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Teatro Duse di Bologna in prosa classica e contemporanea per la nuova stagione

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La proposta nel cartellone 2018/2019 della sala bolognese si concretizza in 19 spettacoli suddivisi tra "classici" e "contemporanei". Sipario aperto a partire dal 30 ottobre

BOLOGNA - “Il Duse si afferma sempre più come il grande teatro della prosa della città di Bologna: apprezzato e riconosciuto dalle più importanti compagnie italiane così come dal numeroso pubblico affezionato. Da ormai otto anni il Duse è sostenuto e incoraggiato a crescere da un team privato che ha investito risorse ed energie nel suo rilancio, ottenendo un successo pieno e tangibile", è la confortante dichiarazione di Walter Mramor, presidente del consiglio di amministrazione della sala, a costituire la migliore ouverture per il cartellone completo.

La stagione 2018/2019

24 settembre e 3 ottobre - Viaggio nella scatola magica
Una visita guidata negli spazi più suggestivi del teatro, solitamente inaccessibili al pubblico per scoprire i segreti del Duse. Un percorso tra aneddoti, storie e leggende a cura degli attori Andrea Ramosi e Beatrice Festi, che guideranno i visitatori/spettatori in compagnia dei macchinista del teatro Marco De Barba, nei luoghi più significativi dal punto di vista storico e architettonico: i foyer, la grande platea, gli ordini di palco e il palcoscenico, luogo segreto di ogni opera teatrale. Il numero degli spettatori è limitato, la prenotazione è obbligatoria.

Dal 30 ottobre al 4 novembre - Trascendi e sali, di e con Alessandro Bergonzoni, regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi. 
Cercare di raccontare o descrivere questo delicatissimo momento creativo di Bergonzoni può essere ardua impresa in quanto solo e solamente lui può guidare il suo pubblico verso una meta che in realtà può essere proprio la realtà. O meglio quella realtà che solo gli artisti possono definire e modificare rispetto alla loro immaginazione, al loro genio, alla loro ispirazione.

In data unica 8 novembre - Tommy Emmanuel in concerto. Guest Guitar Jerry Douglas.

Dal 9 a 11 novembre - A testa in giù. L’envers du decor, regia di Gioele Dix, con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni.
Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina, provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia. L'originalità dello spettacolo sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.

Dal 16 al 18 novembre - Copenaghen di Michael Frayn, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.
Un luogo che ricorda un'aula di fisica, immerso in un'atmosfera quasi irreale, l’incontro di tre persone, due uomini e una donna, che parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr, sua moglie Margrethe e Werner Karl Heisenberg. Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr e il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero.

Dal 23 al 25 novembre - Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles. Da Moliere a George Best di e con Paolo Rossi e con Lucia Vasini.
Una nuova tappa dell’ormai lungo percorso di Rossi attorno al “pianeta” Molière. Lo spettacolo prodotto dal Teatro Menotti, già dal titolo tra Pirandello e Lina Wertmuller, racconta la straordinaria visione teatrale di un autore-attore sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, tra il personaggio, l’attore e la persona.

Dal 30 novembre al 2 dicembre - Penso che un sogno così… di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni, regia di Giampiero Solari, con musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.
“Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno, racconta l’attore, e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita ad uscire dalla memoria e accompagnarmi sul palco, per partecipare insieme ad un avventuroso gioco di specchi”.

Dal 7 al 9 dicembre - 70 voglia di ridere c’è con I Legnanesi.
E' lo spettacolo con cui la compagnia festeggia un anniversario importante: i settant’anni di attività, appunto. Una festa insieme al loro pubblico con tanta voglia di ridere, di trascorrere due ore spensierate insieme alla "Famiglia Colombo" (Antonio Provasio/Teresa, Enrico Dalceri/Mabilia e Luigi Campisi/Giovanni) e lasciarsi trasportare dai sontuosi quadri della Rivista all’Italiana.

