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Emilia Romagna Teatro: la stagione dell'Arena del Sole di Bologna

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“Guardati intorno” è il titolo scelto da Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale per la stagione 2018/2019, una vera e propria multisala teatrale su più città

BOLOGNA - Si tratta di un invito, rivolto prima di tutto a se stessi, a esplorare liberamente la realtà, a essere vigili e attenti rispetto alla complessa quotidianità che ci circonda, ma soprattutto l’invito a prendersi cura di sé, della comunità e del bene pubblico, con una volontà sempre inclusiva, per guardare “occhi negli occhi” gli altri. 

Partendo dalla via Emilia, superando i confini nazionali e anche europei, prosegue il viaggio di ERT per disegnare “un atlante del cuore e della mente” del nostro tempo, come dice il direttore Claudio Longhi. La geografia e la dilatazione spaziale sono insite nella natura di ERT Fondazione, che si caratterizza per la sua ampia articolazione sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna, da Modena, Vignola, Castelfranco Emilia, Bologna fino a Cesena. All’interno del percorso in cui il teatro si fa filtro e racconto dei temi più aderenti al nostro vivere, creando un tracciato e una possibile mappa di questi “tempi interessanti”, si inserisce la nuova stagione del Teatro Arena del Sole. 

Stagione 2018/2019

Dall’11 al 14 ottobre - Don Giovanni di Mozart secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio con Petra Magoni, Simona Boo, Hersi Matmuja, Mama Marjas, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataa. Regia di Andrea Renzi. Direzione musicale di Leandro Piccioni

Dal 23 al 28 ottobre - Riccardo3 di Francesco Niccolini, con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella, regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

Dal 5 all’8 novembre - Roberto Latini in Per Voce Sola a cura di Fabio Acca, 3 spettacoli e un laboratorio sull’attore. 
Roberto Latini è unanimemente considerato una delle figure più significative del teatro contemporaneo italiano. Attore e regista, ha saputo re-interpretare con nuovo slancio la tradizione del Nuovo Teatro, radicandosi fin dalle origini in quell’area ricca di sperimentazione frutto dell’incontro tra le diverse tradizioni dell’attore, della scrittura drammatica e della regia.

Dal 9 all’11 novembre - Ritratto di donna araba che guarda il mare di Davide Carnevali, regia di Claudio Autelli, con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù, Giulia Viana e Noemi Bresciani.
Un europeo, un turista, in una città senza nome del Nordafrica incontra una giovane donna una sera al tramonto davanti al mare. Questa fotografia o meglio questo disegno tratteggiato in fretta, è il principio di una storia sulla condizione della donna e sul potere dell'uomo, una lotta verbale che genera distanza e alimenta incomprensioni. Una riflessione non scontata su migrazione e scontri tra culture, e allo stesso tempo un'esplorazione della possibilità del tragico nella contemporaneità.

Dal 13 al 16 novembre - La Maladie de la mort, libero adattamento da un romanzo di Marguerite Duras, regia di Katie Mitchell, adattamento di Alice Birch, con Laetitia Dosch, Nick Fletcher, Jasmine Trinca. Spettacolo in lingua italiana e francese con sopratitoli in italiano, consigliato ai maggiori di 18 anni.

Dal 21 al 25 novembre - L’anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht, traduzione di Roberto Menin, progetto, elaborazione drammaturgica e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso.

Dal 28 novembre al 1 dicembre - Li buffoni, dal canovaccio di Margherita Costa, regia di Nanni Garella, con Nanni Garella, Valentina Mandruzzato, Ksenija Martinovic, Lucio Polazzi, Giovanni Cavalli della Rovere, Luca Formica, Pamela Giannasi, Iole Mazzetti, Fabio Molinari, Filippo Montorsi, Mirco Nanni, Massimiliano Paternò, Moreno Rimondi, Roberto Risi

Dal 28 novembre al 2 dicembre - Afghanistan: enduring freedom seconda parte di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace, regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana.

3 dicembre - Memoria di ragazza, una lettura e qualche canzone dal libro di Annie Ernaux, testo Annie Ernaux (L’Orma 2017, traduzione di Lorenzo Flabbi) con Daria Deflorian, Monica Demuru, Monica Piseddu, a cura di Daria Deflorian.

Dal 5 al 9 dicembre - Quasi niente, un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini liberamente ispirato al film “Il deserto rosso” di Michelangelo Antonioni
collaborazione alla drammaturgia e aiuto regia Francesco Alberici, con Francesca Cuttica, Daria Deflorian, Monica Piseddu, Benno Steinegger, Antonio Tagliarini.

Dal 12 al 13 dicembre 2018 - Scritture del tempo, un progetto del FontanaMIXensemble in collaborazione con Université Paris Nanterre, Fondazione Rocca dei Bentivoglio Valsamoggia, Fondazione Giorgio Cocchi. 
Due proposte musicali del FontanaMIXensemble e una conferenza del Prof. Michel Imberty dedicate al tema del Tempo in musica, e segnatamente nell'opera di due fondamentali autori francesi: Claude Debussy e Gérard Grisey.

