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Mon, Dec

I "Cretini" sono in scena, ma solo a "Cena" ricevono così tanti applausi

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La "cena dei Cretini" è un testo francese che, a teatro o al cinema, appare come un meccanismo perfettamente oliato. Se poi a metterlo in scena è il collaudato duo Pistoia è Triestino si è sicuri di assistere ad un successo

RECENSIONE - La trama è sicuramente nota ai più. Il testo scritto da Francis Veber racconta di un editore parigino Pierre Brochant (Paolo Triestino) che, ogni settimana insieme ad alcuni amici - ricchi e annoiati quanto lui - partecipa ad una cena, portando un ospite dalla singolare caratteristica: deve essere cretino. Un cretino nel senso più vero del termine, non "farlo", ma esserlo talmente tanto da far vincere a chi lo porta (quasi come se un "cretino" possa essere considerato alla stregua di un animale domestico al guinzaglio) la serata. La sua sfortuna, però, è di impattare contro François Pignon (Nicola Pistoia). 

pierre brochant

Assistendo alla rappresentazione, e non avendo visto il film, ci si accorge, andando avanti nel racconto, di come la "cena" tanto citata non avverrà mai. Francis Veber ha utilizzato uno di quegli espedienti narrativi con i quali si fornisce dinamicità ad una trama, tanto amato da Alfred Hitchcock, tanto da "coniare" il termine "MacGuffin" per definirlo.

francois pignon

L'esempio per eccellenza di MacGuffin è la busta con i 40.000 dollari nel capolavoro Psyco (1960): il film parte con una ragazza che ruba dei soldi e li porta via con sé, fuggendo dalla città e nascondendoli in una busta da lettere che viene ripetutamente ed insistentemente inquadrata come fosse il fulcro della storia. In realtà la trama prende una piega diversa e la busta "esce di scena".

just

Così la cena, pretesto del racconto, si allontana per essere sostituita e sovrastata dalla giusta punizione che l'ignaro Brochant riceve dalla sua vittima. François Pignon è il cretino perfetto, il cretino dei cretini, un oscuro funzionario del Ministero delle Finanze che costruisce minuziosi modellini delle principali opere architettoniche del mondo con i fiammiferi. E' un uomo dall'animo semplice, fermamente convinto ed orgoglioso delle opere d'arte che costruisce e le cui fotografie, spera, diventino un libro edito da Brochant. E' l'uomo che ha dato vita anche ad altre opere, diventando ad esempio il personaggio della commedia "Un cretino per l'Onorevole" della compagnia Gli Insoliti Noti (da noi applauditi al Premio teatrale Città di Viterbo, vedi Ma in politica è meglio esserci o non esserci?).

marlene

Ingenuo ma di buon cuore, Pignon assume, nella caratterizzazione indossata da Pistoia, quel fascino che solo l'atteggiamento stralunato, poetico, assolutamente irreale, eppure così tangibile, dell'attore possono dare. Il Pignon di Pistoia è una creatura che pare disegnata: potrebbe tranquillamente essere un personaggio a fumetti o di un libro illustrato che prende vita e si mette a discorrere con le persone reali in carne ed ossa, per poi nuovamente materializzarsi tra le pagine di un libro tanto che, pur conoscendo la trama, si resta spiazzati dalle sue studiate improvvisazioni.

 

la cena dei cretini

La coppia di attori (in questo caso i due firmano assieme anche la regia) è ovviamente perfettamente affiatata - il loro sodalizio artistico ha già superato i 20 anni - e si permette di mettere in scena un ritratto divertente e impietoso della buona società francese (ma cambiargli nazione non modificherebbe nulla) che vorrebbe sghignazzare alle spalle del "cretino" di turno. Il gioco - tanto crudele quanto inutile - di un manipolo di superficiali, costretti, loro malgrado, poi, a prendere lezioni di morale dalla disarmante semplicità usata come un'arma micidiale dalla loro ultima "vittima". 

nicola pistoia

Una serie inarrestabile di eventi a catena dà alla serata una svolta decisamente inaspettata, più amara, più commovente, più agrodolce, perché chi è decisamente meno brillante non è una persona da compiangere e di cui burlarsi senza alcuna sensibilità, ma può rivelarsi "migliore" di chi ne ha bisogno per sentirsi "migliore". Tutto il cast (in scena anche Simone Colombari, Maurizio D'Agostino, Loredana Piedimonte e Silvia Degrandi) partecipa attivamente al divertimento sul palco e sotto, permettendo allo spettatore di trarre anche una forma di insegnamento morale dalla vicenda, oltre che assicurarsi circa 2 ore di piacere teatrale, che vi invitiamo a condividere non appena possibile (lo spettacolo probabilmente sarà in tournée anche nel 2018/2019). 

paolo triestino

(articolo di Beatrice Ceci / foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati)

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