Le regole per vivere (recensione)

Che cosa può esserci di più devastante di una ricorrenza obbligatoria dove tutti devono mostrarsi come non sono?

Le regole per vivere
m&s - Le regole per vivere (foto © Lanzetta Capasso)

È possibile stabilire delle semplici regole (7) che aiutino a vivere meglio? Forse sì, il problema più grande, ci viene immediatamente da eccepire, è convincere tutti, ma proprio tutti, compresi gli animali domestici a osservarle, altrimenti ogni forma di tentativo di normare i rapporti interpersonali si trasforma in quello che già universalmente è, ossia caos. E quale momento migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista) per l'applicazione delle suddette regole se non la ricorrenza più attesa, desiderata ma allo stesso tempo temuta, dell'anno, quella ricorrenza gioiosa e festiva cui nessuno può o deve sottrarsi: il Natale?

Se ognuno di noi, solo e senza condizionamenti altrui, prova a pensare ai propri Natali passati in famiglia, siamo certi che - senza dover scomodare Charles Dickens - ci saranno stati momenti di tranquillità, ma anche momenti di insopportabile vicinanza con quel determinato consanguineo che si deve obbligatoriamente frequentare/invitare, mai per proprio piacere, ma per rispetto delle formalità, basti vedere per questo il capolavoro monicelliamo "Parenti serpenti" del 1992. Senza andare poi a disturbare il più profondo espositore teatrale dell'animo umano del Novecento (Luigi Pirandello), per non farci ulteriormente divagare.

Sam Holcroft, commediografa britannica con laurea in biologia all'Università di Edimburgo, mette al centro delle sue attenzioni il più classico degli eventi familiari e non presentando un'ipotesi eccessivamente fantasiosa, ma basandosi su quella cruda realtà che, se fossimo totalmente sinceri con noi stessi, dovremmo confessare di aver vissuto. Solo il pubblico in sala ha la possibilità di "conoscere" in anticipo le nevrosi, piccole o grandi che siano, che abitano nello stesso corpo e mente dei familiari, ripetiamo, costretti al rito dell'incontro almeno in quel solo giorno dell'anno. Ognuno ll’adda fa’ chesta crianza, ognuno adda tené chistu penziero, avrebbe paradossalmente riadattato Totò dalla sua più celebre poesia.

Elide e Franco, più la prima che il secondo, visto che l'uomo è purtroppo affetto dall'Alzheimer, si apprestano, quindi, a passare la giornata con i due figli, Matteo e Adamo, e con le rispettive mogli/compagne, Giovanna e Carola. Piccoli nuclei familiari già scomposti al proprio interno che, quando vengono a contatto tra loro, nello sforzo di "mantenere il controllo", tanto è solo un giorno, anzi parte dello stesso e passa presto, caricano i propri animi di pensieri non adatti al contesto, pronti a quella liberatoria - ma distruttiva - esplosione, dalla quale non si riesce più a fare ritorno.

Fortunatamente intervengono le regole, attivate alla bisogna, che riescono a mantenere i tanti rancori, quelli di una vita, schiacciati all'interno del loro vaso di Pandora, ma pronti, in ogni momento, a essere liberati e manifestarsi con tutta la violenza verbale necessaria. Solo il pubblico ha il piacere, o la perfidia, di essere informato, di conoscere prima i meccanismi che tengono i rancori sopiti, ma pronti a esplodere e chissà che non siano condivisi con un qualsiasi spettatore, che possa così riconoscere un atteggiamento di "salvaguardia" personale già applicato.

A Sam Holcroft il merito di aver presentato le maschere dell'esistenza familiare, ad Antonio Zavatteri quello di aver giocato in leggerezza con i piccoli drammi familiari, lo spettacolo paradossalmente, visto l'argomento, è molto divertente. L'applauso finale è per il cast artistico, per assersi attenuto al "compito" con misura, senza lasciarsi andare a sovrapposizioni che avrebbero solo che confuso. Al pubblico non rimane che prendere appunti per applicare le regole in casa propria, non necessariamente dovendo attendere il prossimo Natale, ci sono tante altre feste comandate (nomen omen) che ci aspettano.

Gli Ipocriti Melina Balsamo
Teatro Stabile di Verona
presentano
LE REGOLE PER VIVERE
di Sam Holcroft
traduzione Fausto Paravidino
con Lisa Galantini, Alberto Giusta, Davide Lorino, Orietta Notari, Roberto Serpi, Mariella Speranza
e con Caterina Tieghi
regia Antonio Zavatteri
scene Luigi Ferrigno
costumi Alessandro Lai
luci Michele Vittoriano
progetto video Lorenzo Letizia
scenografia F.lli Giustiniani
regista assistente Matteo Alfonso
assistente scenografo Mauro Rea
aiuto regia Paolo Roberto Ricci
durata 1 ora e 45 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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