La festa di fine anno (recensione)

Che belle le feste di fine scuola, spartiacqua tra adolescenza ed età adulta. Ma sarà veramente così?

La festa di fine anno
m&s - La festa di fine anno

Se guardiamo al nostro passato, ma dipende sia da quale "passato" vogliamo riportare e da che età abbiamo ora, è facile apprezzare con nostalgia i tempi della scuola, quando il nostro unico pensiero era corteggiare o essere corteggiati, destreggiandoci tra interrogazioni, compiti in classe e insegnanti troppo presi dal loro potere. Però che bello il ricordo e che bello il bacio (o la sigaretta) scambiati di corsa nei bagni durante la ricreazione. Questo è il pensiero, il più delle volte superficiale dell'adulto, che ha archiviato forse frettolosamente un periodo della propria vita non proprio edificante, in alcuni casi anche cancellandolo completamente e affidandosi così a ricordi edulcorati e soprattutto falsati, che così non fanno mai male.

In una città che potremmo identificare come Palermo (ma che potrebbe sicuramente essere altrove, senza che nulla del racconto cambi o assuma altro significato), si svolge l'inevitabile (per alcuni) festa di fine anno scolastico, quella classica serata in cui tutti sono chiamati a partecipare e a "divertirsi" a ogni costo, perché poi si possa - anni e decenni dopo - raccontare, raccontarsi e fantasticare, specialmente in quelle successive riunioni di classe (il più delle volte patetiche), dove si interviene soprattutto per confrontarsi con la vita altrui e risultare - si spera - vincitori, sia fisicamente che socialmente. Ottimo esempio in questo frangente la visione dei "Compagni di scuola" di Carlo Verdone (1988).

Sandra (Eletta Del Castillo), Jessica (Chiara Gambino) e Tancredi (Salvo Pappalardo) sono tre studenti come tanti e come "tantissimi" non sono stati in grado di lasciare in quarta superiore i loro problemi personali, subiscono difficoltà che li stanno accompagnando alla maturità e con ogni probabilità non riusciranno, se non con grandissima fatica (e molte sedute dall'analista), ad abbandonare. A mettere ulteriore disagio sulla serata (che una mente satirica potrebbe paragonare allo squallido Capodanno di Fantozzi) un particolare deejay, affetto da balbuzie (Salvatore Cannova), con un recente passato di bullismo irrisolto, ultima vittima, almeno in questa serata, di un sistema che non fa mai prigionieri.

Le quattro vicende personali si intrecciano, si sovrappongono e si scontrano, diventano un unicum del quale anche il pubblico presente in sala è chiamato a far parte, purché si metta da parte la propria età e il giudizio personale, oppure, esattamente al contrario, se ne faccia pesantemente condizionare, dimenticando che, molto spesso, siamo quello che altri hanno voluto che fossimo e che le scelte degli adulti hanno, volenti o meno, forti ripercussioni sui più giovani. E anche questo è un ricordo che viene ben presto seppellito dietro scuse in stile "ma io ho fatto tanto per te", che non ammettono mai la sconfitta di chi avrebbe dovuto essere non solo educatore, ma anche genitore.

Finalista al Premio Scenario Infanzia 2022, prodotto dal Teatro Franco Parenti di MIlano (dove rimane in scena fino a venerdì 11 ottobre), in collaborazione con Compagnia Fenice Teatri e con il sostegno di MiC e SIAE (programma “Per Chi Crea”), lo spettacolo affronta sì temi adolescenziali, ma si miscela a tematiche visionarie in stile Danny Boyle (suggeriamo la visione del celebre "Trainspotting", ma anche della sua regia teatrale di Frankenstein), oscure e volutamente criptiche, anche se rispettano la linearità del racconto.

Usando e convolgendo più media (particolarmente apprezzata la "colonna sonora" originale), ogni mezzo di comunicazione, La festa di fine anno conduce lo spettatore verso un epilogo che lascia - letteramente - senza ulteriori spiegazioni e/o contatti: non rimane che alzarsi e tornare a casa, pensando che la propria festa di quinta, per fortuna, è stata molto diversa. Ma saremo stati sinceri, almeno con noi stessi?

LA FESTA DI FINE ANNO
scritto e diretto da Salvatore Cannova
con Salvatore Cannova, Eletta Del Castillo, Chiara Gambino, Salvo Pappalardo
elementi scenici e costumi Salvatore Cannova
luci Michele Ambrose
canzoni originali Stefano Bossi (Mind crows), Agostino Rocca (Mom&Dad)
assistente alla regia Alessandro Accardi
secondo assistente alla regia Elena Snidero
produzione Teatro Franco Parenti
in collaborazione con Compagnia Fenice Teatri
con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
grazie a Teatro Due Mondi / Casa del Teatro
finalista Premio Scenario Infanzia 2022
durata un atto unico di circa 60 minuti

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Mi piace mettermi sempre in gioco. Studio per diventare la migliore social media manager. Ogni giorno imparo cose nuove: l'ultima sfida è il giornalismo.
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