Il conto è servito (recensione)

Uno spettacolo leggero e piacevole che mette in ridicolo l’incomunicabilità e l’ipocrisia di oggi. E domani?

È la notte di Halloween, manifestazione divenuta commerciale e oramai consolidata anche in Italia. Si attendono ospiti importanti nella bella casa minimal chic di Fred (Nino Formicola), anonimo deputato, ma aspirante leader del partito politico “Su di noi nemmeno una nuvola”. Già il nome scelto per la propria compagine politica la dice lunga sulle prossime intenzioni dell'uomo.

Ovviamente nella casa (la scenografia è firmata dallo specialista Alessandro Chiti) regna la solita confusione in occasione degli eventi importanti, che si miscela, come in tutte le famiglie comuni, con le classiche e consuete scaramucce tra i due coniugi. Un esempio: la zucca piena di caramelle - preparata "innocentemente" dalla seconda moglie Veronica (Alessandra Schiavoni), per i bambini che suoneranno alla porta per il "dolcetto o scherzetto" - deve assolutamente sparire. Tutto deve essere perfetto per la cena, si aspetta un ospite fondamentale e Fred è seriamente convinto che l’aver invitato a cena Rampanti (Corrado Tedeschi), ipotetico premio Nobel per la pace, possa risolvere tutti i suoi problemi elettorali. 

La forte influenza che il prestigioso ospite, volendo, potrebbe esercitare è - di questo Fred è convinto! - il lasciapassare per dare una considerevole accelerata alla sua prossima carriera politica, ma il padrone di casa non nasconde aspirazioni anche più modeste: trovare un lavoro ai figli di primo letto ed ottenere un permesso di soggiorno "falso" per la figlia della sua cameriera ucraina (Barbara Abbondanza).

I due ragazzi preparati da settimane all'incontro cruciale, non sembrano né comprensivi, né intenzionati ad aiutare il padre, comportandosi con l'assoluto menefreghismo che - purtroppo - contraddistingue tanti altri giovanissimi, non di finzione teatrale. Tamara (Martina Carletti) passa le sue giornate estraniandosi dal mondo reale per aggiornare parossisticamente le sue immagini sui social e non riesce a staccarsi mai dal suo tablet.

Tommaso (Simone Villani), nonostante la laurea in giurisprudenza "amorevolmente comprata" da papà, ha sì intenzione di chiedere il sostegno del potente Rampanti, ma per avere la parolina magica e riuscire a partecipare al programma televisivo “XXX Factor”, un improbabile (almeno al momento, ma la fantasia sfrenata degli autori televisivi sappiamo essere senza limiti) reality per cantanti sexy. A complicare la confusione, nelle ore che precedono la cena, s’aggiungono le telefonate erotiche tra Fred e la focosa amante virtuale “Pettirosso” e l’invadenza ingombrante della divertente cameriera.

Quando finalmente arriva, il premio Nobel è vestito come un maestro New Age, parla per citazioni letterarie, esprime concetti aulici di amore e felicità. La sua condizione da guru pacifista è accompagnata - dichiara - dalla rinuncia ai piaceri della carne, che non sembra pesargli particolarmente. Al contrario della moglie (Roberta Garzia), un'avvenente psicologa, che pur mortificando i suoi naturali desideri dietro un’apparenza bigotta (che stride con il fasciante abito rosso che indossa per la serata), lascia trapelare il suo evidente turbamento ogni volta che ascolta una parola riferita all'argomento "sesso".

Durante la serata le situazioni surreali si moltiplicano, entrano nel gioco drammaturgico trapeziste e innamorati (Andrea Zanacchi) dal caliente sangue spagnolo, si ironizza così anche su alcune recenti soap, riproponendone il tipico climax. La storia diventa sempre più incalzante, gli attori - percepiamo - non nascondono il proprio divertimento di "caricare" i ruoli, già decisamente sopra le righe. Niente è come sembra e se nella famiglia benestante del politico tutti sembrano agire per interesse personale, anche il guru della pace potrebbe nascondere ben altri piani. Ma cosa sarà? Un dolcetto o uno scherzetto?

Una pochade moderna che strizza l'occhio a grandi classici del passato (ad esempio il film "Sua eccellenza si fermò a mangiare" di Mario Mattoli, 1961) e utilizza la risata per mettere alla berlina i tanti vizi moderni ai quali siamo purtroppo oramai assuefatti, con due attori molto amati dal pubblico che si mettono alla testa di un cast piacevolmente affiatato (e affollato) che contribuisce a mantenere brillante il ritmo del racconto.

IL CONTO È SERVITO
di Sara Vannelli
regia Paola Tiziana Cruciani
con Nino Formicola, Corrado Tedeschi, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia, Barbara Abbondanza, Martina Carletti, Simone Villani, Andrea Zanacchi
scene Alessandro Chiti
costumi Adele Bargilli

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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