Il tenace soldatino di piombo (recensione)

A mille ce n'è nel mio cuore di fiabe da narrar. Venite con me nel mio mondo fatato per sognar…

Non serve l'ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella per venire con me… Basta un po' di fantasia e di bontà... E ci fermiamo qui, purtroppo, prima di andare a cercare (in soffitta o cantina) i 45 giri di allora e qualcosa che ci permetta di ascoltarli oggi.

Quanti saranno i genitori che nell'accompagnare i propri bimbi alla visione del delicato spettacolo di Valerio Malorni e Fabrizio Pallara saranno tornati indietro nel tempo, al loro personale ricordo delle fiabe sonore? Una vera e propria "tata" quando non si stava così tanto davanti alla televisione o con lo smartphone di papà o proprio in mano, dipende dall'età. In forma di 45 giri, per i più adulti, o di musicassetta, per gli altri adulti, ma un po' meno adulti. Il risultato messo in scena è comunque simile, piacevole, poetico e, quanto basta, anche educativo.

Nella sala teatrale affollata dove anche noi lo abbiamo visto, il pubblico è composto da tanti piccoli sotto ai 120 cm di altezza, quelli superiori ai 150 cm sono quasi tutti genitori o nonni, comunque accompagnatori. "Il tenace soldatino", dalla favola di Hans Christian Andersen, con la regia di Fabrizio Pallara, porta in scena il gioco dei bimbi ai quali si rivolge, in maniera molto semplice, ma non per questo meno curata o meno riuscita.

Francesco Picciotti e Fabrizio Pallara "interpretano" due appena più cresciuti spettatori, con la differenza - sostanziale - di poter utilizzare per il loro gioco scenico tutta la stanza dei balocchi, direttamente dal palco. La scenografia riproduce, infatti, la normale confusione che ogni bambino piccolo fa dei propri giochi, accuratamente sparsi per tutto lo spazio conquistabile, fino a quando mamme o nonne pazienti (le seconde più delle prime, in ciclo e riciclo affettivo senza fine e senza logica) non rimettono tutto in ordine, perché non si sa mai, dando sfogo alla fantasia, di cosa si possa avere bisogno, che gioco o situazione si possa inventare.

Aiutandosi con la tecnologia, che permette loro di riprendere e trasmettere sul maxischermo posizionato sul fondale, i due "bimbi" più cresciuti prendono possesso delle istanze del soldatino innamorato della ballerina e lo aiutano nel difficile viaggio per raggiungere la sua amata. In questa avventura tutti i balocchi, moderni o meno, vengono coinvolti, perché la fantasia, specialmente quella di un bambino che gioca, non conosce limiti. Non esiste assurdità temporale che non possa trovare giustificazione.

Così vengono "coerentemente" mescolate epoche diverse, i Lego con le bambole di pezza, giocattoli in legno e trenini elettrici, soldatini di stagno e soldatini Atlantic. Tutto contribuisce a rendere il gioco affascinante e senza fine, fino a quando il soldatino raggiunge la sua amata ballerina, aiutato da elefanti di legno, burberi generali, matrioske e aeroplanini. E ora? il gioco è finito? No, basta semplicemente pensare e dare vita ad un'altra storia, almeno fino a quando la mamma non chiamerà perché è pronta la cena. Non serve nemmeno mettere nulla in ordine, tanto domani si riprenderà a giocare.

IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO
un film da palcoscenico
per tutte/i dai 4 anni
da H.C.Andersen
un’idea di Fabrizio Pallara
di Valerio Malorni e Fabrizio Pallara
con Valerio Malorni/Francesco Picciotti e Fabrizio Pallara/Tommaso Lo Cascio
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, teatrodelleapparizioni, Teatro Accettella, Associazione Tinaos
riconoscimenti Eolo Awards 2015 come miglior spettacolo di teatro di figura, premio Operatori PiccoliPalchi 2014/2015

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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