media & sipario - "King Lear" del Teatro delle Due. Shakespeare in una riduzione coraggiosa e attualizzata

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"King Lear" del Teatro delle Due. Shakespeare in una riduzione coraggiosa e attualizzata

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Il "Bardo" in lingua originale, non solamente in inglese, bensì nell'inglese in cui è stato scritto. E' questa la sfida della Compagnia "Teatro delle Due", in scena con il "King Lear"

RECENSIONE - William Shakespeare "è" il poeta inglese per eccellenza. Le sue opere sono state tradotte in lingua italiana, adattate cinematograficamente e per il piccolo schermo ma, per gli amanti del teatro, almeno una volta nella vita sarebbe fondamentale assistere ad una sua pièce in lingua originale. La Compagnia fondata da Valeria Bottazzi e Olivia Rasini - le "delle Due" del "Teatro" - realizza una sorta di "incoming teatrale", portando attori inglesi e americani in Italia per allestire produzioni shakespeariane in lingua originale.

king lear

Con "King Lear" - il terzo atto, insieme ad "Hamlet" e "Macbeth", di quella che viene comunemente chiamata la "trilogia dell'Uomo" shakesperiana - ci troviamo davanti ad una riduzione attualizzata, se non addirittura "futurizzata" della storia, proprio in considerazione del fatto che se Amleto è la giovinezza e Macbeth la vita adulta, Lear, con il disincanto della vecchiaia, si focalizza su un futuro incerto e incontrollabile. E' in questo futuro che si apre la pièce: un gruppo di rivoluzionari provenienti da un ipotetico futuro cerca indizi sulle origini della propria nazione e sul perché Re Lear abbia perso il potere. La scena appare come un cantiere, o quantomeno come un edificio abbandonato nel quale trovano posto muri, plastica trasparente da imballaggio e possibilità di sfogo alle "bombolette" dei writers metropolitani. E dalle bombolette spray sembrano presi anche i colori dei costumi, dalle tonalità potenti, sature, acide, che rubano dettagli in modo sfacciato ed estremizzato sia ai costumi carnevaleschi che a quelli delle passerelle della moda.

king lear

Piano piano gli "indizi" cercati dai rivoluzionari danno vita alla storia di Goneril (Olivia Rasini), Regan (Casey Wortmann) e Cordelia (Leah Alfieri), le tre figlie di King Lear (interpretato da Valeria Bottazzi) ed anche del Conte di Gloucester (Adam R. Deremer), Edmund (Sean Hinckle) ed Edgard (Austin Larkin). In una più che attuale vicenda si scopre come i giochi di potere, i sotterfugi e le invidie portino a disgrazie ben più grandi di quanto si possa immaginare, con una verità che rende consapevoli i giovani del "fardello" da portare sulle spalle: come nuova generazione hanno la responsabilità del futuro della nazione e devono in qualche modo risolvere gli errori dei loro predecessori per poter andare avanti.

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Tutti gli interpreti hanno saputo mantenere costantemente alto il ritmo dello spettacolo dando vita ad un lavoro "corale" nel quale non si evidenziano differenze tra gli artisti di lingua madre e le due attrici italiane. L'adattamento e la regia dimostrano come Adam R. Deremer, nonostante la giovane età, conosca il Bardo tanto da permettersi una "riduzione" dei cinque atti originali senza perdere il significato o il senso dell'opera con spunti estremamente fantasiosi e citazioni nella caratterizzazione dei personaggi sicuramente presi da altre opere del maestro britannico. Un applauso più che meritato al termine dello spettacolo da parte di un pubblico composto da molti giovani e soprattutto da molti studenti che speriamo operino un passaparola: il teatro ha bisogno di compagnie giovani e coraggiose come questa che, oltre a seguire la passione per questa arte, perseguono anche un intento didattico e che, soprattutto, danno la possibilità di apprezzare le opere nella piena musicalità della lingua madre.

teatro delle due

KING LEAR di William Shakespeare. Adattamento e regia: Adam R. Deremer. Cast artistico: Leah Alfieri, Valeria Bottazzi, Adam R. Deremer, Sean Hinckle, Austin Larkin, Ollie Rasini, Casey Wortmann. Costumi: Cristian Levrini.

(articolo e foto di Beatrice Ceci - riproduzione non consentita)

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