Il palcoscenico mostra a sipario aperto la scena ancora vuota: su di un lato il pianoforte elettrico, al centro una seggiola rossa ed una macchina da scrivere, sul lato opposto un leggio. Il pubblico si accomoda in sala e attende brevemente e silenziosamente che si faccia buio ed inizi "AgGREGazioni", originariamente un libro, successivamente trasformato in pièce teatrale. Greg si presenta al centro del palco elegantemente vestito con uno smoking, appena coperto da un lungo mantello nero. Attilio Di Giovanni si è appena accomodato al suo strumento. Si recita "I tre sorelli", cover di Cechov, introduzione, recita "radiofonicamente" la voce fuori campo, di uno show più completo che prevede anche l'esibizione, tra gli altri, di "Jack Bignami e i Suoi Sunti".
Il senso surreale, simbolo essenziale del repertorio dell'artista (declinato sia in singolo che in duo), è ovviamente preponderante, ma non per questo viene utilizzato per nascondere qualità attoriali (e autoriali) ampiamente dimostrate in decenni di professione, anche musicale, cinematografica, radiofonica, per tirare brevemente le somme: artistica. "I tre sorelli", lamentela ottocentesca di un marito succube di una moglie più determinata, viene proposto al pubblico con il taglio e l'intonazione di un breve brano melanconico, con voce perfettamente impostata e resa adattata al "romanzo classico". E' per tutti noi facile dimenticare, ascoltando, l'aspetto comico e concentrarci quindi sulle vicissitudini di un padre senza copechi e con poca chiarezza sul numero effettivo delle figlie partorite dalla moglie.
Applaudita lungamente la "cover" di Anton Cechov, entra in scena il vero protagonista dello spettacolo, il detective Mallory (personaggio frutto dell'importante e longevo successo del mistero dell'assassino misterioso), e veniamo introdotti alla sua più difficile indagine, la ricerca di "Polpetta", un adolescente romano, con poca istruzione, amici (e sé stesso) poco raccomandabili e genitori maneschi. Ipotizziamo tra noi che abbia letto/visto la serie "Sin City" di Frank Miller e la successiva trasposizione cinematografica (2005) dello stesso Miller, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino. E' con questo racconto, "surrealnoir", che Greg mostra i tanti suoi aspetti d'artista, prestando perfettamente la voce a tutti i personaggi coinvolti, man mano che si rendono necessari. Basterebbe chiudere gli occhi per pensare che sul palco si alternino più persone e non lui solamente, vista la grande abilità nel modulare accenti e toni.
L'indagine del detective Mallory si muove ovviamente su gangli comici, sostenuti dagli applausi del pubblico e dalle risate, spesso in controtempo, quando il senso "reale" della battuta viene - poco dopo - percepito e rielaborato, suscitando anche il sorriso dell'autore dal palco. Sul lato sinistro del palco, una semplice stola trasforma il detective in un sacerdote, sul lato destro il leggio ci permette l'ascolto di poesie ovviamente tanto divertenti quanto intelligenti (per dare senso comico al "non senso" bisogna essere veramente bravi!), quando si avvicina ad Attilio Di Giovanni ed usa una sigaretta elettronica e un microfono in stile anni '40 incarna il crooner, altro mestiere che sa fare bene, declinato da sempre anche questo e più o meno seriamente (suggeriamo di cercarlo in concerto, se possibile con i Latte e i Suoi Derivati). La presenza del musicista (più che una spalla un complice) è la dimostrazione di una perfetta sintonia, non solo artistica, che rende il tutto ancora più gradevole e fluido. Greg continua a giocare (bene) con le parole, regalandoci perle come la "discuteca" (un luogo di "aggregazione" giovanile dove si discute), oppure trasformando un semplice pronome ("lei") in una gag che ha nella coerenza linguistica il suo maggior pregio.
In ultima analisi ci siamo trovati di fronte ad un raffinato gioco verbale che, con una lettura superficiale, potrebbe sembrare costruito su battute ovvie, ma non è sicuramente così: ogni sequenza dello spettacolo è una curata e soppesata espressione artistica, dove nulla è stato lasciato al caso. Ora, per accrescere il nostro piacere, non ci resta che darci alla lettura del libro originale, anche solo per verificare se ci siano o meno forti differenze.
AGGREGAZIONI
di e con Claudio Greg Gregori
tratto dall'omonimo libro trasformato in una pièce teatrale
regia Mauro Mandolini
musiche Greg
accompagnamento dal vivo Attilio Di Giovanni
durata un atto unico di circa 90 minuti