Dal 9 al 13 gennaio 2019 - Eredi eretici (titolo provvisorio), drammaturgia e regia di Paolo Billi, con la Compagnia del Pratello e con Botteghe Moliére. 
La compagnia prende il nome da via del Pratello, dove ha sede e dove si trova l’Istituto Penale Minorile di Bologna, all’interno del quale opera con progetti teatrali dalla fine degli anni ’90. Promuove l’integrazione delle persone anche nei contesti sociali più difficili e persegue le sue finalità attraverso il teatro, la scrittura, la danza e tutte le forme di espressione creativa.

Dal 10 al 13 gennaio - La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton, drammaturgia e regia di Declan Donnellan, versione italiana di Stefano Massini, con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione.

15 gennaio - Binnu Blues Il racconto del codice Provenzano, uno spettacolo di e con Vincenzo Pirrotta, testo di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino, tratto dal libro “Il codice Provenzano”, adattamento teatrale di Vincenzo Pirrotta. 
Accompagnato dalla chitarra di Charlie Di Vita, Pirrotta ripercorre i 43 anni di latitanza del boss corleonese morto nel luglio del 2016. Gli ordini di morte, la falsa religiosità, la trama dei rapporti con gli insospettabili: nelle parole ritrovate dagli investigatori, prende forma il ritratto del padrino che custodiva i segreti della mafia siciliana. In alcuni passaggi, i pizzini diventano un canto blues.

Dal 22 gennaio al 3 febbraio - Per il tuo bene, testo e regia di Pier Lorenzo Pisano. Testo vincitore del Premio Riccione - Pier Vittorio Tondelli 2017

Dal 24 al 27 gennaio - Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo, regia di Marco Tullio Giordana, con Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi.

Dal 6 al 10 febbraio - When the Rain Stops Falling di Andrew Bovell, regia di Lisa Ferlazzo Natoli, traduzione di Margherita Mauro, con Caterina Carpio, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano e un attore da definire.

Dal 7 al 10 febbraio - L’abisso, di e con Davide Enia, musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri, spettacolo tratto da “Appunti per un naufragio”.
“Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo”, Davide Enia.

Dal 12 al 13 febbraio - Chet! di Leo Muscato e Laura Perini, regia di Leo Muscato, musiche originali di Paolo Fresu. 
In un’altalena tra passato e presente, la partitura eseguita dal vivo e il testo faranno riaffiorare fatti ed episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza del grande trombettista Chet Baker, da quando bambino ricevette la prima tromba dal padre, fino al momento prima di morire.

Dal 16 al 28 febbraio - Menelao di Davide Carnevali, uno spettacolo costruito, interpretato e diretto da Teatrino Giullare.

Dal 21 al 24 febbraio - Don Giovanni di Molière, regia di Valerio Binasco, con (in ordine alfabetico) Vittorio Camarota, Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Lucio De Francesco, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Gianluca Gobbi, Fulvio Pepe, Sergio Romano. 
Molière seziona il tema della religione e della sua funzione nella morale e nella società. Il suo libertinaggio non è che una declinazione estrema della ricerca di libertà: anche nel momento in cui tale ricerca sfocia nell’ateismo e blasfemia non contraddice mai la figura dell’eroe-criminale solitario, che orgogliosamente osa portare la sua sfida anche contro Dio.

12 marzo - Il canto della caduta, liberamente ispirato al mito del regno di Fanes, di e con Marta Cuscunà, progettazione e realizzazione animatronica Paola Villani.
Il mito di Fanes è una tradizione popolare dei Ladini. È un ciclo epico che racconta della fine del regno pacifico delle donne e dell'inizio di una nuova epoca del dominio e della spada. È il canto nero della caduta nell'orrore della guerra.

Dal 14 al 17 marzo - Maleducazione transiberiana, Un lungo viaggio attraverso la sconfinata terra della pedagogia per l’infanzia. una creazione di Davide Carnevali, con Fabrizio Martorelli, Silvia Giulia Mendola, Alberto Onofrietti e la partecipazione di Caterina Capparucci / Angiolina Teresa Ruota. 
Da Mary Poppins a Peppa Pig, da una Cenerentola postmoderna alle condizioni di lavoro di Holly e Benji, le fiabe e i cartoni animati plasmano per sempre la visione del mondo dei bambini. Ma quale ruolo giocano nelle politiche educative e commerciali? Davide Carnevali indaga la psicopedagogia dell’infanzia chiamando in causa Fourier, Marx, Brecht, Benjamin fino a Ronald Reagan. Si parla delle favole, delle filastrocche, dei cartoni animati, non più nati da sfoghi di fantasia, ma da un calcolo artificioso che impone mode e gusti. 

Dal 15 al 17 marzo - Pueblo di Ascanio Celestini, con Ascanio Celestini, Gianluca Casadei.
“Questa è la storia di una barbona che non chiede l’elemosina e di uno zingaro di otto anni, della barista che guadagna con le slot machine, di un facchino africano e di un paio di padri di cui non conosco il nome. La storia dignitosa dei centomila africani morti nel fondo del mare. Questa è la storia di una giovane donna che fa la cassiera al supermercato e delle persone che incontra. Questa è la storia di un giorno di pioggia", Ascanio Celestini.

