Lettere di Oppio (recensione)

Lettere di Oppio è uno spettacolo stupefacente, oggi ancora di più, e non solo per l'argomento

i due protagonisti di Lettere di Oppio
m&s - Tiziana Foschi e Antonio Pisu, i due protagonisti di Lettere di Oppio (foto © media & sipario)

Può capitare di entrare a teatro e trovarsi di fronte ad un piccolo gioiello reso ancora più prezioso da un delicato e preciso riallestimento.

Avevamo già avuto la fortuna di vedere e molto applaudire Lettere di Oppio, testo originale di Antonio Pisu, con la regia di Federico Tolardo, alcuni anni fa. Anche allora ci aveva colpito per la grande particolarità del racconto, i tanti giochi scenici, la bellissima scena a tema "libro" di Tiziana Massaro, la perfetta ambientazione nella Londra Vittoriana (raccontata dalla lettura dei giornali di allora) e la costante qualità interpretativa dei due protagonisti: Tiziana Foschi, nei panni della apparentemente austera Signora Wellington, e Antonio Pisu, il maggiordomo Thomas con annessa pipa & oppiacei. Tutto questo insieme, teatralmente ineccepibile, aveva prodotto quello "stupefacente", in forma di aggettivo e ovviamente riferito allo spettacolo, inserito allora e confermato oggi, ancora con maggiore convinzione.

Il riallestimento odierno (sono passati già tre anni) è riuscito a conferire al racconto ancora più delicatezza, mantenendo ed ampliando il registro melanconico del rapporto tra i due personaggi, appena limando (ma senza che se ne senta la mancanza) il registro più comico. Il risultato è un atto unico che andrebbe "sorseggiato" in una serata autunnale con in mano uno cherry brandy, un buon libro di Arthur Conan Doyle in mano e nelle vicinanze un caminetto acceso: tutti elementi che qualsiasi teatro italiano dovrebbe mettere a disposizione dei propri ospiti, anche non individualmente.

Seconda guerra dell'oppio tra Regno Unito e Cina (il conflitto anche se poco conosciuto è avvenuto realmente), George Wellington, l'assente marito di Dorothy, è al fronte, molto lontano e l'unico legame che ha con la moglie è costituito dalla lettera che il maggiordomo, tanto fedele quanto "fumato", consegna e legge periodicamente alla donna, lei sempre seduta e lui sempre in piedi, lasciandola poi a struggersi nelle pene d'amore, ritirandosi con discrezione nella sua stanzetta, nell'ala riservata alla servitù.

Il trascorrere del tempo viene quindi scandito dal rito irrinunciabile della lettera, ma succede che Thomas è costretto dalle circostanze (ma soprattutto dalla paura di perdere il comodo posto di lavoro) a prendersi delle libertà, prima con le lettere che arrivano (o arrivavano) dal fronte, poi anche con...
Riteniamo inutile raccontare altro, se non quanto questo racconto teatrale sia assolutamente da vedere, anche da rivedere, come abbiamo fatto noi, per poter pienamente apprezzare anche i piccoli particolari di scena (i clack clock) e le espressioni arricchenti della scena che i due protagonisti seminano, nel loro muoversi tra le stanze della bella casa vittoriana dei signori Wellington.

Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante del passato, parlandoci di una storia sempre attuale, narrata con un taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare. Un affresco sia comico che commovente, intenso e smaccatamente intelligente. Si racconta una bella "favola per adulti" in bilico tra sogno e realtà, tra desideri proibiti e manierismi, ricca di una struggente sensualità intellettiva che i due attori esaltano con ritmo.

Tiziana Foschi è straordinaria nell'alternare espressività da "cartone giapponese" a misurata e rigorosa vis melanconica, Antonio Pisu le è perfettamente accanto, con una piacevole e sempre puntuale alternanza di battute. I 70 minuti in scena sembrano scorrere in una manciata di secondi, lasciando alla fine alcuni dubbi che ogni spettatore può portare con sé, cercando risposte personali nel viaggio (breve o lungo poco importa) del ritorno a casa.

Una vera chicca, l’esempio di come regia, scena, costumi, luci e musiche, sapientemente cuciti attorno un testo felicemente concepito e sviluppato, possano produrre una vera ed imperdibile magia teatrale. Cosa manca? Forse ancora l'applauso di tanto, tantissimo pubblico. Cercate di non fargli mancare il vostro: poi ci ringrazierete sicuramente per avervelo consigliato.

LETTERE DI OPPIO
di Antonio Pisu
regia Federico Tolardo
con Tiziana Foschi e Antonio Pisu
scene Tiziana Massaro
costumi Gisa Rinaldi
luci Stefano Lattavo
produzione Novre
durata 70 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings