media & sipario - Pronto, Gigi? Sì, la cantatrice è calva. Vieni a teatro? Pronto?! Ma che hai riattaccato?!

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Pronto, Gigi? Sì, la cantatrice è calva. Vieni a teatro? Pronto?! Ma che hai riattaccato?!

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Abbiamo avuto il piacere di assistere a "La Cantatrice Calva" di Eugène Ionesco nell'allestimento creato dal "dinamico" Emiliano Luccisano. Probabilmente anche l'Autore avrebbe apprezzato

RECENSIONE - I nostri lettori (e il mondo dei social) conoscono il progetto #AttoreDinamico, un modo sicuramente divertente con cui Emiliano Luccisano (autore / attore / regista / formatore / altro?) ha finora promosso le proprie attività artistiche, attirando in maniera intelligente migliaia di seguaci. Messe momentaneamente da parte le "veritiere" telefonate con "Gigi", il regista è attualmente impegnato con progetti più seri (ehm!), tra cui questa sua versione di un grande classico dell'assurdo, che "rispetta il testo originale in tutto e per tutto", ma allora perché siamo di fronte ad un adattamento? Tutte le risposte, anche alle domande non poste, si possono ottenere in teatro, ovviamente dopo aver letto con attenzione il "giornale" esibito nella prima scena dello spettacolo, così si sa immediatamente a cosa si va incontro. Noi siamo stati presenti al debutto de "Lo spettacolo più pazzo del mondo" al Teatro Ciak di Roma.

il protagonista legge il giornale

In scena i 6 attori della compagnia danno voci, corpi e suoni ad un racconto di frasi fatte, vuote ed inutili, come genialmente creato dal suo autore e pienamente rispettato nella sua filosofia decompositiva di un testo teatrale, ma solo chi è in grado di costruire, può - con la stessa maestria - distruggere. A tanta opera Luccisano e complici aggiungono del loro, mescolando il tutto con una fisicità portata all'estremo, che rende il testo anche adatto ad una faticosa seduta di fitness. Da subito si ha la percezione che lo spettatore diventi, inconsapevolmente, un componente del gioco messo in scena, una pedina che dovrà reagire nel modo supposto alle provocazioni teatrali. Paradossalmente è facile immaginare che chi non è in scena, dietro le quinte osservi divertito il pubblico della sala, mescolando ulteriormente il ruolo.

la cantatrice calva

Chi guarda non prova la fatica fisica espressa sul palco, ma subisce la fatica cerebrale di voler cercare di comprendere quello che le tre coppie (gli Smith, i Martin, la cameriera e il pompiere) attraverso una sequenza velocissima di parole gli portano contro. Ma è una battaglia persa in partenza, visto che il maestro indiscusso del teatro surreale viene miscelato con la divertente modalità espressiva dell'adattamento, con il regista che si mostra perfettamente a proprio agio - ben sorretto - in un racconto che già di partenza non "a senso", e difatti prosegue nella stessa linea. Lo shaker è sicuramente impazzito, ma il cocktail che ne viene fuori è comunque molto buono, anche se nessuno ci spiegherà mai il motivo di certi accostamenti, anche osando chiedere.

la cameriera

Scenografia e luci, invece, si armonizzano perfettamente con quello che viene "raccontato" in scena in questa "pazzia" che, come tutte le follie teatrali, non va spiegata, ma vista. E se - come sottolineato dal regista - ci si troverà a "ridere, senza sapere perché", non sarà necessario guardarsi dentro per cercare (senza trovare) il motivo della propria ilarità, ma basterà godersi lo spettacolo. Noi lo abbiamo fatto, ci siamo divertiti e nulla ci siamo chiesti. Anche perché nessuno ci avrebbe risposto. Abbiamo capito? Non lo sappiamo, ma non è sempre così fondamentale capire. Lo spettacolo è anche fatto di empatia pura e... stop! Ci siamo già fatte troppe risposte.

le due coppie

LO SPETTACOLO PIÙ PAZZO DEL MONDO (La Cantatrice Calva) di Eugène Ionesco. Adattamento: Emiliano Luccisano. Cast artistico: Emiliano Luccisano, Claudio Cappotto, Ilary Artemisia Rossi, Sonia Merchiorri, Francesca Romana Biscardi, Lorenzo Trasarti. Scenografia e allestimento: Ambramà. Regia: Emiliano Luccisano. Produzione: Compagnia Controcorrente e Attore Dinamico. Durata: 60 minuti che non lasciano respirare, nemmeno gli spettatori!

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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