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Care amiche teatrali vi scrivo: "W le donne"! Firmato Riccardo Rossi

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Lo show di Riccardo Rossi - scritto con Alberto Di Risio, regia di Cristiano D'Alisera - afferma la resa totale di ogni uomo di fronte alle tante "Lei". Per cui, "W le donne!"

RECENSIONE - Illuminazione e musica in stile hollywoodiano, coni di luci e rose proiettate sul sipario ancora chiuso. Così si apre il nuovo spettacolo di e con Riccardo Rossi, "W le donne!", affermazione sincera o "sincera resa" davanti ad un sesso così gentile, ma così determinato? Tutto da scoprire nel corso dello show.

tanti riccardo rossi

Riccardo Rossi apre scendendo dal palco - del Teatro Il Rivellino di Tuscania (Viterbo) - per interagisce con i suoi spettatori, a passo snello stringe mani tra le file, in stile televisivo. Sistema a sedere addirittura il pubblico, verificando file e poltrone, guadagnandosi il primo di tanti applausi che riceverà nel corso dello spettacolo. Risale sul palco, proiezione di immagini alle sue spalle, come da "ordinanza", e la conversazione comico-teatrale può iniziare.

riccardo rossi

L’attore romano si improvvisa professore e scienziato, mostrando i cromosomi X e Y che compongono il codice genetico maschile e femminile, ma solo l'uomo ha la Y. Il primo errore comincia proprio da qui! Elenca, con una divisione categorica, tutte le donne con cui gli uomini si devono inevitabilmente imbattere nel corso della vita, iniziando dalla prima figura femminile che un bambino vede appena viene alla luce. La mamma? No, l’ostetrica. E' la prima persona che noi esseri umani (moderni) vediamo, ed è proprio lei che sin da subito ci mostra la realtà dei fatti, ci tira su per le gambe e ci schiaffeggia, ma "per il nostro bene, per farci piangere e respirare” , sottolinea.

mixer

Si prosegue con un nuovo traumatico incontro: l’infermiera. Rossi descrive lo spiacevole avvenimento riferendosi al passato, quando le siringhe erano di vetro con l’ago grande come un tubo innocenti, quando c’era ancora la bollitura dell'astuccio in metallo come metodo di sterilizzazione e quando le "punture" venivano fatte esclusivamente dalle donne e più precisamente dalle mogli dei portinai. Tranne nel caso di Mario Brega, il famoso camionista di "Bianco, rosso e Verdone": “Questa mano po' esse fero e po' esse piuma, oggi è stata piuma”.

rosa parks

Crescendo iniziano le scuole e nessuno, per quanto smemorato possa essere o diventare, si è mai dimenticato il nome della maestra delle elementari. È proprio lei la terza donna che Rossi esamina, il rapporto maestra-alunno non è cosa da poco. La maestra è la nostra prima insegnante, quella da cui impariamo le cose essenziali che ci serviranno per tutta la vita, e il racconto si fa sentimentale. Ci si accorge della sua importanza nel passaggio dalle elementari alle medie: la maestra capisce cose di noi che la mamma, dandoci per scontati, non percepisce. Lei ci studia e ci capisce più di parenti e famigliari.

una donna per amico

Si continua ad avanzare nel tempo, si esamina la naturale gelosia per la sorella più piccola, l'avversione per la suocera e si ride del padre che spia i primi appuntamenti della figlia, sbirciando dalla finestra e studiando il mezzo di trasporto del fidanzatino di turno. Ovviamente nessuno può essere all'altezza della sua "bambina". Il viaggio tra le donne è anche musicale, si ascolta il frammento di "Una donna per amico" di Lucio Battisti: “Può darsi che io non sappia cosa dico, scegliendo te una donna per amico”. La strofa dà la scusa per affermare che non può esistere amicizia tra uomo e donna, perché anche se i due non si sono mai toccati, il maschio ci spera sempre. Unica eccezione, che conferma la regola, il rapporto tra Michael Jackson ed Elizabeth Taylor, amici per il solo gusto dell’amicizia.

lettera

Giungiamo finalmente alla moglie. Prima una digressione ironica con la foto di due "first lady", le vere "presidente", poi il clima si fa più serio. Rossi legge la lettera di Amy Krouse Rosenthal, che malata terminale cerca una nuova compagna per il marito. Amy ha 56 anni e da 26 è sposata con Jason. Vorrebbe vivere con lui altri 26 anni, ma purtroppo non le sarà permesso, così decide di scrivere una lettera, pubblicata sul New York Times, in cui elenca tutte le buone qualità e i gusti del marito. Non vuole lasciarlo solo, si preoccupa per lui. Esiste un uomo che farebbe questo?

riccardo rossi

Lo spettacolo si avvia a conclusione, non prima, però, di descrivere l’ultima (non per importanza) figura femminile: la mamma, introdotta da vecchie foto del piccolo Riccardo in un lontano carnevale scolastico, dove era l’unico della classe con pantaloncini corti, calze lunghe forate “delle quali si ignora l’utilità”, una spada senza fodero e un cappello con la Z rossa (unico riconoscimento dal travestimento da Zorro), in mezzo ad altri due Zorro, loro perfettii, uno Spiderman e altre maschere, ugualmente complete.

zorro

Evidentemente il trauma infantile deve essere stato importante, perché Riccardo propone spesso questa foto e la relativa risposta della madre alle sue giuste proteste: "Ma perché ero conciato così?". E la risposta è sempre la stessa, da mamma: “Ma quanto eri carino!” . Il racconto si completa con la descrizione della signora Rossi, una donna che ha vissuto la guerra e che sa apprezzare le cose che oggi abbiamo. Una valutazione delle piccole cose che sfugge a chi non può rendersi conto di cosa sia, per esempio, avere fame.

riccardo rossi

Dopo aver raccontato l'amore e la vita, Riccardo Rossi insiste - sempre con il gradimento del pubblico - nei suoi viaggi nel tempo e tra le donne. Sempre ironico e divertente, magari non sempre originale ("l'iniezione" appartiene al repertorio di altri comici romani), innesta in questo tributo al femminile un pizzico in più di malinconia e riflessione, forse anche frutto del fisiologico avanzare dell'età. Sostanzialmente identico il coinvolgimento del pubblico, che, perfettamente tenuto per mano, esplora con l'attore tutte le tappe di vita, unite dallo stesso filo conduttore: la duttilità della donna, che pur restando fedele alla propria personalità, cambia sempre, a seconda del ruolo che riveste. 
Se è dunque vero che il mondo ha bisogno delle donne, “le donne hanno bisogno di una sola cosa: rispetto”. E su questa ultima affermazione, l'applauso non può mai mancare.

(recensione di Agnese Nicolai / foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati) 

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