media & sipario - Sono tutti "Stregati" o stremati? Ma poi da chi? "dalla luna" o da Francesca?

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Sono tutti "Stregati" o stremati? Ma poi da chi? "dalla luna" o da Francesca?

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Il cameriere discute con i proprietari: "E questo avrebbe pure fatto la scuola alberghiera?" / "No! Ma che è un albergo questo!?" - da Stregati dalla Luna di Pino Ammendola e Nicola Pistoia

RECENSIONE - Anni '80, serata di capodanno per l'osteria romana - con velleità, ma solo al 50%, di grande ristorante internazionale - gestita dal napoletano Pino (Giuseppe Cantore) e dal romano Ciccio (Fabio Avaro). I due titolari non potrebbero essere più diversi, tanto serio e innamorato del suo lavoro Pino, quanto simpaticamente "cialtrone" e lasciato andare Ciccio. Gli affari con una gestione così improvvisata non possono che andare male e i due attendono con ansia i clienti della serata più importante dell'anno anche per riprendere - con l'incasso - appena fiato dai debiti che li assillano, tra cui spicca l'impossibilità di licenziare il fastidioso e bugiardo cameriere Massimo (Lallo Circosta), ereditato dalla precedente gestione, ma inamovibile perché non ci sono i soldi per la sua liquidazione.

il cast maschile

Con una serie di telefonate, purtroppo, tutti i tavoli prenotati vengono disdetti, l'unico cliente che si presenta è il disperato poliziotto Nicola (Enzo Casertano), appena tradito e lasciato dalla storica fidanzata: la sua serata è rovinata, ma lo è anche quella di Ciccio, che attendeva con ansia l'arrivo della formosa sorella della oramai ex di Nicola. Oltre a questo la visione multietnica del menù di Pino non prevede nemmeno le tradizionali e beneauguranti "lenticchie". Il tutto mentre il serafico Massimo, ovviamente indifferente a tutto quello che sta succedendo, continua imperterrito ad interrogarsi sulle soluzioni delle sue parole crociate a schema libero. E forse le colpe non sono tutte solo le sue, visto il modo con cui i due scalcinati titolari lo trattano. 

francesca e massimo

La serata a quattro procede così nel peggiore dei modi, fino a quando non irrompe nel locale la bella Francesca (Ramona Gargano), una ragazza cui dovrebbero aver rubato la macchina, in un provocante abito da sera rosso. Inutile anticipare che i quattro uomini cercheranno di ammaliare la ragazza, ognuno a modo proprio, ma inconsapevoli di essere loro, ben presto, l'oggetto di seduzione, ragionata, di Francesca. Tra una citazione della "Meg Ryan" di "Harry, ti presento Sally...", tante bugie poco credibili, qualche mezza verità subito nascosta, una buona dose di maschilismo e testosterone quanto basta, i quattro personaggi scopriranno quanto, da improvvisati, sia difficile sedurre e quanto sia più facile, invece, essere sedotti. Almeno fino a quando... ovviamente non sveliamo il colpo di scena finale che, come diciamo sempre, va scoperto in teatro.

al tavolo con francesca

L'ambientazione del testo è stata volutamente lasciata agli anni '80, anche se la caratterizzazione temporale risulta poco marcata per essere pienamente efficace. Il mancato aggiornamento al terzo millennio produce come effetto quello di  "ammorbidire" l'aspetto psicologico e scandalistico della "spiegazione", ovviamente se analizzata con gli occhi di oggi, abituati a ben altre "confessioni", spesso anche in diretta televisiva e in fasce orarie da famiglia. E' invece immutata la spinta comica dei cinque ottimi interpreti che giocano perfettamente con i propri ruoli, si amalgamano e completano tra loro come gli ingredienti essenziali di un buon piatto. Il taglio di pochi minuto non avrebbe comunque guastato, per non incorrere in qualche leggera ripetizione e mantenere il ritmo più veloce. Molto curata la scena e addirittura perfetta la mise in place dei tavoli, che però si può apprezzare solo salendo sul palco.

stregati dalla luna

In ogni caso lo spaccato raccontato al "maschile" è veramente impietoso, ieri come oggi, nulla è cambiato, e forse mai cambierà. Gli uomini continuano, da sempre, in presenza di una "preda" femminile ad essere principalmente volgari, specialmente quando Francesca si allontana, e a considerare la ragazza come un possibile oggetto per il proprio piacere, o per risolvere i propri problemi affettivi, ma sempre oggetto e mai soggetto. Divertente l'abiura più grave e difficile che si possa chiedere ad un romano, ma anche questa è sintomatica. In conclusione si può leggere la commedia solo per il suo aspetto divertente e accontentarsi di questo (dopotutto si entra in teatro anche per passare due ore rilassate), ma se si guarda al testo con un po' più di profondità, spostando l'asse dal comico al melanconico, abbiamo di fronte quattro uomini soli, che forse - per come si comportano - meritano di esserlo. E la luna, dall'alto, guarda e sorride. 

pino e francesca

STREGATI DALLA LUNA di Pino Ammendola e Nicola Pistoia. Cast artistico: Fabio Avaro, Enzo Casertano, Lallo Circosta, Giuseppe Cantore e con Ramona Gargano. Regia: Silvio Giordani. Scenografie: LolloZolloArt. Costumi: Sorelle Ferroni. Produzione: Centro Teatrale Artigiano.


Visto che la vicenda si svolge interamente in un'osteria e si fa più di una volta riferimento alle "polpette", abbiamo chiesto allo chef teatrale Pino (ma a sua insaputa facendolo aiutare dallo chef reale Fabio Sabatini) la ricetta delle polpette con salsina stregata

ringraziamenti finali

Ingredienti: spalla di vitella, uova, prezzemolo, pane raffermo, cipolla, aglio, sale e pepe (q.b.), pan grattato, parmigiano. Procedimento: ammorbidire il pane raffermo (senza crosta) in acqua e strizzare bene. Unire tutti gli ingredienti assieme e tritare. Comporre le polpette e passarle in uovo e pan grattato, prima di friggerle a 180° in olio di arachidi. Per la salsina stregata: frullare a crudo e tutto assieme cetriolo, pomodoro, cipolla, carota, peperone. avogado. Unire succo di limone, aceto e aggiustare di sale e pepe. Il maitre Claudio Sarti conferma l'abbinamento suggerito in scena da Francesca con uno Chateauneuf Du Pape del 1979. Buon appetito a tutti, prima o dopo il teatro, mai durante! 

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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