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Emilia Romagna Teatro: la stagione del Passioni di Modena

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“Guardati intorno” è il titolo scelto da Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale per la stagione 2018/2019, una vera e propria multisala teatrale su più città

MODENA - Si tratta di un invito, rivolto prima di tutto a se stessi, a esplorare liberamente la realtà, a essere vigili e attenti rispetto alla complessa quotidianità che ci circonda, ma soprattutto l’invito a prendersi cura di sé, della comunità e del bene pubblico, con una volontà sempre inclusiva, per guardare “occhi negli occhi” gli altri. 

Partendo dalla via Emilia, superando i confini nazionali e anche europei, prosegue il viaggio di ERT per disegnare “un atlante del cuore e della mente” del nostro tempo, come dice il direttore Claudio Longhi. La geografia e la dilatazione spaziale sono insite nella natura di ERT Fondazione, che si caratterizza per la sua ampia articolazione sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna, da ModenaVignolaCastelfranco EmiliaBologna fino a Cesena

Stagione 2018/2019

Dal 9 al 21 ottobre - Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso, ideazione e drammaturgia Kepler-452 (Paola Aiello, Enrico Baraldi, Nicola Borghesi), regia Nicola Borghesi, con Annalisa e Giuliano Bianchi, Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodovico Guenzi. (foto di copertina di Luca Del Pia - tutti i diritti riservati)

Dal 6 al 11 novembre - Totò e Vicé di Franco Scaldati, interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

Dal 13 al 18 novembre - Riccardo3 di Francesco Niccolini, regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi, con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella.

Dal 27 novembre al 2 dicembre - Quasi niente, progetto Daria Deflorian e Antonio Tagliarini liberamente ispirato al film Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni, collaborazione alla drammaturgia e aiuto regia Francesco Alberici, con Francesca Cuttica, Daria Deflorian, Monica Piseddu, Benno Steinegger, Antonio Tagliarini.

Dal 4 al 16 dicembre 2018 - Afghanistan: enduring freedom seconda parte di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace, regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana.

Dal 8 al 20 gennaio 2019 - Per il tuo bene, scritto e diretto da Pier Lorenzo Pisano. Testo vincitore del Premio Riccione – Pier Vittorio Tondelli 2017

26 gennaio - Fiabe giapponesi, concezione Chiara Guidi, direzione Chiara Guidi e Vito Matera, con Chiara Guidi e con Francesco Dell’Accio, Francesca Di Serio, Vito Matera
musica originale Giuseppe Ielasi, Enrico Malatesta, Natàn Santiago Lazala.
Tre fiabe dell’antica tradizione giapponese inserite in una rappresentazione che vede i bambini partecipare in prima persona: alcuni sono invitati in scena a eseguire un preciso lavoro, altri, seduti in platea, vengono sollecitati a un dialogo che intercala i racconti. Tra platea e palco tutti i bambini, sono dunque dentro lo spettacolo e, guidati dalla Narratrice sperimentano direttamente lo statuto di rappresentazione proprio come fanno nel gioco, dove, insieme ad altri coetanei, esperiscono il “sentire” più profondo della realtà.

Dal 29 al 30 gennaio - Dentro le cose di e con Febo Del Zozzo, ideazione audio, luci e allestimento Febo Del Zozzo. 
La compagnia sceglie di confrontarsi con alcune figure esemplari, “vite di un’altra fibra”, di cui si indaga la radicalità del pensiero e delle opere, “figure esemplari” che hanno negato consenso alla forza cieca del potere aprendo varchi luminosi di cambiamento.

Dal 1 al 3 febbraio - 10 miniballetti, regia, coreografia, danza Francesca Pennini, drammaturgia e disegno luci Angelo Pedroni, Francesca Pennini. 
Un’antologia di danze in bilico tra geometria e turbinio dove l’elemento aereo è paradigma di riflessione sui confini del controllo. Correnti e bufere, ventilatori e droni, uccelli e grand-jeté diventano allegorie sul legame tra coreografia e danza in un’indagine che rimbalza tra la ripetibilità del gesto e l’improvvisazione, tra la scrittura e l’interpretazione.

Dal 5 al 6 febbraio - Vizio di Forma, uno spettacolo liberamente ispirato all’opera di Primo Levi, di e con Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni.
"Siamo partiti dallo studio dei racconti di fantascienza scoprendo un mondo ricchissimo di idee, predizioni, immagini, angosce. La scrittura di questo lucido intellettuale (troppo spesso intrappolato nel consolatorio ruolo di testimone) è un pozzo senza fine di riflessioni filosofiche sull’essere umano oggi, sul potere della tecnica, sul destino delle nostre coscienze, sul tessuto originario, sulla falsificazione del linguaggio, sull’abuso pornografico delle immagini, sulla distruzione della natura", Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni.

Dal 12 al 17 febbraio - Belve, una farsa di Armando Pirozzi. Uno spettacolo di Massimiliano Civica con Alberto Astorri, Salvatore Caruso, Alessandra De Santis, Monica Demuru, Vincenzo Nemolato, Aldo Ottobrino.
In un clima di crescente tensione e violenza, tra frutti di mare, strane macchinazioni e improbabili convitati, una cena tra due coppie ribalta di continuo il folle gioco del dominio e del potere che ogni personaggio cerca di stabilire sull'altro. In realtà, alla resa dei conti, si tende sempre a rivelarsi molto diversi da ciò che ci si aspetta.

