media & sipario - Artes Mechanicae, quando il Teatro ha anche il fascino della sapienza artigiana

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Artes Mechanicae, quando il Teatro ha anche il fascino della sapienza artigiana

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[...] Dicesi che gli ingegni del Paradiso di Santo Felice in piazza, in detta città, furono trovati da lui per fare una rappresentazione; cosa industriosa a vedere muovere un cielo pieno di figure vive, e i contrappesi di ferri girare e muovere e con lumi coperti e da scoprirsi s'accendono: cose che diedero a Filippo grandissima lode [...]

MOSTRE - La scenotecnica è un'arte affascinante. In pochi, se non gli "addetti ai lavori", sanno esattamente cos'è ed anche loro, per la molteplicità delle arti che un solo termine racchiude, spesso si confondono. La scenotecnica, infatti, la "tecnica della scenografia", abbraccia tutte le discipline necessarie alla sviluppo dell'azione drammatica o drammaturgica ed è anche la progettazione e la tecnica per la costruzione di macchinari da utilizzarsi per la realizzazione di uno spettacolo teatrale o di un film.

particolare

Nel passato - evitando di citare l'epoca antica e il medioevo - questa tipologia di arte parallela e nello stesso tempo compenetrante a quella scenografica, era "praticata" da architetti, pittori, artisti a tutto tondo, scenografi, come ad esempio Filippo Brunelleschi, la cui acclarata "carriera" di architetto oscurò spesso quella di Maestro delle arti sceniche.

luciano minestrella

Nel foyer del Teatro Unione di Viterbo, per circa 2 mesi, con ingresso gratuito, è possibile provare a conoscere - almeno in parte - quest'arte misteriosa e le opere del genio fiorentino, spesso trascurate dai libri d'arte, grazie alle riproduzioni lignee in scala di Luciano Minestrella, paziente "artista del legno", ma soprattutto sensibile uomo di teatro.

annunciazione

Grazie alla lettura di alcuni passi de "Le Vite" di Giorgio Vasari (titolo corretto "Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori") l'artista Minestrella ha riprodotto la Sacra Rappresentazione dell'Annunciazione, rappresentata nel 1439 in occasione dell'incontro tra Papa Eugenio IV e l'Imperatore d'Oriente Giovanni VIII Paleologo, giunti a Firenze per riunirsi in concilio.

particolari

Il grande colpo di teatro, per stupire la delegazione e l'imperatore bizantino, fu chiesto al Brunelleschi e l'architetto/scenografo, insieme ai suoi aiutanti, progettò una serie di macchine per far volare angeli e sollevare glorie. Il Padreterno, con dodici angeli cantori attorno sovrastavano una semicupola rotonda, definita “il mazzo”, con appesi otto angeli cantori; al centro una mandorla illuminata da fiammelle con un giovane impersonante l'arcangelo Gabriele.

cupola

Questo macchinario sembra aver ispirato Sandro Botticelli per la composizione della sua Natività Mistica. L'arcangelo doveva passare attraverso lungo tutta la navata della chiesa sospeso sopra gli spettatori fino a portare l'annuncio a Maria, per poi tornare verso l'Empireo incrociandosi con un fuoco d'artificio, simboleggiante lo Spirito Santo, che veniva in senso opposto.

riah azpar

Dopo Brunelleschi, altri artisti seguirono le sue orme come Francesco D'Angelo, del quale è riprodotta l'Ascensione ma anche Raffaello che si dedicò alla pittura di fondali, Leonardo Da Vinci e Michelangelo, i quali si cimentarono con costruzioni sceniche e così altri architetti fino al trionfo della macchineria teatrale durante il periodo Barocco.

rappresentazione della natività

Oltre le riproduzioni della macchine passate alla storia grazie alle cronache del Vasari, è possibile ammirare i modelli - tutti in scala meno uno - dei progetti per rappresentazioni artistiche della Mirabilis Teatro societas. Su tutti svetta, anche per le sue dimensioni reali, l'Ippogrifo ispirato all'Orlando Furioso, o la Natività, rappresentata nel 1995 con ovvi riferimenti al teatralità religiosa delle realizzazioni artistiche dei grandi artisti rinascimentali o barocchi.

sine tempore

Il racconto teatrale per legno, avvincente come uno spettacolo, anche se in assenza di voci e movimento, è in scena, pardon, in mostra nella sala comunale viterbese dal martedì al sabato, fino al 26 maggio, con orario di ingresso che va dalle ore 10:30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.

ripresa all'inaugurazione

Perderlo - non abbiamo certezza assoluta sulle date della prossima esibizione, che comunque sarà sicuramente meno completa - significherebbe rinunciare a qualcosa che ha fatto parte di quel mondo di visione artistica che continuiamo a chiamare Teatro e che, almeno per noi, ha sempre e comunque un grande fascino, anche indipendentemente da chi è il narratore: in questo caso il legno, sapientemente accarezzato.   

(articolo di Beatrice Ceci / foto di Fabio Sabatini - tutti i diritti riservati)

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