Pandora (recensione)

 

Pandora
m&s - Pandora (foto © Noemi Ardesi)

Secondo quanto tramandato da Esiodo (VIII-VII sec. a.C.) la bellissima Pandora aprì il "vaso" liberandone tutti i mali. In questo specifico caso, il "Pandora" messo in scena dal Teatro dei Gordi (ideazione e regia di Riccardo Pippa) è un luogo con il quale tutti abbiamo avuto almeno una volta a che fare: un bagno pubblico in un luogo di continuo passaggio. La scena unica di Anna Maddalena Cingi è essenziale, efficace e molto curata, dai dettagli sorprendenti: dal rubinetto del bagno zampilla acqua corrente, le piastrelle sono vere, l’asciugatore per le mani eroga realmente il getto d’aria, che peraltro sarà funzionale a rendere "comico" uno dei quadri scenici che compongono lo spettacolo.

La prima domanda che viene da porsi è dove si trovi e se abbia una collocazione precisa nello spazio e nel tempo, anche se il comportamento di uno dei tanti personaggi (una ragazza che indossa abiti su abiti per alleggerire il proprio bagaglio, così che rientri nel peso ammesso dal check in) ci farebbe pensare ad un aeroporto, ma non è sicuramente così importante. Vale il principio che visto un bagno, visti tutti, eccezion fatta per quelli sfarzosi di hotel o ristoranti stellati. Nemmeno i curati costumi di Ilaria Ariemme vengono incontro ai nostri desideri di certezze, mantenendo vago il periodo temporale narrato.

Una molteplicità di personaggi sente il bisogno di attraversare la scena, alcuni di loro restano sul palco a lungo, altri ci lasciano dopo una breve apparizione, ma tutti hanno una caratteristica in comune: entrano nella toilette portando con sé il proprio vissuto personale, che non è semplicemente la necessità fisiologica di utilizzare un bagno pubblico prima di un viaggio (o immediatamente dopo). Hanno piccole o grandi necessità, surreali o meno, che gli spettatori non faticano a rendere personali, riconoscendosi nei personaggi o in quanto rappresentato proprio perché, ribadiamo, il luogo è conosciuto e alcuni contesti possono essersi verificati nella vita di chiunque.

Il germofobico è terrorizzato all’idea di toccare le superfici precedentemente utilizzate da altri e si trova, in piena ottemperanza delle sadiche Leggi di Murphy, a veder avverarsi il suo peggior incubo: gli occhiali, bene essenziale e personale, finiscono nel cestino del bagno. Il disgusto è superiore alla necessità di recuperarli e si allontana, incapace di usare le mani nude per riprenderli. Ogni personaggio è alle prese con i suoi problemi, ognuno è concentrato su sé stesso: la turista affaccendata, la dissidente politica, il mendicante, il tossico che cerca di falsificare il test antidroga, l'acrobata, i ciclisti, gli sposini e molti altri. Un caleidoscopio di fluidi corporali e vitali che imprime velocità e fantasia al racconto dall'andamento circolare che preferiamo non svelare del tutto, per non togliere allo spettatore che assisterà ad ulteriore repliche di verificare autonomamente.

La quasi totale assenza di dialoghi (a chi verrebbe in mente di fare un monologo entrando per pochi minuti in un bagno?) amplifica e valorizza la mimica degli attori coinvolti, in alcuni casi si sfiora la prestazione circense. Si sostituiscono le parole con gesti e movimenti, ottenendo lo stesso buon risultato per il pubblico, che non fatica minimante a recepire quanto proposto. Colpisce in particolare la buona prova di Claudia Caldarano, che sul palco regala qualche graziosa chicca e strappa più di un sorriso. In ogni caso è tutta il cast artistico ad essere in partita, sempre.

Chi dovrebbe vedere "Pandora"? Lo suggeriamo a quello spettatore che abbia voglia di assistere a qualcosa di sicuramente diverso, visto che non è prosa, non è teatro-danza e non è una pura performance. Si tratta piuttosto di un riuscito esperimento multidisciplinare con contaminazioni tra ogni espressione artistica, il tutto con quella giusta quota di leggerezza che non può non essere apprezzata.

SCHEDA SPETTACOLO

  • titolo: Pandora
  • produzione: I Gordi / Teatro Franco Parenti
  • ideazione e regia: Riccardo Pippa
  • di e con: Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
  • dramaturg: Giulia Tollis
  • maschere e costumi: Ilaria Ariemme
  • durata: 70 minuti, escluso intervallo
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