Chissà come andrà a finire? È l'unico motivo che porta avanti la narrazione
Quante volte, scorrendo la visione di un film (meno per uno spettacolo teatrale, vista la concentrazione delle azioni in scena) ci siamo fatti la domanda del nostro incipit (anche battuta della commedia)? E quante volte abbiamo mentalmente auspicato un finale in sfavore di un altro, augurandoci poi di non essere smentiti, ma confortati?
Ed è questo il tema, laterale ma fondamentale, che si innesta nella commedia romantica scritta e diretta da Andrea Bizzarri, sul palco nel ruolo di Tommaso, il project manager (ma anche addetto alle pubbliche relazioni e incaricato della gestione dei tavoli del pranzo matrimoniale del suo capo) che infarcisce ogni sua frase con inglesismi e che non smette mai di lavorare, nemmeno per un attimo, come da manuale di ordinanza del manager rampante. Almeno fino a quando - fortuitamente - in un locale incontra Emma (Ramona Gargano), giornalista d'inchiesta e fervente ambientalista. Bella, decisa e determinata a denunciare ai propri lettori le tante malefatte della company per la quale Tommaso lavora e per questo - ovviamente - è conosciuta e invisa ai piani alti (ma anche negli scantinati) dell'azienda. Ma visto che anche i project manager soffrono l'influenza dei propri sentimenti, Tommaso tenta il primo adolescenziale approccio, anche se con scarsi risultati.
In ogni caso, Emma lo coinvolge e se lo porta a casa di Alfredo (Giuseppe Abramo), un nerd che ha abbondantemente passato i trent'anni e che sta ultimando la struttura del suo primo gioco di ruolo di sperato successo. Anche Emma è coinvolta nel progetto e nemmeno Tommaso si tira indietro: si getterebbe in pasto ai leoni pur di compiacere e/o interessare la ragazza (e in questo agire dimostra la sua scarsa conoscenza di chi ha di fronte). Emma è poco arginabile e lo convince addirittura a portarla con sé al grande matrimonio, anche se questo potrebbe costargli il posto. Dal tavolo che non c'è al disastro (annunciato) il passo è brevissimo. Emma abbandona la cena, dopo aver messo pesantemente in imbarazzo Tommaso, e il loro rapporto - fatto di pochi incontri - sembra già completamente andato. Per fortuna di entrambi la passione per il karaoke (ma senza mai cantare di Tommaso) e per il canto di Emma (che invece lo sa fare e bene) riaccendono un'esile fiammella nel loro rapporto, talmente esile che potrebbe spegnersi anche solo con un respiro più intenso da parte di uno dei due.
Al centro del racconto c'è un interrogativo che riguarda quelle che sono le cosiddette occasioni perse, i bivi di fronte ai quali ci troviamo continuamente nel corso della nostra vita. Prendere una strada o prenderne un'altra ha notevoli ripercussioni per il futuro e lo spettacolo si interroga proprio su questo, ha scritto Bizzarri nelle sue note di autore/regista, ponendo allo spettatore vari interrogativi su come proseguirà questo romantico e gradevole racconto teatrale dal taglio cinematografico (che guarda al passato delle commedie americane di alta qualità). I tre interpreti hanno il giusto spazio per esprimere il proprio talento, con un plauso in più per Abramo, perché chiamato a una fatica supplementare, dovendo interpretare, nell'ordine, il barista del locale, il cameriere del ricevimento, un malcapitato lavoratore alla fermata di un mezzo pubblico e il creatore di videogiochi Alfredo. Tutti in uno.
La commedia dosa correttamente divertimento, piacevoli e interessanti battute (altro esempio: ... la patente per farti la lastra all'anima), da segnarsi e riutilizzare come citazioni per fare bella figura in una conversazione fra amici, un bell'innesto canoro della protagonista e una giusta dose di melanconia, fornendo allo spettatore la possibilità di chiedersi: io quale finale avrei scritto o voluto? Del nostro desiderio non parliamo perché non sarebbe utile, ma chissà se Bizzarri non voglia raccogliere quelli del pubblico e quindi riscrivere i finali della sua commedia, lasciando o permettendo più scelte, sera dopo sera? Noi la buttiamo là così, senza nulla a pretendere (cit.).
Compagnia Centro Teatrale Artigiano
in collaborazione con
Readarto Srl
presenta
L'AMORE CI VEDE DOPPIO
di Andrea Bizzarri
con Ramona Gargano, Andrea Bizzarri
e con Giuseppe Abramo
scene Sandro Ippoliti
costumi Veronica Iozzi
aiuto regia Flavia Ferri
assistente tecnico Alessandro Chiodini
consulenza musicale Luigi Piergentili
durata due atti di 90 minuti circa









