media & sipario - Si conferma l'assoluzione delle "Dissolute", anche in appello teatrale. E in cassazione?

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Si conferma l'assoluzione delle "Dissolute", anche in appello teatrale. E in cassazione?

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Secondo incontro con le anime "dissolute" di Luca Gaeta. Come nel precedente "processo" abbiamo assolto pienamente, attraverso l'applauso, le donne di Don Giovanni. Non ci rimane che attendere la Cassazione

RECENSIONE - “Le dissolute assolte” è molto di più di uno spettacolo teatrale, è un affascinante e tragico viaggio nell'animo umano, con un unico uomo come carnefice e tantissime donne nel ruolo di sue vittime, presentate in un percorso itinerante attraverso la prostituzione del secolo scorso. Un racconto che solitamente si snoda in luoghi insoliti che meglio si prestano alle atmosfere oniriche e volutamente cinematografiche della drammaturgia.

donna elvira

In scena da anni, con un format in continua evoluzione, le precedenti repliche erano state arricchite da nuovi personaggi, con un suggestivo - e più recente - allestimento all'interno e all'esterno del Teatro Arciliuto di Roma, uno storico palazzo cinquecentesco noto anche per aver imprigionato Giordano Bruno nelle sue segrete. In questo nuova versione, andata in scena al Parioli Theatre Club, sempre di Roma, sono ovviamente cambiate - per esigenza scenica - alcune delle attrici protagoniste, mantenendo inalterato lo spirito della messa in scena, che si avvierebbe - così ci ha raccontato l'autore e regista - a divenire uno spettacolo permanentemente in scena, in uno spazio più raccolto della Capitale.

glenda canino

L'opera - ideata, scritta e diretta da Luca Gaeta - racconta delle ignobili gesta del seduttore per antonomasia, Don Giovanni, un uomo impegnato a "valorizzare" costantemente il totalizzatore finale del catalogo delle sue conquiste, più di 2.000 e in tutta Europa, con una fortissima presenza spagnola. Don Giovanni si muove con sprezzante determinazione di letto in letto, totalmente incurante delle possibile conseguenze delle sue gesta sessuali, da questo punto di vista il rimando cinematografico è al "Kids" (1995) di Larry Clark, anche se il percorso narrativo trova poi maggiore rispondenza in due capolavori italiani: "Mamma Roma" (1962) di Pier Paolo Pasolini e "Le notti di Cabiria" (1957) di Federico Fellini, per quanto gli esempi di riferimento siano diversi come espressione di "colori" ed intensità drammatica, con il progetto "dissoluto" che meglio si attaglia al messaggio pasoliniano.

le dissolute a letto

Le imprese amorose di DG regalano allo spettatore un punto di vista squisitamente al femminile, con l'avvenuta seduzione narrata in prima persona e la richiesta di assoluzione dai peccati che l'uomo ha causato. Si raccontano frammenti di vita che vengono sempre riadattati in funzione del cast e del luogo ospitante. Difatti lo spettacolo non va mai in scena solo sul palcoscenico, per quanto prediliga spazi teatrabili, ma "occupa" luoghi diversi, rendendo la visione un vero e proprio percorso di conoscenza della dissoluzione femminile e della disperazione che, in alcuni casi, affligge i personaggi, senza escludere l'unico collante maschile, il narratore sciancato Leporello (costantemente interpretato da Marco Giustini), anche lui tradito dal suo padrone. E' costante il coinvolgimento del pubblico presente, non solo di quello maschile.

mamam

Sono tante le ragazze avviate alla dissoluzione da una singola notte, solo per loro e solo in quel momento considerata d'amore. Quando salgono sul palco e si raccontano hanno la fredda consapevolezza ed accettazione che ogni loro errore dovrà essere pagato, e il prezzo richiesto dalla vita - o dalle convenzioni sociali - è molto più alto della colpa che si deve espiare. E' anche per questo motivo che le tante Zerlinda, Barbarilla, Rosalba, Elvira, Laura, Mamam e tutte le altre ragazze ottengono pienamente la nostra assoluzione, anche perché da ragazze dissolute si sono poi trasformate in donne, hanno avuto altre storie e figli e di conseguenza ci ammoniscono di non dimenticare che "ogni madre ha un cuore, anche la più dissoluta"

la sposa

I personaggi femminili in totale sono tredici, ma il numero è sicuramente relativo, perché è possibile incontrare donne diverse, in varie repliche, senza cambiare in alcun modo il senso della storia. Le attrici sono ovviamente discinte, ma la nudità (mai volgare) diventa ben presto un accessorio scenico, assolutamente funzionale alla storia che viene raccontata e al luogo di finzione (un bordello) dove si trovano. E' talmente coinvolgente ciò che raccontano che la "carne" offerta passa in secondo piano e la nudità viene indossata con lo stesso orgoglio delle parole. Ogni dissoluta racconta l’incontro con lo stesso uomo, lo stesso identico mal d’amore, lo stesso dolore, ma anche la stessa passione. Don Giovanni è il grande assente che riaffiora da ogni ricordo e da ogni parola. E' il seduttore, in alcuni casi lo stupratore, mai in scena e costantemente evocato. E lui non può sicuramente essere assolto, né ora, né mai, né dal Teatro, né fuori.

valentina ghetti

LE DISSOLUTE ASSOLTE (ovvero le donne del Don Giovanni) di Luca Gaeta. Costumi e scene: Laura Di Marco. Ideazione e regia: Luca Gaeta. Cast artistico: Licia Amendola, Glenda Canino, Giada Colafrancesco, Alessia Fabiani, Valentina Ghetti, Marco Giustini, Nela Lucic, Priscilla Micol Marino, Raffaella Paleari, Martina Palmitesta, Adele Perna, Melody Quinteros, Lucia Rossi, Annamaria Zuccaro. Organizzazione: Kill The Pig. 

(articolo di Luciano Lattanzi / foto di Fabio Sabatini - riproduzione non consentita)

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