Riccardo Ciaramellari (fisarmonica e pianoforte) e Gabriele Ortenzi (theremin, strumenti giocattolo e sonorizzazioni) accompagna questo viaggio nella memoria e nei sentimenti attraverso un percorso che va dalla canzone popolare ai canti alpini, per giungere ai grandi cantautori.

Teatro Mancinelli di Orvieto (Terni), Corso Cavour 122, in data unica (purtroppo!) sabato 24 febbraio alle ore 21.

Ulteriori informazioni: sito internet www.teatromancinelli.com - ufficio stampa Rita Provenzani

 

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