Ci sono dei riti, collettivi ma al singolare, cui buona parte della popolazione italiana (ma è probabile che sia universale) si sottopone, almeno una volta al giorno, più facile due. Indipendentemente dalle condizioni climatiche, freddo o caldo, temperatura mite o pioggia torrenziale, il cane deve uscire, per "sporcare" (verbo usato da una nuona parte della citata popolazione. Il povero animale domestico ha diritto ai suoi 30/40 minuti di libertà, anche se accompagnato da un umano e al guinzaglio.
Cosa fa l'umano accompagnatore mentre viene condotto all'espletamento fisiologico giornaliero? Pensa e riflette. Ma se si chiama Marco Falaguasta, è un attore e un autore teatrale, il suo pensiero diventa condiviso con chi - casualmente - si trova seduto in platea nel tragitto virtuale con uil cane immaginario. Ecco, in estrema sintesi, il succo di Non si butta via mai niente, cui abbiamo assistito al debutto assoluto.
Falaguasta non è solo nella sua intensa - ma non solitaria - passeggiata teatrale. Lo accompagna un sodale di lungo percorso (Marco Fiorini) e due sodali femminili (Valeria Nardilli, Claudia Campagnola), la prima è una prostituta visionaria, la seconda un netturbino, con cui vengono dati corpi umani e maggiore consistenza visiva alle riflessioni sulla società attuale, non propriamente edificante, né confortante per il futuro di chi verrà poi.
Lo spettacolo è esattamente questo: un'analisi semiseria (ma come quella di Pulcinella) che ci mette di fronte con la battuta e il sorriso alle tante storture del nostro vivere quotidiano, dalle piccole alle grandi. Ma sono le piccole quelle che dovrebbero maggiormente suscitare un moto di indignazione e riparazioni, perché su quelle si può sicuramente porre riparo, basterebbe volerlo. Solo che nessuno vuole. Così come non si smaltiscono correttamente i nostri rifiuti, allo stesso tempo perduriamo in comportamenti chiamiamoli "disdicevoli" che - a titolo di esempio - ci vengono rappresentati in rapida sequenza.
Una sana e civile inclinazione al riuso, il tema principale, nelle mani di un artista ironico, si trasforma in una possibilità di risata per il pubblico. Foglietto dell'azienda municipalizzata di Roma (ma di un'altra poco cambierebbe) alla mano e Falaguasta elenca tutte le modalità suggerite da chi raccoglie la "monnezza" (immondizia nel resto d'Italia) per smaltire correttamente quello che ognuno di noi ha in casa. Falaguasta ha studiato, si è documentato, e si diverte a rendere difficile la vita dei cittadini suoi spettatori, anche interrogandoli, ma con scarsi risultati. Lo spettacolo diventa così un viaggio nei controsensi e nei paradossi della società ordierna. A voler essere buoni, assistiamo ogni giorno al tentativo di migliorare la vita comune, il problema reale e tragicomico è che spesso si ottiene il risultato opposto.
Appostati dietro le vetrine, gli oggetti ci sceglievano, selezionandoci in base al reddito. Nessuna riforma fiscale, avrebbe mai consentito una individuazione più precisa. Anche i più poveri, che finalmente, per la prima volta nella storia erano i privilegiati e forse gli unici a potersi salvare, avevano accumulato una gran serie di cazzate inutili. Non c'era più speranza per nessuno. Gli Oggetti (1978).
Citando Giorgio Gaber veniamo colpiti da tanta lucidità e senso del futuro, già quarant'anni prima un uomo colto e intelligente aveva compreso che saremmo tutti diventati degli accumulatori seriali, sulla falsa riga del trash televisivo di oltre oceano, luogo che ha eletto il "consumo" come propria bandiera di vita nazionale. Abbiamo la possibiltà di venirne fuori? Noi non lo sappiamo, probabilmente nemmeno Falaguasta che a questo compito non è sicuramente chiamato. Lui ha sollevato il problema. Ad altri spetterebbe la soluzione. Lo scriviamo spesso, ma...
LSD Edizioni
presenta
NON SI BUTTA VIA NIENTE
di Marco Falaguasta, Giulia Ricciardi, Alessandro Mancini
regia Tiziana Foschi
con Marco Falaguasta, Marco Fiorini, Valeria Nardilli, Claudia Campagnola/Floriana Corlito








