media & sipario - "Se devi dire una bugia, è meglio dirla" divertente, ma è meglio farlo solo in Teatro!

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"Se devi dire una bugia, è meglio dirla" divertente, ma è meglio farlo solo in Teatro!

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"Se devi dire una bugia, è meglio dirla grossa" è un classico della commedia anglosassone. Un successo teatrale in continuità di risate, portato in Italia la prima volta da Garinei e Giovannini, nel 1986

IN SALA - Se volete ridere dalla prima all'ultima scena e divertirvi fino alle lacrime, non perdetevi “Se devi dire una bugia, è meglio dirla grossa”. Sarete travolti dal ritmo incalzante di una commedia, scritta nel 1981 da Ray Cooney (titolo originale "Two into one"), ma ancora oggi di grande attualità, anche grazie al piacevole adattamento fatto dallo stesso regista Matteo Vacca.

alla finestra

Seduta in notturna alla Camera dei Deputati, l’onorevole leghista De Mitri (Maurizio Di Carmine) invece di pensare al "bene degli italiani" si appresta a passare la notte con Francesca (Ketty Roselli), la sua amante, nella suite 648 di un Grand Hotel romano. I due amanti si incontrano in gran segreto, non solo sono entrambi sposati, ma anche di "fede politica" avversaria: lui è viceministro del governo "gialloverde", mentre lei è l'addetto stampa di Matteo Renzi. Di conseguenza uno scandalo rovinerebbe la carriera di entrambi, anche se in Italia gli scandali passano e i politici ostinatamente restano.

l'onorevole e la direttrice

Ma quando i due amanti scoprono un cadavere (Giancarlo Porcari), probabilmente un ladro, incastrato fuori del balcone della loro suite, lo scandalo sembra essere sul punto di travolgerli. L'unica via d'uscita è coinvolgere il mite ed ingenuo Giorgio (Matteo Vacca), segretario personale e "mammone" dell'onorevole. La soluzione architettata dal politico è relativamente semplice: si tratta "solo" di nascondere il cadavere, anzi gettarlo di soppiatto nel Tevere, sfuggire alle domande della direttrice dell'albergo (Veronica Pinelli), recuperare il vestito di Francesca, rimasto per sbaglio sulle mani del cameriere Wong Xiao Li e, naturalmente, non farsi sorprendere da Roberto (Marco Morandi), il marito dell'addetto stampa, talmente geloso al punto di aver incaricato un investigatore di seguire e controllare la moglie. E le tante sorprese non finiscono sicuramente qui, visto che mancano all'appello anche un'altra moglie (Annalisa Amodio), indovinate di chi?, e la badante (Valeria Sandulli) dell'ansiosa mamma di Giorgio. 

l'investigatore

Nello stile anglosassone della pochade francese - Ray Cooney è stato affettuosamente definito "Le Feydeau Anglais" - e con spruzzate di contemporaneità politica italiana, la commedia spinge forte l'acceleratore su bugie, equivoci e tradimenti, presentando, senza la minima volgarità, l'ipocrisia dei nostri tempi e una brillante comicità. Il ritmo narrativo è in costante aumento per tutte le due ore di spettacolo, con una bugia dopo l’altra, sempre più grossa, fino a quando anche il pauroso segretario finirà per alimentare il fragile castello di menzogne, arricchendo il finale di altre situazioni paradossali e gag sempre divertenti. Ovviamente non sveliamo il finale che invitiamo ad andare a scoprire in teatro (fino al 3 marzo è in scena al Teatro Sette di Roma), luogo dove sarà possibile sapere anche chi sia, in realtà, il cameriere cinese.

un momento dello spettacolo

Inutile sottolineare come certa drammaturgia anglosassone (citiamo a memoria "Rumori fuori scena", "39 scalini""Che Disastro di Commedia") si regga anche sull'affiatamento del cast artistico (ma d'altra parte uno spettacolo del genere non può funzionare se gli interpreti non sono all'altezza, diventerebbe una torta non lievitata), in grado di reggere costantemente la cattiveria "compositiva" dell'autore, con appena una sottolineatura in più per il divertentissimo ed atletico il "cadavere". Il pubblico risponde, testimoniando il proprio divertimento con gli applausi, sempre meritati, e tante risate. Si vede con piacere e si può rivedere sicuramente, anche per notare meglio quei particolari inizialmente sfuggiti.

roberto e l'onorevole

SE DEVI DIRE UNA BUGIA È MEGLIO DIRLA GROSSA di Ray Cooney. Traduzione: Maria Teresa Petruzzi. Adattamento: Matteo Vacca. Cast artistico: Marco Morandi, Matteo Vacca, Maurizio Di Carmine, Ketty Roselli, Giancarlo Porcari, Veronica Pinelli, Annalisa Amodio, Valeria Sandulli. Aiuto regia: Laura De Angelis. Luci: Gian Marco Cacciani. Scene: Giovanni Di Mascolo. Grafica: Elena Ciciani. Marketing e comunicazione: Sara Vannelli. Regia: Matteo Vacca. Produzione: Politeama srl. Durata: 2 ore con intervallo.

(articolo di Luciano Lattanzi e Luisa Leonzi / foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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