"Così impari" è il titolo dell'ultimo monologo di e con Grazia Scuccimarra. In scena una giovane 75enne che non si arrende mai e che, come Pulcinella, ridendo e scherzando... fa la stand-up comedian, ma sempre con molto garbo.
Siamo tornati sul luogo della "stand-up" al femminile di Grazia Scuccimarra, per il suo ultimo aggiornamento di spettacolo, dal titolo "Così impari". La domanda che sorge è ovviamente e banalmente spontanea: cosa dobbiamo imparare? Prima di accomodarci in sala, in prima fila, abbiamo riletto la precedente recensione, relativa ad un altro suo spettacolo e pubblicata due anni prima: se non ci sono stati troppi stravolgimenti nella linea drammaturgica, possiamo accomodarci frontalmente l'attrice senza correre il rischio - discostandosi dallo stile dei comedian americani - di essere eccessivamente coinvolti nello spettacolo. E difatti così è stato, ma procediamo con ordine.
Grazia Scuccimarra, con la oramai usuale alta proprietà di linguaggio, accompagnata dalla fedele "pigotta" sul palco, ha esordito dichiarando la sua età (75 anni) e la sua felicità di essere "vecchia" (che lo è lo dice lei, noi non ci permetteremmo mai), ma ancora con uno spirito eccezionale (confermiamo!), è solo il corpo che è andato (ovviamente non siamo noi a pensarla e scriverla così, ma è una battuta dello spettacolo). E che meraviglia vedere una Signora dello spettacolo che ha accettato il ticchettio biologico, che ostenta i segni dell'età (nessuna traccia di "canotti" sul suo viso) che tutti abbiamo o avremo prima o poi (dipende dall'anagrafe), così riconoscibile oggi, come ieri, differenziandosi in questo da... lasciamo stare. Da questo esordio in poi l'attrice abruzzese (è nata a Teramo) affronta qualsiasi argomento, traendone la necessaria visione satirica che aiuta tutti noi a sopravvivere. Le sue prime attenzioni sono riservate alle tecnologie (la ringraziamo per non averle definite "nuove") che ovviamente fanno impazzire tutti (o quasi) coloro che non sono nativi digitali. E chi non sarebbe spaventato anche dalla terminologia, tutta anglosassone, dei moderni strumenti di comunicazione? Passando dai "selfie" e dovendo destreggiarsi tra "hashtag" e "whatsapp", non resta che rifugiarsi nella filosofia cartesiana, ma adattandola in "cogito ergo sim".
C'è spazio anche per "colpire" la mancanza di sapere delle nuove generazioni e di conseguenza anche la loro scarsa istruzione, con un fuoco amico fatto da chi il mondo scolastico lo conosce piuttosto bene, avendolo frequentato come insegnante (ha una laurea in giurisprudenza) di diritto e economia nelle scuole superiori per tantissimi anni. Una leggera spruzzata di satira politica, che non manca praticamente da quasi nessun repertorio comico, anche in quello di chi non la pratica più di tanto, visto che i personaggi si prestano costantemente, ma con un leggero rinnovamento: due anni fa avevamo Ratti (suo conterraneo), oggi la triade composta da Salvini, Di Maio e Renzi. Non può mancare l'aspetto più personale in questo spettacolo di "stand-up della terza età", facendoci sorridere con il ciclo ineluttabile della vita.
In Italia la stand-up comedy è arrivata passo dopo passo, complici alcune realtà televisive, dimenticando che si è sempre fatta, magari con un altro nome. Attualmente sono in molti a praticare questa forma di intrattenimento diretto, principalmente uomini, Grazia Scuccimarra, invece, ne ha fatta e ne fa una propria versione, maggiormente tagliata sulle sue corde, sul suo modo di porsi e sul suo modo di far ridere gli spettatori. La percezione nostra è che da brava insegnante sappia sempre dove andare e come arrivare alla fine, che poi il risultato ottenuto è sempre lo stesso: l'applauso del suo pubblico, ancora più caloroso quando viene mostrato il "centrino", il prezioso lavoro all'uncinetto realizzato in un periodo di particolare difficoltà personale. Ci vediamo tra altri due anni? E con che titolo, stavolta? Pigotta e centrino ci saranno? Per la risposta non possiamo che attendere: 24 mesi tutto sommato passano presto, nel frattempo blocchiamo la poltrona, per non trovarla occupata.
COSI' IMPARI
di e con Grazia Scuccimarra
musiche Pino Cangialosi
luci Flavio Bruno
durata 1 ora e 45 minuti senza intervallo







