Due botte a settimana (recensione)

Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli si portano in scena, aiutati anche dalle incursioni di Leonardo Fiaschi

Raimondo e Stefano
m&s - Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli sono Raimondo e Stefano Toro (foto © media & sipario)

I due + uno sono di conseguenza gli artefici di un piacevole spettacolo a metà strada fra la classica commedia e il live show.

Il titolo dello spettacolo assume pieno significato quando viene pronunciato dal suo titolare (di battuta), ossia Ariel, fortunato e amato personaggio creato da Marco Marzocca, un improbabile domestico filippino, un pasticcione con qualsiasi cosa gli capiti davanti, compresa la lingua italiana, di conseguenza il termine "botte" pronunciato da Ariel si trasforma in "volte".

Rimane da capire meglio cosa dovrà fare Ariel nelle due volte a settimana in cui scompagina il (poco) tranquillo tran tran quotidiano dei suoi datori di lavoro: il produttore (che produce molto poco) Stefano Toro (interpretato da Stefano Sarcinelli) e l'anziano ma vispo (anche troppo) genitore Raimondo (sempre Marco Marzocca, e chi altri?), un burbero notaio, titolare della "borsa" di famiglia.

Il racconto, o meglio, lo scontro generazionale (chi ha detto che debbano sempre essere gli adolescenti a ribellarsi?) avviene all’interno dell'abitazione/ufficio di Stefano, alle prese con "artisti" conosciuti o meno (tutti i "personaggi" del mondo dello spettacolo sono interpretati con grande entusiasmo imitatorio da Leonardo Fiaschi, anche autore delle musiche), con le disastrose, ingenue e molto divertenti bizzarrie di Ariel e con i bruschi modi del padre che, da uomo di legge, poco gradisce gli atteggiamenti visionari del proprio pargolo, così come non ne approva gli "investimenti", anche perché fatti con i suoi soldi. Completano il quadro generale altri personaggi minori, sempre affidati a Marco Marzocca, che ne approfitta per giocare un po' con quel cabaret televisivo cui è tanto, e giustamente, legato. Sempre divertente il "ti devo menare", che ogni volta ci evoca un riferimento al "Poveri ma belli" di Dino Risi (1957). 

Con una scrittura sicuramente esile, si ha la possibilità di lasciare molto più spazio alle varie interpretazioni che Marzocca e Fiaschi si dividono, lasciando al "povero" Sarcinelli la fatica di essere il collante, quasi sempre in scena e comunque pronto al suo ruolo da mediano di palco. Intuendo dai primi minuti che non avrebbe avuto difficoltà nel dipanare la complessità del racconto, lo spettatore è quindi libero di immergersi nella caotica girandola dei personaggi proposti, apprezzando comunque - a volte di più e a volte di meno, come succede in ogni rappresentazione "corale" - il lavoro interpretativo e vocale che caratterizza uno spettacolo di questo genere, molto incline - come dichiarato - al "live show".

Inutile ribadire che l'affetto e la simpatia sono conquistati già dal suo primo ingresso in palco da Ariel, dal suo modo strampalato di parlare, la parrucca e il tormentone "gividì, signò", il suo porsi con lo sguardo da bambino in un mondo di adulti che il domestico non prova nemmeno a comprendere e con cui non ha il bisogno di misurarsi: dopotutto sono gli altri che devono capirlo e non il contrario. L'ingenuo filippino, in una sorta di parafrasi dell'internazionale Paperino o del Pappagone contemporaneo di qualche decennio fa, si appropria del palco ogni qualvolta vi sale, applaudito convintamente da adulti e ragazzini in egual misura.

Due Botte a Settimana! è un divertissement (volutamente) senza troppi pensieri, che non si nasconde ma rivela immediatamente il suo obiettivo: offrire a chi entra in sala una piacevole evasione dalla propria quotidianità. Far sorridere e ridere, non solo di "gividì", ma anche durante tutto il resto della settimana. In momenti così difficili, è già un ottimo corroborante per una piacevole serata. Non vi abbiamo convinto? recuperate il film I dimenticati di Preston Sturges (1941, titolo originale Sullivan's Travels) e comprenderete meglio il nostro pensiero.

LAPRIMAMERICANA
presenta
DUE BOTTE A SETTIMANA!
di Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli
con Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli
e con Leonardo Fiaschi
scenografia Bruno Buonincontri e Elisabetta Maestri
costumi Betti Bimbi
musiche Leonardo Fiaschi
regia di Marco Marzocca & Stefano Sarcinelli

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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