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"Murder Ballad", l'omicidio in partitura rock ora suona anche in Italia

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"Murder Ballad" di Julia Jordan, musiche e testi di Juliana Nash, è un interessante prodotto "off", rappresentato anche in Europa. Ora in Italia, grazie alla regia e adattamento di Ario Avecone e Fabrizio Checcacci

RECENSIONE - Un thriller musicale che ha debuttato Off-Broadway nel 2012, per cambiare poi continente, quattro anni dopo, con il debutto londinese nel West End, anche se solo per pochi mesi. La drammaturgia originale prende spunto da alcuni "racconti al bar" (ma siamo molto lontani da Stefano Benni) che Julia Jordan e Juliana Nash hanno ascoltato lavorando, da giovanissime, in molti locali di New York. Le confidenze e gli spunti raccolti (non sappiamo quanto reali o asserviti alla fantasia) sono stati poi trasformati in una "ballad" che viene suonata e cantata - senza recitato - in tutto lo spettacolo. Quattro performer principali, i tre protagonisti ed un narratore, due voci aggiuntive e una chitarra elettrica, suonata dal vivo. Il debutto assoluto della versione italiana allo Spazio Diamante di Roma e nella stagione una breve - al momento - tournée.

tom

In scena assistiamo alle vicende "amorose" di Sarah (Arianna Bergamaschi) e Tom (Leonardo Di Minno), giovani, innamorati ma non troppo, considerando che i due si lasciano quasi immediatamente. Fortuitamente, entra nella vita di Sarah un nuovo "lui", l'adulto Michael (Antonello Angiolillo), uno studioso di filosofia che affascina la ragazza per la sua stabilità e sicurezza, probabilmente l'opposto di Tom. Come spesso succede, Sarah e Michael si sposano e dall'unione nasce Frankie, la loro bambina. La vita della famigliola scorre tra i classici impegni di noiosa routine, vissuti con leggera insoddisfazione e inadeguatezza da parte della ragazza, fino a quando, di nuovo per caso, Tom - che nel frattempo è diventato il gestore di un locale - riappare nella vita di Sarah. I due ex, una volta che si sono ritrovati, non si limiteranno ad un caffè per ricordare i loro trascorsi giovanili, ma daranno corpo ad una relazione molto più intensa della precedente.

sarah e michael

Sarah si ritrova così a dover gestire il forte ritorno di fiamma per il vecchio amore, sicuramente molto più prestante e coinvolgente del marito. Da una parte la passione, dall'altra un ménage tradizionale e sicuro, con un padre amorevole e attento alla crescita della propria figlia. Deliziosa e tecnicamente complessa, nella sua apparente semplicità, la scena di Michael che spinge l'altalena della bambina, rappresentata efficacemente da un faretto che si muove sincronizzato con la mano dell'attore (quasi più difficile da scrivere che da vedere).

narratore e tom

La giovane moglie (e madre) vive quindi il conflitto della doppia relazione, nel dilemma se scegliere, fortemente spinta da Tom, un amore che evidentemente non era poi così sopito, o accontentarsi della noiosa continuità di un rapporto che non la fa più accendere, sempre che lo abbia mai fatto. Fondamentale in tutto lo sviluppo del racconto il ruolo che via via assume il Narratore (Myriam Somma), una presenza invisibile agli altri tre. Si tratta di una figura volutamente ambigua, che si presta alla sfida che i due registi sembrano aver voluto lanciare al pubblico presente in sala, che si interroga - ma nemmeno troppo - sul ruolo del quarto personaggio. Ovviamente ogni chiave di lettura o soluzione va andata a cercare in teatro, preferibilmente in più persone per fare un confronto sulle proprie opinioni, dopo lo spettacolo. Riteniamo sarà comunque difficile essere tutti d'accordo.

sarah e tom

Una interessante trasposizione moderna di un classico triangolo noir, con una pistola che compare e scompare dalla scena e un adattamento italiano che si è (molto!) divertito ad inserire "indizi" (anche visivi) per facilitare (o complicare) la comprensione dell'intreccio. Quattro buoni interpreti sorretti dalla coppia di ensemble e da una solidissima base rock, a base preponderante di chitarra elettrica, purtroppo con un suono appena eccessivamente sbilanciato, principalmente perché "solista". Speriamo la produzione abbia presto la possibilità di inserire una band al completo, per arricchire e completare il piacere di visione e ascolto. "Murder Ballad" è un esperimento teatrale di "noir rock" piacevole, sicuramente coraggioso, che si vede poco nella programmazione teatrale italiana. Da vedere una prima volta e rivedere una seconda per collocare tutti gli elementi al loro posto, ma non siamo certi che le carte non vengano poi nuovamente mescolate.

la pistola in scena

MURDER BALLAD - OMICIDIO IN ROCK, ideato e scritto da Julia Jordan. Musiche e testi originali: Juliana Nash. Arrangiamenti musicali e vocali: Justin Levine. Adattamento teatrale: Ario Avecone. Traduzioni: Ario Avecone, Arianna Bergamaschi, Fabio Fantini, Fabrizio Checcacci, Myriam Somma. Regia: Ario Avecone e Fabrizio Checcacci. Direzione Musicale: Cosimo Zannelli. Cast artistico: Arianna Bergamaschi, Antonello Angiolillo, Leonardo Di Minno, Myriam Somma. Ensemble: Valentina Naselli & Jacopo Siccardi. Chitarre dal vivo: Cosimo Zannelli. Scenografie: Giuseppe Palermo. Costumi: Myriam Somma. Luci: Alessandro Caso. Aiuto regia: Antonio Melissa. Assistente alla regia: Laura Pucini. Assistente di produzione & ufficio stampa: Maria Gabriella Mansi. Produzione: WorkinMusical su licenza di Music Theatre International (Europe). Durata: 80 minuti circa, senza intervallo. Tournée #2019: 15 febbraio al Teatro del Loto di Ferrazzano, 16 febbraio all'Arsenale della Repubblica di Amalfi, 24 febbraio al Café Muller di Torino, dal 25 al 27 febbraio al Teatro Libero di Milano.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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