Thunderbirds & Space: 1999

In mostra fino al 28 febbraio 2026 il mondo di Gerry e Sylvia Anderson. Al Museum of Brands di Londra 

Thunderbirds Space:1999
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La fantascienza e la televisione britannica devono moltissimo al genio creativo di Gerry e Sylvia Anderson, coppia di registi e produttori che hanno ridefinito gli standard degli effetti speciali e dell'immaginario popolare tra gli anni Sessanta e Settanta. A celebrare la loro eredità artistica, il museo londinese, in collaborazione con Anderson Entertainment, dedica una nuova mostra temporanea, per la gioia dei fan di lunga data e dei curiosi: Thunderbirds & Space: 1999 – A Celebration of Sci-fi Toys and Collectables.

L'esposizione è già aperta (dal 13 settembre 2025) e rimarrà visitabile fino al 28 febbraio 2026. La scelta della data di apertura non è stata casuale: il 13 settembre è noto tra gli appassionati di Spazio 1999 (curiosità: nel titolo italiano sono scomparsi i due punti tra la parola Spazio e l'anno) come il "Breakaway Day", il giorno fittizio in cui un'esplosione nucleare fa uscire l'orbita terrestre la base lunare Alpha, condannando i suoi abitanti a un viaggio interstellare senza fine, andando incontro a tante avventure, in una sorta di prosecuzione di Star Trek, ma con il satellite al posto dell'Enterprise. Un'occasione per celebrare il cinquantesimo anniversario della prima messa in onda della serie, così come ricorrono i sessanta anni dei Thunderbirds (1965), la serie che ha reso celebre il metodo Supermarionation, marchio di fabbrica degli Anderson.

Gerry e Sylvia Anderson si sono distinti per l'uso innovativo di modellini sofisticati e marionette, dando vita al celebre sistema chiamato "Supermarionation". Questa tecnica, impiegata in produzioni rivoluzionarie come Stingray, Captain Scarlet e soprattutto Thunderbirds, permetteva di animare personaggi realistici in mondi dettagliati, creando un'illusione di azione e avventura fino ad allora impensabile per la TV, innestando anche particolari umani (solitamente le mani) alle marionette. Thunderbirds, in particolare, ha conquistato intere generazioni con le avventure di International Rescue, un'organizzazione segreta di salvataggio guidata dalla famiglia Tracy e dai loro straordinari veicoli (Thunderbird 1, 2, 3, 4 e 5). In Italia la serie è stata originariamente trasmessa dalla Rai, poi - per un certo periodo di tempo - è stata anche trasmessa da Italia 1.

Successivamente, la coppia Anderson passò a produzioni live-action e modellistica avanzata. È il caso della serie UFO (di grande popolarità anche nel nostro Paese) e di Spazio 1999. Quest'ultima, co-prodotta anche con l'Italia, ha goduto di un successo clamoroso, diventando un vero e proprio fenomeno culturale. La serie combinava dramma umano e visioni spettacolari di viaggi spaziali a bordo delle astronavi Aquila. Il loro lavoro ha plasmato l'estetica di molta fantascienza successiva, sia cinematografica che televisiva, influenzando registi e artisti per decenni.

L'esposizione del Museum of Brands non si concentra solo sulle trame, ma anche sul merchandising e su come queste serie abbiano lasciato il segno nella cultura popolare e nel design. Co-curata dal graphic designer Malcolm Garrett, MBE, l'iniziativa presenta oltre 300 oggetti, tra cui giocattoli d'epoca, giochi da tavolo, modellini e memorabilia, molti dei quali esposti per la prima volta.

I reperti provengono in gran parte dalla vasta Robert Opie collection, affiancati da pezzi unici messi a disposizione da collezionisti privati. Oltre ai protagonisti, la mostra include tributi ad altre produzioni Anderson, come UFO (cui speriamo, più come fan che come giornalisti, venga dedicata una prossima mostra), Captain Scarlet, Supercar e Fireball XL5, offrendo uno sguardo completo sull'affascinante immaginario sci-fi del periodo.

Museum of Brands
111-117 Lancaster Road
Notting Hill, W11 1QT
London, UK

dal lunedì al sabato, ore 10-17
domenica, ore 11-17

biglietti
da £ 11,50 a £ 6,50

https://museumofbrands.com  

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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