Non avendo mai provato certe esperienze nella propria vita? Sì, ovviamente, altrimenti non sarebbe attrice, è la prima risposta che ci siamo dati. E può essere sincera mentre rappresenta con la stessa passione parti opposte? Per Donata Gensi, protagonista dell’opera di Luigi Pirandello “Trovarsi”, è possibile, essendo semplicemente come la parte la vuole ogni volta. Ma quando il sipario si chiude e Donata, sola nel suo camerino, davanti allo specchio si strucca abbandonando il personaggio, i suoi occhi rimangono aperti a “fissarsi in quel vuoto”. Guardarsi allo specchio e non trovare la propria identità fra tutte quelle interpretate diventa per lei drammatico e insostenibile. E se è vero che “chi ama chiude gli occhi”, per Donata, che nella vita gli occhi non li ha mai chiusi per paura di non essere più libera, tutto diviene ancor più angosciante.
Sarà Elj (Angelo Campolo), giovane marinaio avventuroso e sognatore, a permetterle di vedere se stessa, tanto da indurla involontariamente a “gettarsi” in mare ad occhi chiusi. È in quel momento che Donata scopre l’amore e se stessa, ma nello stesso tempo ne rimane prigioniera. Se ora vuole vivere la sua vita di donna, nello stesso tempo non riesce ad allontanarsi dall’attrice di teatro e da quei personaggi che vissero in lei e in cui lei visse. Sarà proprio il teatro a mettere alla prova i due. Ma proprio quando Donata riuscirà a trovarsi e a sentirsi viva, l’amore di Elj, geloso, possessivo e incapace di capire la differenza tra l’attrice e la donna, l’abbandonerà.
Nell’opera pirandelliana il problema dell’identità si pone in tutte le sue sfaccettature. Chi essere e quando esserlo sono quesiti che avvolgono la protagonista fino ad addolorarla nel tentativo disperato di far luce dentro di sé. Intensa l’interpretazione di Mascia Musy nel ruolo di Donata. La sua voce riecheggia nella testa dello spettatore trasferendogli la sua insicurezza. Durante lo spettacolo scende gli scalini e si avvicina agli spettatori. Mentre recita Donata (o Mascia, si chiederebbe Luigi Pirandello e noi con il Drammaturgo) sembra scrutare i volti, forse alla ricerca di un’identità. E così gli spettatori divengono il suo specchio, quello stesso che in casa nasconde per paura di vedersi e non trovarsi.
La gestualità e il linguaggio del corpo diventano essenziali, come quando Donata si tocca ripetutamente la faccia con le mani, come per scrollarsi di dosso i personaggi interpretati o come quando ricurva, alla fine o all’inizio (nell’adattamento e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi) la vediamo camminare verso quello specchio che adesso le nega l’identità trovata. Molto bravi i sette attori che accompagnano l’interpretazione della Musy. Una nota particolare meritano la scenografia, semplice ma efficace, e la musica di sottofondo, capace di guidare lo stato d’animo dello spettatore, trasmettendogli in certi momenti una fastidiosa sensazione d’impotenza.
TROVARSI
di Luigi Pirandello
adattamento e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
con Mascia Musy
e con Angelo Campolo, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti, Ester Cucinotti, Marika Pugliatti, Monia Alfieri e Luca Fiorino
disegno luci Maurizio Viani
scene e costumi Mela Dell'Erba









