“Talaqat” (album) nasce dall'esigenza dei Talaqat (band) di esprimersi nella maniera più libera possibile, senza vincoli di genere, al di là di etichette e classificazioni. Tutto nasce dalla creatività, dalle influenze e dall'esperienza personale di ognuno dei tre membri della compagine. Di conseguenza, il progetto non si pone limiti o confini, ma attinge da influenze musicali che spaziano dal metal estremo al jazz, dal progressive all'hardcore per cercare di fonderle insieme e dare vita a un qualcosa che abbia un proprio carattere personale.
La scrittura dei brani è comune, lo sviluppo delle idee non avviene mai a tavolino, ma sempre in sala prove. Ogni brano vuole essere un viaggio, raccontare una storia, ma senza l'ausilio della parola, in modo che ognuno possa ascoltarla e interpretarla in maniera unica e personale.
Questo rende la band difficilmente catalogabile a un primo giudizio, ma a ogni ascolto emergono sfumature differenti, con elementi che incarnano il background accumulato individualmente da ogni componente negli anni e che qui vengono resi in una maniera libera e personale. Da tutto ciò nasce questo primo disco, registrato nell’inverno 2024 presso i Kono Studio di Biella e masterizzato da Harris Newman al Greymarket Mastering di Montreal.
Talaqat è un progetto che nasce nel 2023 da esperienze personali e background musicali molto diversi fra loro. Matteo Borzini (batteria) e Adriano Fontaneto (chitarra) hanno collaborato, negli anni, in diversi progetti anche importanti nel mondo della scena underground, suonando in band come Corey, One Fine Day, Steam, Fog In The Shell, Mathians, Postvorta, Killer Is Me, The End Of Six Thousand Years. Nell'ultimo periodo Adriano ha sperimentato nella musica elettronica, mentre Matteo tutt'ora suona nei The End Of Six Thousand Years. Massimo Splendore (basso) che pure ha collaborato saltuariamente con i due in passato, arriva da un percorso che parte dal metal e passa per il rock e la musica leggera italiana.
Prime impressioni di ascolto
Non possiamo non notare, trovandoci di fronte a un concept totalmente strumentale, il coraggio dei Talaqat (dovendo, forse, misurarsi con il mercato discografico italiano), che diventa incoscienza pura non appena ci siamo resi conto che il brano più corto, Carminio, si attesta poco lontano dai 7 minuti. Musicalmente ci restituiscono quello che le note del comunicato ci hanno annunciato: il rispetto delle regole per i Talaqat significa l'assenza totale delle regole, ma sanno quello che stanno facendo, e si sente. Meglio ancora se l'ascolto, come abbiamo fatto noi, avviene in cuffia (rigorosamente analogica, evitiamo di citare la marca, tanto è quella lì). La contaminazione tra i generi è talmente profonda che ne viene praticamente creato uno nuovo, che può fare parte di tutti ed è allo stesso tempo nessuno di loro. Quindi cosa abbiamo ascoltato? I Talaqat, è ovvio.
line-up
Matteo Borzini, batteria
Adriano Fontaneto, chitarra
Massimo Splendore, basso
tracklist
01. Pantalassa (9:15)
02. Iter Circa Solem (8:23)
03. XIII (9:13)
04. Carminio (6:45)
05. Idra (8:01)
06. Penitenziagite (6:56)
07. Talaqat (10:19)
https://talaqat.bandcamp.com/
https://instagram.com/talaqatband






