Il mistero dell'assassino misterioso (recensione)

A più di 20 anni dal debutto rimane immutato il successo della commedia travestita da giallo della coppia Lillo & Greg

immagine di due uomini in posa vicino ad un camino (finto)
m&s - Lillo & Greg, protagonisti de Il mistero dell'assassino misterioso

E dopo averla visto per la terza volta, con differenti compagnie e diversi registi, ma con lo stesso meccanismo scenico, dobbiamo confermare che il successo è tutto meritato.

Se volessimo analizzare “Il mistero dell’assassino misterioso”, dovremmo parlare di meta teatro. E cominciare a fare una lunga riflessione che parte dai meccanismi di “Rumori fuori scena” di Michael Frayn, passando per il giallo classico (whodunit), di principale appannaggio anglosassone e internazionale di Agatha Christie. Ma abbiamo la sensazione che ci addentreremmo in qualcosa che in realtà non ha un vero e proprio senso, per descrivere quello che si vede a teatro, ridendo fino alle lacrime, con la pièce scritta ben oltre vent’anni fa da Claudio Gregori aka Greg con la collaborazione di Lillo Petrolo aka Lillo.

La commedia - travestita da giallo - è una sorta di matrioska. Il palcoscenico si apre su un salotto tipicamente anglosassone. Siamo infatti in un castello della campagna inglese e ci rendiamo conto che è ormai il finale risolutivo di un delitto. Il detective Mallory sta infatti per rivelare chi ha ucciso l’anziana contessa di Worthington. Ha radunato nel salotto della villa i potenziali sospettati: la contessina Margareth, figlia della defunta, la devota infermiera Greta Gruzenzmeyer, il nipote pazzo Harry Worthington con il cane invisibile Maggiore Nelson e Ashton Piboty, giovane vedovo con ben 45 anni di differenza con la “amata” moglie scomparsa. Purtroppo Ashton, o meglio l’attore che lo interpreta, si sente male. Si chiude il sipario e si apre la prima delle matrioske, dando vita al primo cambio di registro: l’attore che interpreta il detective guadagna il proscenio per scusarsi con il pubblico, dal quale esce il “bibitaro” di sala che si offre di sostituire il malcapitato interprete con malore. A questo punto le vicende della compagnia di attori si mescolano a quelle dei personaggi della commedia in un gioco esilarante con apertura e chiusura delle matrioske perché, ad ogni fine atto, gli interpreti dei personaggi sulla scena principale si mettono nei panni della compagnia di attori che deve far fronte all’imprevisto ed anche, oltre a “picche e ripicche” nella compagine, con il desiderio di ognuno di mostrare il proprio migliore lato artistico migliore davanti al pubblico e ad un sedicente produttore seduto tra il pubblico.

Se la pièce fosse un piatto di cucina, sarebbe quello che adesso gli chef chiamano “destrutturato”: ci sono gli ingredienti del “giallo”, ma sono divisi e mescolati a quelli della commedia, a sua volta mescolati a quelli del metateatro. Ribadiamo, forse ricerche di significato non sono necessarie. Si ride, tanto, anzi tantissimo, ma si applaude anche e soprattutto la bravura di ogni singolo interprete: nel calarsi prima in uno e poi nell’altro personaggio, nel riuscire a rimanere seri durante lo svolgersi della vicenda, ed anche per la facoltà (che abbiamo apprezzato) di riuscire a recitare almeno una pagina di copione a velocità doppia senza perdere una singola parola e rimanendo comprensibili all’orecchio dello spettatore.

Lo spettacolo, dopo oltre vent’anni dalla prima messa in scena, non ha sicuramente perso smalto. Anzi, si è arricchito di nuove gag, di improvvisazioni e si è rimodulato sugli attori che si sono avvicendati nell’affiancare il duo consolidato Lillo&Greg sul quale non possiamo che ribadire: bravissimi, esilaranti, impeccabili, praticamente “incommentabili” nel senso che non si possono trovare parole diverse per descriverli. In questa nuova versione “Il mistero dell’assassino misterioso” 2.0, oltre a Vania Della Bidia, come sempre oltre che bella anche molto brava e ormai spalla più che rodata di Lillo e Greg, Luca Intoppa, che nei panni del “vero Ashton” (seppur per poco) fa la sua figura; Marco Fiorini, che rende la follia del nipote Harry e il nervosismo dell’attore Marco dietro le quinte, più che credibili; new entry, Giulia Ottonello la quale è, sì uscita da un talent show, ma che con la performance nei panni dell’infermiera Greta Gruzenzmeyer ha dimostrato, reggendo l’esame “Lillo&Greg”, di saper stare su un palco.

Un gioco ininterrotto tra “dentro” e “fuori” scena in una pièce che è come fossero tre spettacoli differenti, scritto da Claudio Gregori con la collaborazione di Pasquale Petrolo.  L’idea - ha una volta dichiarato Greg - venne quando lavoravano al Teatro Vittoria con Attilio Corsini. Per un problema con un attore, una sera lo spettacolo dovette iniziare più tardi. L’immaginazione, insieme ad un libro giallo abbozzato nel cassetto fecero il resto… e le risate, diremmo noi. Per concludere, non possiamo ovviamente dirvi chi è l’assassino: dire il maggiordomo, sarebbe troppo scontato.

LSD edizioni
presenta
LILLO & GREG
in
IL MISTERO DELL’ASSASSINO MISTERIOSO
di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori
con Lillo & Greg, Vania Della Bidia, Marco Fiorini, Giulia Ottonello e Luca Intoppa
regia Lillo & Greg, Claudio Piccolotto
scene Andrea Simonetti
musiche Attilio Di Giovanni e Claudio “Greg” Gregori
costumi Nicoletta Fattibene
direttore di scena Paolo Bandiera
assistente scenografo Maria Grazia Iovine
fonico di sala Maurizio Capitini
microfonista Andrea Bordignon
datore luci Massimo Gresia
sarta di scena Sabrina Solimando
social Media Manager Giulio Soligo
progetto Grafico B Art Studio

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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