media & sipario - Quella "Vedova" che (r)allegra il pubblico e lo fa da più di un secolo

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Quella "Vedova" che (r)allegra il pubblico e lo fa da più di un secolo

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La Compagnia Italiana di Operette - compagine storica del genere, in attività dal 1963 - sta portando in tournée una delle sue performance più frizzanti, con un cast rinnovato e il divertimento come sempre assicurato

RECENSIONE - La costante attenzione del pubblico teatrale, anche quello più giovane, per l'operetta è presto spiegata: vanno in scene storie leggere, quasi obbligatorio il lieto fine, con bei scenari, costumi di alta qualità, grandi voci in scena che sanno mescolare abilmente il canto al recitato.

valencienne e il barone zeta

Il genere ha quindi una sua grande dignità artistica e, fortunatamente, sono caparbiamente attive alcune compagnie teatrali che - in direzione ostinata e contraria di "faberiana" memoria - continuano a proporre questa forma di intrattenimento culturale in odore, altrimenti, di estinzione.

ballerine

La Compagnia Italiana di Operette è tra le compagini artistiche più attive sul territorio italiano, attualmente in tournée con tre diverse proposte contemporaneamente. Tra queste, un sicuro "cavallo di battaglia" è, appunto, costituito da "La vedova allegra", musicata da Franz Léhar su libretto di Victor Léon e Leo Stein. Le altre due sono: "La Duchessa di Chicago" di Emmerich Kàlmànn, per la regia di Emanuele Gamba, e "Al Cavallino Bianco" di Ralph Benatky e Robert Stolz, per la regia di Gianfranco Vergoni.

hanna glavary

Lo spettacolo che abbiamo applaudito nel suo debutto romano, al Teatro Parioli, porta la firma - per la regia - di Flavio Trevisan, la direzione musicale è di Maurizio Bogliolo, coreografie di Monica Emmi e costumi di Eugenio Girardi. La direzione artistica è di Victor Carlo Vitale (anche in scena nei panni del segretario Njegus).

can-can

Nell'immancabile ambientazione parigina - l'alternativa alla capitale francese di solito è Vienna - Hanna Glavary (interpretata da Emanuela Digregorio, al suo debutto in compagnia dopo alcune esperienze con il canto lirico) è la ricchissima vedova, il cui immenso patrimonio è oggetto del corteggiamento da parte di chiunque.

njegus

Per l'ambasciatore del Pontevedrino, il Barone Zeta (Claudio Pinto Kovačević), è praticamente un obbligo di stato riuscire a combinare il matrimonio tra la ricchissima donna e un qualsiasi suo concittadino, per scongiurare la bancarotta della propria nazione (poco cambia con il passare dei secoli). Inutile nascondere che in molti - compresi gli odiati francesi - hanno già puntato il "malloppo", non conoscendo le regole testamentarie dello scomparso. Alla disperata ricerca di un possibile pretendente, le attenzioni del Barone si fermano su un ex fidanzato della vedova. Ovviamente un debosciato senza troppo amor di patria.

emanuela digregorio

Per realizzare la combine sentimental-finanziaria il Barone si fa aiutare (od ostacolare) dal proprio segretario, il divertente Njegus (Victor Carlo Vitale), una sorta di piacevole trasposizione e aggiornamento di una maschera della commedia dell'arte. Il segretario, al quale il racconto consegna tutto il registro comico dell'operetta, deve barcamenarsi tra mogli trascurate e amanti focosi, parare i colpi di ogni protagonista della vicenda e al tempo stesso provvedere ad aggiornare il testo ottocentesco, aprendo divertenti - quanto unici - siparietti con il pubblico in sala.

valencienne e il suo amante

Ed è anche questo uno dei valori aggiunti di queste "operazioni" culturali, il riuscire a portare il gioco scenico tra il pubblico (per farlo bisogna avere in ogni caso capacità di improvvisazione), con piccole revisioni del testo originale che rendono l'operetta contemporanea e adatta anche ad un pubblico meno adulto. A lungo andare la compagnia dovrà scritturare anche alcuni "piccoli ruoli" prelevati direttamente dal pubblico, per poter avere in ogni replica la necessaria "spalla", o comunque sempre adattarsi al "materiale umano" in sala, aspetto che non ci sembra sia per loro un grande problema.

la vedova allegra

La grande bellezza di tutte le voci impegnate, la ricchezza dei costumi, la riproposizione di un classico impianto dove tutto viene abilmente "confuso" rendono le due ore passate in compagnia della "Vedova" allegre come la sua protagonista e fanno uscire dal teatro canticchiando "è scabroso le donne studiar", in attesa di una prossima replica o di un prossimo cancan.

la vedova allegra

Cast artistico: Emanuela Digregorio, Victor Carlo Vitale, Claudio Pinto Kovačević, Irene Geninatti Chiolero, Massimiliano Costantino, Vincenzo Tremante, Giulia Mattarucco, Riccardo Ciabò, Nicola Vivaldi, Mattia Rosellini. Balletto: Martina Alessandro, Silvia Di Pierro, Martina Lazzari, Giada Lucarini, Idiana Perrotta, Raffaella Siani.

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