Il lato nascosto della luna (recensione)

Tributo coreografico al più celebre album dei Pink Floyd nel quarantennale dalla prima pubblicazione

immagine di una ballerina distesa sul palco
m&s - un momento del tributo coreografico a The Dark Side of The Wall

Crediamo sia praticamente impossibile ignorare l'esistenza musicale dei Pink Floyd e della loro discografia (almeno di quella essenziale), partita dalla matrice psichedelica e visionaria di Syd Barrett (presente "stabilmente" nel gruppo solo fino al 1968, ma influente anche per gli anni a venire),  per passare al periodo maggiormente progressive e "incomunicabile" di Roger Waters, che si evolverà nella conduzione sicura (e meno crepuscolare) della chitarra di David Gilmour.

In tutto questo percorso artistico The Dark Side of The Wall è sicuramente uno dei dischi più importanti e influenti del XX secolo e anche di tutta la musica che verrà successivamente. Ha compiuto 40 anni il 1° marzo di quest'anno e li sta festeggiando con tributi diversi in tutto il mondo.
Quello della Compagnia Echoes (il nome sarà un caso?) è in forma squisitamente coreografica. Un omaggio danzato, ideato e realizzato da Giuliana Maglia (che firma sia la regia che la coreografia del suo spettacolo), che aggiunge un ulteriore tassello, unicamente visivo stavolta, a quello che è universalmente considerato - a pieno titolo - "il" capolavoro musicale assoluto della band britannica.

Sei le danzatrici in scena, inizialmente contrapposte in due gruppi in bianco e nero, poi, una mescolanza di immagini e sensazioni, alcune originali e personali, dettate dalla sensibilità della scrittura, altre ovviamente riprese dai temi imposti dal concept dell'album, dal quale non ci si può allontanare troppo e che allo stesso tempo fornisce molti temi sviluppabili e reinterpretabili probabilmente attraverso ogni forma artistica esistente.

Il tutto sulla base musicale, indimenticabile ed imprescindibile, del suono Pink Floyd, quel suono che non passa mai di moda, che resiste a spinte commerciali e di tendenza, che riesce a rivolgersi sia agli appassionati (che ne sanno cogliere ogni differente sfumatura), che al neofita. Il Lato Oscuro reinterpretato in forma di danza non è necessariamente virato solo al suo aspetto negativo, la compagnia Echoes sceglie di approfondire invece il lato "nascosto", dando al termine ogni forma di accezione simbolica possibile e transitabile attraverso il movimento del corpo, coordinato e ritmato con la musica.

Un progetto che tenevo nel cassetto da molto tempo, ci ha raccontato Giuliana Maglia, stanca e soddisfatta, al termine dell'esibizione. Ogni volta che lo riproponiamo assume aspetti diversi, presentando le nostre sensazioni e i nostri stati d'animo, anche già dalla prova. C'è sempre qualcosa che cambia, che ci coinvolge. Per il prossimo anno, mi dispiace per chi ama i Pink Floyd, non è prevista la preparazione di Wish You Were Here (del quale ricorrerà il quarantennale nel settembre del 2015, ndr), ma di Lettera sulla felicità di Epicuro. Voglio portare in scena qualcosa che sia più aperto verso la felicità, conclude Giuliana Maglia. Individuando e comprendendo la nostra delusione, la coreografa ha poi aggiunto che la compagnia sta preparando due nuove coreografie (in scena il 5 ottobre al Granteatro di Roma in un evento interamente dedicato ai Pink Floyd, Atom in Rome) incentrate su A Saucerful of Secrets (il secondo album del 1968) e su Atom Heart Mother (altro capolavoro floydiano del 1970). Attendiamo pazientemente e con fiducia, pensando anche a The Wall, che si completi la "danzagrafia".

THE DARK SIDE OF THE MOON
spettacolo di teatro-danza
liberamente ispirato al concept omonimo dei Pink Floyd
coreografie originali di Giuliana Maglia
con Elettra Carangio, Stefania Di Donato, Erika Iannello, Giuliana Maglia, Anna Sciavilla, Francesca Scoccia
light design Francesco Chiatante
costumi Giuliana Maglia
assistenti alle coreografie Elettra Carangio e Matteo D’Alessio
durata un atto unico di 43 minuti (come il disco)

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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