Dal 19 al 22 febbraio - La scortecata, liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, testo e regia Emma Dante, con Salvatore D’Onofrio, Carmine Maringola. 
Lo cunto de li cuntiovero lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate, scritte da Giambattista Basile. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani. La scortecata è lo trattenimento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia. In una scena vuota, due uomini, a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando i personaggi.

Dal 15 al 17 marzo - Storia di un’amicizia, tratto dalla tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante, ideazione Chiara Lagani e Luigi De Angelis, con Chiara Lagani e Fiorenza Menni. 
Lo spettacolo, diviso in tre capitoli (Le due bambole, Il nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell'amicizia tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza. 

Dal 20 al 21 marzo - Is,Is Oil, liberamente ispirato a Petrolio di Pier Paolo Pasolini, regia Andrea Adriatico. 
Petrolio è un vastissimo e folgorante affresco simbolico dell’attualità, nel quale Pasolini racconta la grande trasformazione antropologica degli italiani fra gli anni ‘50 e gli anni ‘70, così come le grandi manovre occulte che intrecciano affarismo, mafia e politica. Petrolio è l’intreccio di diverse narrazioni. È la storia dell’ingegnere Carlo, che si sdoppia nel sociale “Carlo di Polis” e nel sensuale “Carlo di Tetis”, ed è la storia dell’Eni, il colosso petrolifero italiano, che gestisce la principale fonte di energia, tra gli intrallazzi politici e la grande criminalità. Un omaggio a Pasolini a 40 anni dalla morte del più lucido intellettuale italiano del dopoguerra.

dal 28 al 30 marzo - Littoral di Wajdi Mouawad, traduzione Giulia Pizzimenti, regia Vincenzo Picone, con Davide Gagliardini, Silvia Lamboglia, Luca Nucera, Gian Marco Pellecchia, Giulia Pizzimenti, Massimiliano Sbarsi, Emanuele Vezzoli. 
Il giovane Wilfrid si trova di fronte a un compito inaspettato: seppellire il corpo del padre che non ha mai conosciuto. Inizia da qui un percorso ironico, grottesco e a volte surreale in cui il protagonista si muove nei meandri della sua memoria accompagnato da un fantomatico cavaliere, da una troupe cinematografica, che continuamente interrompe la sua ricerca cercando di fissare i suoi ricordi in un montaggio filmico, e dallo stesso padre ormai defunto che, come il fantasma di Amleto, lo accompagna verso il luogo della sepoltura.

Dal 2 al 3 aprile - Macbetto o la chimica della materia, trasmutazioni dal Macbetto di Giovanni Testori, ideazione e regia Roberto Magnani, con Roberto Magnani, Consuelo Battiston, Eleonora Sedioli. Spettacolo vietato ai minori di 14 anni. 
Un’opera materica, biologica, un farsi e disfarsi continuo che richiama le ragioni profonde del teatro stesso, essendo quest’ultimo, appunto, biologia. Ricorre quindi un continuo sporcarsi, ma contrastato dalla tensione tutta verticale a cui si aggrappa il personaggio di Macbet, soprattutto nei dialoghi diretti con colui che sembra sovraintendere a ogni cosa, lo Scrivano “creatore di me e di questa lingua porcellenta e falsatoria”.

Dal 9 al 14 aprile - Trilogia della compagnia Mitipretese (Festa di famiglia da Luigi Pirandello, Le troiane / Frammenti di tragedia da Euripide, Roma ore 11 di Elio Petri). Mitipretese è un gruppo teatrale che nasce dal desiderio di ricavarsi uno spazio di lavoro collettivo, focalizzandosi sulle tematiche femminili. Nascono così i tre differenti spettacoli. [LEGGI ANCHE: La "Roma ore 11" del cinema va anche in teatro, ma sempre con "Mitipretese"]

Dal 4 al 19 maggio - A piacer vostro da William Shakespeare, adattamento e regia Nanni Garella, con gli attori di Arte e Salute.

30 e 31 maggio - Maybe I should just take a walk (with no destination) dedicato a Sam Shepard, regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, drammaturgia Daniela Nicolò, con gli allievi de La Manufacture - Haute école des arts de la scène (Coline Bardin, David Brancato, Estelle Bridet, Arianna Camilli, Azelyne Cartigny, Guillaume Ceppi, Anastasia Fraysse, Aurélien Gschwind, Mathilde Invernon, Agathe Lecomte, Antonin Noël, Martin Reinartz, Elsa Thebault, Gwenaëlle Vaudin, Adèle Viéville).

Tutti i dettagli su spettacoli, orari, costi e abbonamenti nella pagina internet del Teatro delle Passioni di Modena.

Teatro delle Passioni di Modena, Viale Carlo Sigonio 382, stagione dal 9 ottobre 2018 al 31 maggio 2019

Ulteriori informazioni: telefono 059.2136021 - mail biglietteria@emiliaromagnateatro.com - sito internet www.emiliaromagnateatro.com - ufficio stampa Sara Guerra

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