Lo stesso cast di Come ammazzare la moglie o il marito è tornato in scena con una nuova produzione, basata ancora una volta nel dare ritmo contemporaneo ad un racconto degli anni '70, stavolta teatrale, e sulle caratteristiche istrioniche del capo compagnia: Marco Cavallaro, che abbiamo disturbato telefonicamente per avere qualche informazione in più: Abbiamo riadattato al mercato italiano, sfoltendo un testo inglese degli anni '70, eccessivamente prolisso come era il costume dell'epoca. È tutto basato su dei tradimenti o presunti tali che coinvolgono due coppie, con un finale a sorpresa che ci sarà. Una commedia molto veloce che speriamo farà divertire il pubblico.
Dopo aver assistito ad una delle prime repliche di Uscirò dalla tua vita in taxi, di Keith Waterhouse e Willis Hall, non possiamo che confermarne le parole: la commedia è piacevole, adatta a un pubblico composito che cerca in uno spettacolo teatrale l'occasione per uscire (non dal taxi ma da casa) e passare due ore divertendosi delle vicissitudini dei due protagonisti maschili: Davide (Marco Cavallaro), proprietario di un'agenzia di viaggi, poco incline a spendere i suoi soldi, e Gerardo (Bruno Governale), ammogliato ma innamorato di Valeria (Alessandra Cavallari), avvenente bugiarda, molto amica di Sara (Maddalena Emanuela Rizzi), moglie determinata di Davide. A questo punto invitiamo i lettori a prendere carta e matita per dipanare i tanti incroci di false verità che i quattro nell'arco di poco tempo riescono a mettere in scena, ma anche in bocca.
Valeria, partendo da un assioma che non può essere contestato (ammogliati o scapoli sono tutti complicati) ha trovato la soluzione perfetta per i suoi rapporti affettivi: si incontra ogni venerdì sera nella casa dell'amica Sara con il suo amante Gerardo, per circa tre ore di sesso senza troppe complicazioni, ma non ha fatto bene i conti con l'amore (quasi una dipendenza) di Gerardo, che le dichiara senza girarci attorno che vuole di più da lei e che è disposto a lasciare la moglie e passare tutta la vita assieme, non lasciandosi mai, nemmeno per un attimo. Valeria non deve fare altro che lasciare il marito Davide, peccato che non sia il suo, ma quello "preso in prestito", ovviamente a sua insaputa, da Sara.
Il malcapitato Davide non riesce infatti a spiegarsi il motivo della voglia di uscire di sua moglie, ogni venerdì, e soprattutto il fatto che, tornati a casa, ci siano dei piccoli segni di cambiamento che non riesce a capire, come se un fantasma si approfittasse della loro uscita per bere un alcolico o spostare i suoi oggetti. Per complicare maggiormente le carte sul palcoscenico, già abbastanza aggrovigliate, ci si mette anche la 20enne amante di Davide, ragazzina con l'abitudine di lasciare bigliettini di ringraziamento al proprio amante, che - naturalmente - vengono ritrovati da Sara. Cosa potrebbe succedere di peggio?
Uscirò dalla tua vita in taxi è una commedia britannica più volte rappresentata in Italia da diversi cast, costruita attorno alle classiche vicissitudini di cuore e sulla somma di equivoci, un cliché narrativo che se ben adattato e nelle mani di un cast affiatato (come in questo caso) continua a divertire gli spettatori, senza dare cenno di stanchezza, basti pensare all'altro e probabilmente ancora più celebre taxi, ma a due piazze, cavallo di battaglia di Ray Cooney (vedi Taxi a due piazze).
Vanno in scena così i tradimenti coniugali veri (di Davide e Gerardo) e presunti (di Valeria), che servono a mascherare le proprie paure e l’incapacità di essere sinceri, prodromi di quella insidiosa insoddisfazione affettiva nella quale si rischia sempre di cadere e dalla quale diventa poi difficile riuscire a uscire. Il fulcro si muove sul concetto della bugia e/o della stravagante verità, dette a fin di bene o con lo scopo di provare a minimizzare i problemi, senza però riuscirci, altrimenti il pubblico di cosa riderebbe?
I quattro personaggi provano a ricucire le maniche delle giacche della loro vita, ma devono fare molta attenzione, perché sul loro taxi prima o poi sale sempre Edward Murphy (non ci riferiamo all'attore). Ma non sarebbe stato più semplice vivere tutti assieme? D'altra parte dove si sta in due, si può stare anche in quattro, anzi in sei: non vorranno lasciare fuori dalla porta la moglie di Gerardo e l'amante di Davide?
Seven Cults Produzione
Esagera
presentano
USCIRO' DALLA TUA VITA IN TAXI
di Keith Waterhouse e Willis Hall
traduzione Roberta Conti
con Maddalena Emanuela Rizzi, Marco Cavallaro, Bruno Governale, Alessandra Cavallari
regia Filippo D'Alessio
scenografia Tiziano Fario
costumi Alessandra Menè
musiche Eugenio Tassitano
durata circa 95 minuti, escluso intervallo