Dal 21 al 24 marzo - Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini, drammaturgia di Emanuele Trevi, regia di Massimo Popolizio, con Lino Guanciale e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti.

Dal 30 al 31 marzo - Beatitudo, uno spettacolo della Compagnia della Fortezza ispirato all’opera di Jorge Luis Borges, drammaturgia e regia di Armando Punzo, musiche originali e sound design di Andrea Salvadori.

Dal 2 al 17 aprile - A piacer vostro da William Shakespeare, adattamento e regia di Nanni Garella, con gli attori di Arte e Salute.

Dal 4 al 7 aprile - Tito/Giulio Cesare, due riscritture originali da Shakespeare di Michele Santeramo/Fabrizio Sinisi, regia Andrea De Rosa/Gabriele Russo. Premio dell'Associazione Nazionale Critici 2017 come migliore progetto speciale.
Il Giulio Cesare e il Tito Andronico di Shakespeare condividono identità, spazio scenico e un linguaggio potente e fortemente contemporaneo e, insieme, diventano due parti di una riflessione unitaria sul concetto di potere e sulle conseguenze del suo esercizio. Tito Andronico è diventato, più semplicemente, Tito, un eroe stanco, un padre di famiglia che ha dei figli immaturi e acerbi, oberato dal peso della responsabilità. Giulio Cesare è ormai l’emblema di Roma, perché spesso il potere del Tiranno risiede proprio nella comunità che lo subisce e che arriva talvolta a proteggerne e tutelarne il dominio.

Dal 10 all’11 aprile - Nietos de la revolución (titolo provvisorio) un progetto di Rimini Protokoll, concept e regia di Stefan Kaegi, drammaturgia Aljoscha Begrich / Yohayna Hernández. 

Dal 17 al 19 aprile - Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato) di Lucia Calamaro, con Silvio Orlando e con (in ordine alfabetico) Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini, regia di Lucia Calamaro. 
Un fine settimana da passare nella casa di campagna del padre Silvio, in un villaggio spopolato dove vive da solo da tre anni. Silvio ha acquisito, nella solitudine, un buon numero di manie, la più grave di tutte: non vuole più camminare. Vuole vivere seduto il più possibile. E da solo. Si tratta, per i figli che finora non se ne erano preoccupati troppo, di decidere che fare, come occuparsene, come smuoverlo da questa posizione intristente e radicale. Emergono qua e là empatie e distanze tra due generazioni. Rese dei conti, mutua noia ma nonostante tutto fratellanza. Certo è che, preda del suo isolamento, nella testa di Silvio si installa una certa confusione tra desideri e realtà, senza nessuno che lo smentisca nel quotidiano, la vita può essere esattamente come uno decide che sia. Fino a un certo punto.

Dal 7 al 9 maggio - La Signorina Else di Arthur Schnitzler, traduzione di Sandro Lombardi, drammaturgia di Sandro Lombardi, Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi, regia di Federico Tiezzi, con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico.
Else è una bella e virtuosa fanciulla che viene messa in difficoltà dalla richiesta dei genitori che necessitano di una grossa somma di denaro. È la madre stessa che con cinismo atroce invita la figlia a vendersi per salvare la famiglia dalla bancarotta. L’unico modo per ottenere il denaro è infatti chiederlo a un ricco conoscente che da tempo la corteggia. La spietata radiografia di una società corrotta fin nel nucleo familiare.

Dal 9 al 12 maggio - dEVERSIVO, scritto, diretto e interpretato da Eleonora Danco.
Una performer indipendente e la sua lotta per la conquista del palcoscenico, un conflitto sofferto ribelle e scanzonato, in una realtà brutale e insalvabile. Persone e luoghi si accavallano nella testa della protagonista, lanciandola su e giù per la scena, così come nella vita.

Dal 14 al 19 maggio - Settimo cielo di Caryl Churchill, traduzione di Riccardo Duranti, regia di Giorgina Pi, con Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Lorenzo Parrotto, Aurora Peres, Alessandro Riceci, Marco Spiga. Un viaggio tra le politiche del sesso vissuto da un gruppo familiare, prima catapultato nell’Africa coloniale di fine Ottocento, poi nella Londra swinging della rivoluzione sessuale in piena ribellione punk anni Settanta.

Dal 16 al 18 maggio - Il seme della tempesta, scene, luci e regia di Cesare Ronconi, testi di Mariangela Gualtieri.

Tutti i dettagli su spettacoli, orari, costi e abbonamenti nella pagina internet del Teatro Arena del Sole di Bologna.

Teatro Arena del Sole di Bologna, Via Indipendenza 44, stagione dall'11 ottobre 2018 al 18 maggio 2019

Ulteriori informazioni: telefono 059.2910910 - mail biglietteria@arenadelsole.it - sito internet www.emiliaromagnateatro.com - ufficio stampa Debora Pietrobono

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