Dal 14 al 16 dicembre - Notte di Follia di Josiane Balasko, regia di Antonio Zavatteri, con Debora Caprioglio, Corrado Tedeschi e con Roberto Serpi.
Nel bar notturno di una stazione ferroviaria francese, il conduttore di un programma TV beve per dimenticare e, brillo, importuna una cliente sotto gli occhi di un barista irriverente e dalla battuta pronta. Lei, da poco uscita di prigione, non si lascia mettere i piedi in testa e anzi risponde per le rime. Due persone agli antipodi, sole, accomunate dallo stesso segreto iniziano un dialogo divertente e serrato finché man mano che la notte si fa più assurda emerge il vero malessere che pervade e unisce queste due singolari anime. La nostra recensione (con un cast leggermente diverso)

dal 11 al 13 gennaio - Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, adattamento di Daniele Pecci e Guglielmo Ferro, regia di Guglielmo Ferro, con Daniele Pecci.
In scena la trasposizione di uno dei testi simbolo dello scrittore siciliano, vero e proprio snodo nel suo percorso intellettuale e ancora di grande attualità.

Dal 18 al 20 gennaio - La governante di Vitaliano Brancati, regia di Guglielmo Ferro, con Ornella Muti e Enrico Guarneri.
Scritta nel 1952 e subito censurata con la scusa di un tema, allora molto scottante, come quello dell’omosessualità. Ma Brancati sosteneva che “la sostanza della vicenda è più la calunnia che l’amore fra le due donne”. Sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo è pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa.

Dal 25 al 27 gennaio - Delitto/Castigo, adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi, regia di Sergio Rubini, con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini.
Vertigine e disagio accompagnano il lettore dell'opera più letta e conosciuta di Dostoevskij. La vertigine di essere finiti dentro l’ossessione di una voce che individua nell’omicidio la propria e unica affermazione di esistenza. E quindi il delitto come specchio del proprio limite e orizzonte necessario da superare per l’autoaffermazione del sé. Un conflitto che crea una febbre, una scissione, uno sdoppiamento; un omicidio che produce un castigo, un’arma a doppio taglio. Come è la scrittura del romanzo, dove la realtà, attraverso il racconto in terza persona, è continuamente interrotta e aggredita dalla voce pensiero, in prima, del protagonista.

Dal 1 al 3 febbraio - Operazione San Gennaro. La leggenda con Massimo Ghini.
A oltre 40 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche del capolavoro di Dino Risi, un omaggio alla Napoli degli anni ‘60 in cui le canzoni di Sergio Bruni e del Festival di Napoli fanno da sottofondo al losco piano di alcuni americani di svaligiare il tesoro del patrono partenopeo con l’aiuto di una sgangherata banda di malviventi locali capeggiati da Dudù.

Dal 15 al 18 febbraio - Quartet di Ronald Harwood, con Giovanna Ralli, Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini e Cochi Ponzoni.
Una commedia che come protagonisti quattro grandi interpreti d’opera. Famosi, energici, irascibili e, insieme, divertenti, vivono ospiti in una casa di riposo. Cosa accade quando a queste vecchie glorie viene offerto di rappresentare per un galà il loro cavallo di battaglia, il quartetto del Rigoletto di Verdi ‘Bella figlia dell’amor’? Tra rivelazioni, confessioni, invenzioni ed il classico coup de théâtre, i quattro troveranno il modo non solo di tornare alle scene, ma di far ascoltare le loro voci, riscoprendosi giovani e gloriosi come un tempo.

Dal 22 al 24 febbraio - Parenti Serpenti di Carmine Amoroso, regia di Luciano Melchionna, con Lello Arena e con Giorgia Trasselli.
Deliziosa trasposizione teatrale del testo reso celebre dal film di Mario Monicelli. Melchionna costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione. La nostra recensione

Dal 1 al 3 marzo - Mi amavi ancora… di Florian Zeller, regia di Stefano Artissunch, con Simona Cavallari e Ettore Bassi.
Lo scrittore e drammaturgo Pierre è morto in un incidente d'auto. Nel tentativo di mettere ordine ai documenti, Anne, la vedova, scopre gli appunti presi per la stesura di una futura commedia, che trattava di un uomo sposato, scrittore, appassionato ed innamorato di una giovane attrice. Fiction o autobiografia? Il dubbio si agita ed inizia un'indagine febbrile. Ma quanto deve essere cercata la verità? Flashback in situazioni inaspettate, lo spettatore si immedesima in questi personaggi in una ricerca fatta di dubbi e apprensioni, in cui si mescolano realtà, immaginazione, paura, risate e fantasia.

