Il Mostro dagli Occhi Verdi (recensione)

Paura. Vergogna. Abbandono. Perdono. L’amore vero non uccide

Il Mostro dagli Occhi Verdi
m&s - Il Mostro dagli Occhi Verdi (fonte foto Facebook | © Pont d’Art Italia)

Cinque sedie, quattro nere a semicerchio e una rossa al centro con un tavolino accanto. Quattro maschere bianche pendono dal soffitto. Da un lato del palco, l’angolo dei ricordi ospita una serie di oggetti che serviranno a scoprire parti delle storie delle protagoniste. Una signora russa, con grembiule, cuffietta e scopa, entra per pulire il pavimento, guarda quei posti e si chiede perché le donne dovrebbero trovarsi lì a parlare dei propri affari. E lì è lo studio della psicoterapeuta che tenderà i fili e farà da trait d’union tra le protagoniste di questo spettacolo. 

È così che Francesca Bruni (già vista e apprezzata in Paolo & Francesca) accoglie il pubblico, con un personaggio fuori dagli schemi ma che in maniera velata introduce il tema della violenza sulle donne, sottolineando come sia normale per lei subirla dal marito. Un personaggio che fa solo da apripista ai veri volti della narrazione.

La trama si destreggia tra le storie di quattro donne: Loredana, Chiara, Rosaria e Sara, tutte unite dalla terapeuta che cerca di aiutarle, tutte legate da un ruolo femminile stretto e carico di dolore non espresso, ognuna in maniera diversa. 

Uno spettacolo di un’intensità disarmante, per la trama, ma soprattutto per l’interpretazione, in cui Francesca Bruni esprime, ancora una volta, una bravura straordinaria che lascia il segno. Un segno indelebile, tinto del sangue delle numerose vittime di uomini che dimostrano il proprio amore con la violenza.

Un solo volto, tanti personaggi differenti, tutti perfettamente caratterizzati. È così che l’attrice (anche autrice e regista dello spettacolo) ha espresso il suo disappunto e il dolore su una tematica tanto delicata qual è la violenza di genere. Un solo abito, nero, minimalista, elegante, per quasi tutta la rappresentazione, eppure la maestria con cui ha cambiato ruolo costantemente, donando posture e voci differenti in base al personaggio in scena, ha permesso al pubblico di riconoscere ognuna di loro, ogni espressione, ogni realtà, come se sul palco ci fossero cinque persone diverse, e non solo una per tutte.

Francesca non ha indossato gli abiti di Loredana, Rosaria, Chiara e Sara. Lei ha indossato le loro personalità, mostrandole agli spettatori e creando tra le poltrone un’interazione e un vero coinvolgimento.

Le tematiche affrontate, sempre con un tono ironico, anche quando di ironico c’è davvero poco, sono state un crescendo costante delle varie forme di violenza che una donna può subire: dall’oggettizzazione alla forma più estrema (il femminicidio) passando ovviamente per la violenza sessuale e tutto ciò che ne deriva.

Ancora una volta, Francesca Bruni sorprende e squarcia l’anima con una pièce che urla, che risveglia, che punta il riflettore su una verità scomoda: parlare può essere d’aiuto, ma lo Stato non tutela. 

Se in “Paolo e Francesca” a straziare era la storia di un amore negato, impossibile e vissuto nonostante tutto, con la conseguenza di una morte brutale, straziante qui è la dura e cruda realtà che ogni giorno sentiamo attraverso i telegiornali e che, tuttavia, non si riesce a fermare.

Uno spettacolo da vedere assolutamente, con la consapevolezza che le lacrime usciranno involontariamente dagli occhi e il cuore sanguinerà, lo specchio di una società che giudica e non fa nulla per salvaguardare le donne e porre fine alle innumerevoli violenze quotidiane.

La conclusione è la frase con cui la stessa attrice chiude lo spettacolo, mettendo nero su bianco le parole che ogni essere umano dovrebbe ricordare: l’amore vero non uccide. [in scena fino a domenica 14 settembre 2025 al Teatro Trastevere di Roma]

Pont d’Art Italia
presenta
IL MOSTRO DAGLI OCCHI VERDI
di e con Francesca Bruni
aiuto regia Simone Buffa
regia Francesca Bruni
voci Simone Buffa, Enrico La Noce, Antonella Gabriele
luci Giulia Mataloni
audio Simone Buffa

Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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