Abbiamo avuto il piacere, in questa stagione, di assistere a due diversi titoli, entrambi basati su testi di Ray Cooney (probabilmente tra le firme migliori della drammaturgia brillante britannica), entrambi adattati e diretti da Matteo Vacca, anche in scena con un affiatato gruppo di bravi suoi colleghi, tutti in grado di consegnare al pubblico che ha avuto finora l'occasione di vederli due ore di divertimento puro. Un piacevole modo di entrare in una sala teatrale ed uscirne con il sorriso, che ritorna al viso quando si ripensa a quello che si ha appena applaudito.
Può un uomo avere contemporaneamente due famiglie e riuscire anche a sopravvivere? A teatro sicuramente, nella vita reale abbiamo qualche dubbio, ma noi siamo comodamente seduti in platea. La domanda corretta che possiamo porci è: "Può un uomo per anni amare due donne, facendo in modo che ognuna delle due - ovviamente non a conoscenza dell'altra - si senta l'unico ed importante oggetto di attenzioni?" Anche in questo caso la risposta è ovvia ed è sì: dopotutto Vittorio De Sica l’ha fatto nella vita reale, ma di Vittorio De Sica ce ne è stato solo uno! Siamo abbastanza certi di riuscire ad avvertire il brivido che attraversa in questo momento ogni lettrice: non è assolutamente possibile, non si cura di me, figurati anche di un’altra! (incipit di Beatrice Ceci) E' sull'esercizio (artistico) della bigamia che si basa quindi la trama dell'adattamento italiano (o forse più romano) di "Run for your wife", il più importante successo del commediografo inglese.
Una volta trasferito il tassista londinese nella Capitale, John Smith diventa Mario Rossi (Matteo Vacca) e le due abitazioni si localizzano una in Piazza Irnerio e l'altra a Piazza del Risorgimento (ad una distanza di circa 4 km l'una dall'altra). In due diverse case Mario vive (finora) felice con le sue due mogli: la mora Carla (Morgana Giovannetti) e la bionda Barbara (Ketty Roselli). La vita dell'esuberante tassista è fatta di rigorosi orari, accurati spostamenti e rispetto maniacale degli impegni familiari, il tutto poi giustificato dai turni di lavoro. Ma il suo tranquillo (si fa per dire) ménage si interrompe quando, per un suo intervento in protezione da uno scippo di una anziana signora, si trova in stato confusionale medicato in uno degli ospedali romani, qui dichiara un'abitazione al nosocomio e un'altra alla polizia. Da questo momento la vita del malcapitato (a sua conoscenza) Mario non è più la stessa.
Interrogato da due poliziotti di due diversi commissariati (Marco Morandi e Maurizio Di Carmine, due diverse caratterizzazioni, ma spalleggiato dal suo amico e vicino di casa Walter Fattore (uno strepitoso e in perfetta forma fisica Alessandro Tirocchi), il castello di bugie inesorabilmente crolla, anche sotto il peso delle tante risate e degli applausi del pubblico in sala. E poiché, secondo la grande verità della Legge di Murphy, a disgrazia non può che unirsi disgrazia, ci si mette anche lo stilista Bobby (Giancarlo Porcari è bravo come sempre, ma appena sacrificato dal ruolo) a complicare la già complicata situazione. Come finirà? Basta andare a teatro e prepararsi a due ore in compagnia di una macchina da guerra comica a 7 voci che non concede pause, se non nel breve intervallo tra il primo e secondo atto.
Quando ci si accosta ai classici della commedia britannica è fondamentale, perché si lasci un segno distintivo nel mare magnum delle rappresentazioni, la modalità complessiva con cui il cast artistico, la regia e il cast tecnico interagiscono, in questo specifico caso ci spiace di aver visto "solamente" due dei lavori di Ray Cooney in questa stagione e suggeriamo se possibile di riproporli entrambi, magari a settimane alternate, anche nella prossima. Poi c'è sempre "Rumori fuori scena" di Michael Frayn con cui possono provare a "riposarsi" e se gli attori sopravvivono abbiamo molti altri titoli da suggerire.
Politeama srl
presenta
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
traduzione e adattamento Maria Teresa Petruzzi
regia Matteo Vacca
con Matteo Vacca, Marco Morandi, Morgana Giovanetti, Maurizio Di Carmine, Alessandro Tirocchi, Ketty Roselli, Giancarlo Porcari
aiuto regia Laura De Angelis
scenografie Claudio Petrucci e Daniele Iraci
grafica Elena Ciciani
marketing e comunicazione Sara Vannelli
durata due atti di 2 ore circa, incluso intervallo