Dal 8 al 10 marzo - Viktor und Viktoria, liberamente ispirato al film di Reinhold Schunzel, regia di Emanuele Gamba, con Veronica Pivetti. 
Berlino, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata, affamata e delusa dall'amore, arriva in città. L’incontro con un collega italiano, Vito Esposito, sembra cambiarle la vita. Lui la convince a debuttare come il travestito Viktor und Viktoria. Scoperto dalla Baronessa Ellinor Von Punkertin, Viktor ha un successo immenso ma, suo malgrado, s’innamora del conte Frederick Von Stein. È l’inizio dei guai in un crescendo di esilaranti qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione.

Dal 15 al 17 marzo - Figlie di Eva con Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi.
Tre donne sull'orlo di una crisi di nervi sono legate allo stesso uomo, un politico spregiudicato, corrotto e doppiogiochista, candidato premier delle imminenti elezioni.

Dal 22 al 24 marzo - Voci nel buio, scritto e diretto da John Pielmeier, con Laura Morante.
In una piccola baita nelle montagne tra New York e il Canada Lil aspetta di passare un weekend lontana da tutto, cercando di rimettere insieme il suo matrimonio in crisi. Lil è una psicologa che conduce in radio la trasmissione del momento: “L’ultima occasione”, un programma che dà ascolto alla voce di persone disperate alle quali tende una mano. Lil però vorrebbe smettere di essere la protagonista di quello che ormai si è trasformato in uno show degli orrori come nell’ultima trasmissione quando in una telefonata in diretta un maniaco con la voce camuffata ha dichiarato che ucciderà una donna se Lil non lo fermerà. I tre giorni nella baita dovrebbero servire a staccarsi da tutto questo. Ma suo marito non arriva, il volo è stato cancellato per la neve. E quando il telefono squilla, la voce del maniaco trasforma il weekend di Lil in un incubo: una feroce lotta per la sopravvivenza contro un nemico invisibile.

Dal 5 al 7 aprile - Tartufo di Molière, adattamento e regia di Roberto Valerio, con Giuseppe Cederna, Valentina Sperlì e Roberto Valerio.
Uno spettacolo in cui il protagonista non è più visto come un semplice impostore, emblema dell'ipocrisia, che indossa la maschera della devozione religiosa e della benevolenza per raggirare e tradire il suo sprovveduto e ingenuo benefattore Orgone. Ma è molto più di questo: un profeta anticonformista. Un guru fanatico. Che denunzia, maledice e combatte contro un mondo di materialismo, consumismo, lassismo, dissolutezza, permissività e amoralità. Questo angelo oscuro o demone pietoso irrompe in una famiglia borghese benestante, la sconvolge completamente, prende il controllo, la castiga, la rivoluziona, la assorbe.

Dal 12 al 14 aprile - Il Pomo della discordia, scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso e con Maria Nazionale. In una normale famiglia benestante, l’atmosfera e l’euforia di una festa di compleanno organizzata a sorpresa per Achille, primogenito dei coniugi Tramontano, potrebbe essere turbata non da una mela, non da un frutto, bensì da un pomo, un pomo d’Adamo, o meglio, il pomo di Achille, il festeggiato, ritenuto un po’ troppo sporgente.

Tutti i dettagli su spettacoli, orari, costi e abbonamenti nel sito internet del Teatro Duse di Bologna.

Teatro Duse di Bologna, in Via Cartoleria 42. Stagione dal 24 settembre 2018 al 14 aprile 2019. Spettacoli alle ore 21, la domenica alle ore 16.

Ulteriori informazioni: mail biglietteria@teatrodusebologna.it - sito internet www.teatrodusebologna.it - telefono 051.231836 - ufficio stampa Roberto Anselmi

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