media & sipario - Consensi divisi "In Tre" parti uguali per le Ladyvette. Anche l'applauso è "periodico"

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Consensi divisi "In Tre" parti uguali per le Ladyvette. Anche l'applauso è "periodico"

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Le Ladyvette sono in sala con un racconto (ben) cantato e veritiero, condivisibile con tante band del rock e del pop, famose o meno. Scritto a sei mani da Teresa Federico, Fausto Brizzi e Lillo Petrolo

RECENSIONE - Tre giovani cantanti si incontrano per caso per partecipare al provino di un locale che sta cercando "tre cameriere che canteno", così almeno chiede la voce fuori campo del proprietario. In forma impacciata e confusa le tre ragazze oltrepassano le proprie barriere (sono solo mentali, perché il talento c'è) e riescono a superare la selezione, anche se invece che ballare "sul" palco si ritrovano a ballare "con" la scopa, ma è sicuramente un primo passo per entrare - anche se dalla porta di servizio - nel mondo dello spettacolo.

le tre cameriere che canteno

Due di loro sono anche in difficoltà per l'alloggio e la terza (ostaggio delle infinite telefonate di rimprovero della madre) si trova quasi costretta ad offrire loro ospitalità. La convivenza in ogni caso, come succede spesso, cementa il rapporto, le ragazze si conoscono meglio, mettono in condivisione i tanti problemi personali, le legittime aspirazioni e la voglia di riscatto sociale. Ma è più facile diventare amiche quando si possono spartire solo i problemi, quando la strada per il successo sembra talmente lontana da essere un traguardo impossibile, anche se poi non sarà così.

teresa federico

Teresa Federico (la rossa, aka Sugar), Valentina Ruggeri (la mora, aka Pepper) e Francesca Nerozzi (la bionda, aka Honey) nel corso del loro inizialmente timido tentativo di ascesa al successo devono per prima cosa battersi contro il proprio carattere e le proprie debolezze, il vero ostacolo (ribadiamo, più mentale che altro) che si frappone tra la vita da Cenerentola (che una delle tre vive realmente) e quella da star. Sono tre ragazze comuni che però hanno una grande qualità: quando "canteno" e lo fanno in tre sono irresistibili. In trio tutti i loro "difetti" personali si annullano, le voci si miscelano perfettamente e il mondo dello spettacolo non può fare a meno di accorgersi di loro.

ladyvette

Dalla scopa sul pavimento del locale, si passa agli abiti firmati degli stilisti, dal totale anonimato agli applausi, gli autografi, le interviste e il delirio dei fan osannanti. Tutto sarebbe perfetto, ma il successo non è mai semplice da gestire, specialmente se le difficoltà psicologiche non sono mai state risolte, ma semplicemente messe in un angolo, apparentemente ridotte ai minimi termini, ma pronte a rimettersi prepotentemente "on stage". Nel difficile equilibrio professionale e umano delle ragazze, si insinua anche un manager che - in una forma di omaggio, apertamente dichiarato, ad una celebrata commedia cinematografica di Giorgio Capitani ("Pane, burro e marmellata", 1977) - contribuisce alla fine artistica del trio. Se sarà rottura definitiva o altro è da andare, ovviamente, a scoprire nelle sale dove "In Tre" sarà ospitato. Lo spettacolo è attualmente in scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 24 marzo 2019.

francesca nerozzi

Se andiamo ad isolare il recitato dalla parte cantata, "In Tre" mette in scena quanto è molte e molte volte già successo a più band che, una volta raggiunto l'apice, si sono disgregate non per mancanza di vena artistica, ma per dissidi mai risolti, spesso tra ragazzini arrivati troppo presto alla notorietà, con forte influenza di alcool e droghe (in questo caso la bottiglia di whisky in scena serve a far sorridere). Sono celebri nel mondo del rock i bicchieri di birra gettati in faccia, le interminabili udienze nei tribunali per il possesso del "marchio", gli abbandoni polemici poco prima di andare in  tournée, i licenziamenti affidati ad un asettico telegramma. E gli esempi potrebbero continuare a lungo. Un atteggiamento comune al successo che questo spettacolo ha il merito di restituire in forma sicuramente leggera e godibile, ma non per questo meno reale.

le ladyvette cantano occhi di gatto

Mantenendosi sulla linea della commedia musicale (il registro più adatto), le tre interpreti si prestano a giocare con la loro bella voce e con gli innesti recitati e registrati da Lillo Petrolo e da Michela Andreozzi, due perfette caratterizzazioni del manager cialtrone il primo (ma perché il pubblico ride quando viene definito un sex symbol?) e della conduttrice gossippara dalla "e" troppo aperta la seconda. Vocalmente, poi, le Ladyvette sono veramente superbe, brave al punto da far dubitare che cantino dal vivo (nessun timore: le voci sono proprio le loro, con l'accompagnamento al piano di Roberto Gori), rendendo così l'innesto musicale quasi prevalente sul resto: eccezionale il brano centrale in stile "Stomp".

valentina ruggeri

Un piacevole spettacolo, gradevole in tutti suoi aspetti, che dimostra come la saggezza popolare abbia sempre ragione (il riferimento è per "l'unione fa la forza"), resta solo da stabilire, facendo 100 la somma degli applausi che le Ladyvette si prendono meritatamente, a chi spetti quell'unico uno per cento che rimane ancora da suddividere. Ma per fortuna esiste il "periodico": non vorremmo mai che si mettessero a discutere anche loro.

in tre

IN TRE di Teresa Federico, Fausto Brizzi e Lillo Petrolo. Cast artistico: Teresa Federico, Valentina Ruggeri, Francesca Nerozzi. Regia: Massimiliano Vado. Direzione musicale: Roberto Gori. Scene: Mauro Paradiso. Musiche: Roberto Gori e Andrea Filippucci. Aiuto regia: Chiara Della Longa. Coreografie: Irma Di Paola e Francesca Nerozzi. Assistente alle coreografie: Francesco Cariello. Voce off: Lillo Petrolo e Michela Andreozzi. Grafiche: Alessandro Zingaro. Supervisione artistica: Lillo Petrolo. Produzione: Bis Tremila srl e Carpe Diem produzioni. Durata: circa 100 minuti, intervallo escluso.

(articolo di Luciano Lattanzi / foto di Fabio Sabatini - riproduzione non consentita)

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