Una famiglia quasi perfetta (recensione)

L'anno sabbatico è il titolo originale del testo scritto da Valeria Cavalli

L'anno sabbatico / Una famiglia quasi perfetta
m&s - L'anno sabbatico / Una famiglia quasi perfetta

Una famiglia borghese e milanese come ce ne sono tante, composta da un padre, una madre e una figlia che sta per tornare a casa dopo un viaggio attorno al mondo di 15 mesi, un "anno sabbatico" che la ragazza si è presa prima di iscriversi all'università. 

Il padre, Carlo (Arturo di Tullio) è un medico di successo, pressato da pazienti poco pazienti (la signora Locatelli), e anche di questi ce ne sono tanti. È sposato da "un numero patologico di anni" e di conseguenza ha l'amante di ordinanza. Anche di questi ce ne sono tantissimi, anche se Pamela (l'amante) si strugge (Totò direbbe frigge) al telefono con il suo Carlo ed ha la brutta abitudine di inviare i suoi lamenti con degli interminabili vocali su WhatsApp. Niente di strano: anche questo è lo scoglio che deve pagare il fedifrago del Terzo Millennio, dalla lettera bagnata di lacrime agli 8 minuti di pianto audio il passaggio è stato dopotutto abbastanza breve. 

La moglie e madre è Laura (Monica Faggiani), in perenne affanno con la propria memoria e con la quotidianità asfissiante della vita borghese, fortemente attratta dallo stile orientale (il Feng Shui rivisto in salsa meneghina), dalla world art e dalla world cuisine, che ha sostituito nella sua cucina la prosaica (ma probabilmente buona) lasagna. Una sorta di figlia dei fiori mai cresciuta e soprattutto fuori dal contesto degli anni '70, in perenne indecisione su qualsiasi cosa.

Il naturale e scontato battibecco continuo della coppia si placa (momentaneamente) al momento del sospirato e atteso ritorno in casa di Elisa (Flavia Marchionni), la figliola prodiga. La famiglia è finalmente ricomposta, anche se i dettami imposti dagli spot del Mulino Bianco sono molto lontani, a partire dall'evidente tatuaggio che copre un intero braccio della ragazza. Ma anche questo - vogliamo avvisare tutti i genitori che leggono - non è una novità: basta guardarsi intorno.

Quello che però spariglia realmente le carte in tavola è sapere che Elisa non è appena arrivata a Malpensa chissà da quale capitale orientale, ma da un'altra Capitale, molto più vicina, ossia da Roma e che nella sua vita è entrato un certo "Andrea", che l'ha ospitata nel suo abbaino di Trastevere. È poco più grande di Elisa, è nel mondo del cinema e ha i genitori che vivono in Liguria: il giorno successivo Elisa andrà a trovarli per festeggiarne assieme a loro il compleanno, in famiglia come da borghese consuetudine.

La provenienza non dall'estero ma da così vicino è la prima delle rivelazioni (o confessioni, il risultato non cambia) che Elisa farà ai suoi genitori, contribuendo così ad alzare i toni della discussione, fino alla naturale e auspicata esasperazione. Il padre non può e non vuole accettare che l'unica figlia voglia per sé fare scelte diverse da quelle che lui le ha pianificato: iscrizione all’università (ovviamente a medicina), laurea e professione costellata di successo, anche economico. La soddisfazione che lo farà interiormente rientrare della cifra sborsata per l'anno sabbatico di 12 mesi + 3. La madre si aspetta, invece, che la figlia riscatti - con i suoi comportamenti - la sua insoddisfazione, attraverso la ragazza riscatterà una vita fatta di nulla. A nessuno dei due sembra interessare quello che la ragazza realmente vuole per sé stessa. Tutte le altre rivelazioni vanno scoperte in teatro: lo spettacolo è alla sua quarta tournée e probabilmente tornerà in scena nella prossima stagione.

Una commedia leggera che presenta senza spingere troppo sulla cattiveria una delle tante famiglie italiane che costituiscono il tessuto sociale odierno (ma è probabile anche quello del passato o del prossimo futuro, conflitti internazionali permettendo). Il sostanzioso numero di repliche (più di 50 finora, abbiamo raccolto il dato direttamente dal regista) testimoniano il buon amalgama dei tre attori in scena, che conducono a porto sicuro una storia piacevole che decide di non imprimere scossoni o eccessive turbolenze agli spettatori. Altrimenti bisognerebbe mettere in vendita la casa del Mulino Bianco.

Teatro de gli Incamminati
presenta
UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA / L'ANNO SABBATICO
di Valeria Cavalli
regia di Alberto Oliva
con Monica Faggiani, Arturo di Tullio, Flavia Marchionni
scene e luci Claudio Intropido
durata spettacolo 75 minuti, un intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings