media & sipario - Frankenstein Junior ululà. Là, dove? Ma a Teatro, padrone! E se piovesse?

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Frankenstein Junior ululà. Là, dove? Ma a Teatro, padrone! E se piovesse?

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Che lavoro schifoso. Potrebbe essere peggio. E come? Potrebbe piovere / Ma come diavolo parli? È lei che ha cominciato. No, non è vero! Non insisto. È lei il padrone - e potremmo continuare a lungo...

RECENSIONE - E' veramente difficile pensare al capolavoro di Mel Brooks (e non è l'unico!) senza ricorrere alle tante battute che lo hanno reso così celebre, facendolo ascendere a pieno diritto tra i fondamentali della comicità cinematografica di ogni tempo. Un "Film" che non passa mai di moda, da guardare e riguardare in ogni occasione. In conseguenza di così tanto affetto da parte del pubblico, ogni trasposizione teatrale è difficile, perché rivolta principalmente - volontariamente o meno - ad un attento spettatore, affezionato al prodotto originario, e in grado - come abbiamo constatato recentemente - di ridere contro tempo, anticipando le battute e le sequenze sceniche che a breve arriveranno.

igor e von frankenstein

La Compagnia Instabile ha reso omaggio alla genialità dell'autore statunitense, proponendo un adattamento, firmato da Francesco Nannarelli, fedele alla pellicola del 1974, al punto da utilizzare - dopo un certosino lavoro di ricerca e montaggio audio - i suoni originali, per altro molto apprezzati dallo spettatore maggiormente esperto. Un'opera teatrale che da alcuni anni omaggia cotanta bellezza e acuta intelligenza, partecipando a rassegne e vincendo premi e che non prende in considerazione il musical, ma questo nulla toglie al divertimento di chi assiste.

von frankenstein

Inutile, a parere nostro, anche solo accennare alla trama: chi non ha mai visto "Frankenstein Junior" è vivamente pregato di riparare quanto prima al proprio errore, poi con tutta calma potrà pentirsi di non averlo fatto prima! In scena, lo spettacolo ha recentemente fatto un passaggio al Teatro San Genesio di Roma, abbiamo potuto così apprezzare il divertito (sia per chi assiste che per chi recita) e “folle” omaggio al grande regista comico americano che con questo film, divenuto ormai un cult planetario, mise in ridicolo ogni precedente versione cinematografica del celebre mostro di Mary Shelley, traducendo, principalmente, in forma comico-grottesca il capolavoro "serio", diretto nel 1931 da James Whale.

inga

La versione "instabile" è un buon tributo, anche se non riesce - perché "non si può fare!" - a restituire il forte "accento" visivo, esaltato dal bellissimo montaggio e dall'efficace "bianco e nero" del film. Le atmosfere sono state ben adattate e restituite ed è ottima la somiglianza dei protagonisti e caratteristi con gli attori della pellicola, particolare in grado di aumentare il piacere di visione. Le soluzioni sceniche risolvono efficacemente le necessità del racconto anche se qualche buio eccessivo contribuisce a rallentare di poco l'opera, ma, come già detto, è impossibile ricostruire fisicamente le dissolvenze che rapportano tra loro le scene del film, altro punto di forza dell'opera brooksiana.

ispettore kemp

Dottor "Frankenstin", Mostro e "Aigor" si conquistano meritatamente gli applausi del pubblico e apprezzando loro si tributa un giusto riconoscimento al reparto "trucco" dello spettacolo, fondamentale in un contesto del genere. Il merito di una trasposizione teatrale come questa è ovviamente anche quello di essere un prodotto adatto alle famiglie, in grado di avvicinare i giovanissimi allo spettacolo in sala e offrire così la possibilità di vivere e percepire anche fisicamente l'attore, non solo nella sua bidimensionalità. Se per questo bisogna rinunciare ad avere la perfezione del "girato", si tratta di una rinuncia sicuramente lieve, poi in teatro, non dimentichiamolo, non piove mai!

mostro

FRANKENSTEIN JUNIOR di Mel Brooks. Adattamento: Francesco Nannarelli. Cast artistico: Francesco Nannarelli, Filippo Terrana, Alessandra Smoljko, Federica De Federicis, Catia Pini, Emanuele D’Onofrio, Riccardo Martini, Alessandro Nannarelli, Gioele Rotini, Matteo Meschini, Laura Macchia, Matteo Meschini, Virginia Pucello. Regia: Francesco Nannarelli. Scene: Domenico Latronico. Trucco: Sara Giulietti e Veronica Patrizio. Macchinista: Mirco Orciatici. Audio e luci: Gaspare Di Stefano.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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