Lo spettacolo è una gradita conferma per i nostri lettori, che già conoscono la drammaturgia comica di questa giovane compagnia teatrale, che sembra preferire, almeno finora, tematiche sempre legate alla famiglia. Non più in procinto di matrimonio (Se mi ricordo ti sposo), il quartetto di autori/attori - ingentilito dalla presenza di Lorenza Giacometti (già applaudita nella commedia tutta al femminile Tabù) - propone al pubblico teatrale una situazione appena più assurda (ma veramente appena), con protagonisti tre fratelli strampalati e diversissimi tra di loro, ma uniti da un unico e irrinunciabile pensiero: non far risposare la loro mamma con il loro papà. Assurdo? No, perché a tutto c'è sempre una spiegazione (ed è questa assurda).
Agostino (Jey Libertino), Giancarlo (Nicolò Innocenzi) e Flavio (Mirko Cannella) vivono spensierati in quella che considerano la loro legittima casa, talmente propria che hanno deciso di ristrutturarla, affidando i lavori (interminabili in stile Basilica San Pietro) a Giovanni (Michele Iovane), l'amico da una vita, un siciliano artista del colore e del pennello, che i tre - soprattutto per farlo arrabbiare - chiamano costantemente "muratore" e naturalmente non pagano mai. I tre consanguinei hanno anche qualche piccola particolarità (ma chi non ne ha) del tutto trascurabile: Giancarlo farebbe qualsiasi cosa pur di avere successo in televisione (è in buona compagnia di molti altri, ma almeno lui fa ridere e non pena), a parte studiare recitazione, ovviamente; Flavio soffre di improvvisi attacchi di narcolessia (in una sorta di continuità con il personaggio già indossato in Se mi ricordo ti sposo); Agostino è forse - per chi non lo conosce - il più pericoloso, visto che da infermiere si trasforma in un istante in un grande specialista, luminare di qualsiasi branca della medicina. Un terzetto ben affiatato che sta per ricevere una spiacevole notizia.
I ragazzi vivono in quella che Giovanni sta trasformando nella loro casa ideale, grazie alla separazione dei genitori che, terminata la loro storia d'amore, hanno deciso di andarsene e lasciare loro le mura, ma... perché c'è sempre un ma, specialmente in una storia comica, dove normalmente la congiunzione mette in contatto un disastro (divertente per chi guarda) con quello successivo e quello successivo ancora. In questo caso, il primo "ma" è costituito dalla riconciliazione dei genitori che quindi dovrebbero rientrare nella "loro" casa, bloccando la ristrutturazione e mettendo così fine alla piena libertà dei figli. Bisogna ad ogni costo impedirlo, sì, ma come? Ecco quindi arrivare in soccorso, ma non proprio soddisfatti di questo, sia il pittore Giovanni che la nuova colf, Rosy (Lorenza Giacometti). Non rimane che costruire un piano diabolico perché, parafrasando Manzoni, questo matrimonio non s’ha da (ri)fare. Costi quel che costi.
Genitori in affitto è una divertente commedia (scritta con il contributo di sette autori e diretta da due comici, in totale il cast creativo è costituito da nove persone, il doppio di quelli che sono in scena) che rientra perfettamente nella linea drammaturgica che abbiamo finora conosciuto come espressione della teatralità proposta dai Pezzi di Nerd: racconti agili, ben recitati e giocati sulla grande verve comica dei protagonisti. A voler guardare, poi, si innestano sempre in leggerezza temi riflessivi che comunque non snaturano ma arricchiscono l'elemento principale, quello di offrire una piacevole serata di allegria e qualche lieve nota di pensiero, che non guasta mai.
Molto brava Lorenza Giacometti (ma come abbiamo scritto ad inizio recensione, non è per noi una scoperta), protagonista di un coinvolgente innesto melanconico, ben assistita da Michele Iovane e accolto dal pubblico con il massimo del rispetto: il silenzio assoluto. Segno anche dell'attenzione posta nell'avere un contraltare femminile in grado di reggere alla pressione del quartetto. Piacevole sorpresa, infine, lo sketch finale, veramente inaspettato, scollegato dallo spettacolo principale, ma in grado di aumentare il sorriso dello spettatore (e il suono degli applausi) una volta terminato lo spettacolo. Di figli e genitori hanno ampiamente parlato, rimanendo in famiglia dobbiamo aspettarci i nonni come protagonisti del prossimo testo?
GENITORI IN AFFITTO
di Fabrizio Nardi, Nico Di Renzo, I pezzi di nerd e Nazzareno Mattei
con Mirko Cannella, Lorenza Giacometti, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino
regia Pablo & Pedro
la canzone di Genitori in affitto è cantata da Alex Polidori
tecnico audio e luci Kevin Bonocore
scenografia Art Store Agostinelli
produzione Agricantus
durata 100 minuti senza intervallo + ulteriore sketch finale







