Capodanno, oggi. La nostra protagonista è sola in casa, con il suo pesce rosso Ariel che la osserva perplesso dalla sua boccia trasparente. La ragazza è in abiti comodi, felpa e tuta, ha un cappellino colorato e una bottiglia di spumante con cui "festeggiare" la sua solitudine e il passare di un altro anno che la ritroverà come il precedente, ancora una volta da sola, ma con il suo orologio biologico che continua - inesorabilmente e impietosamente - a ticchettare.
Come tutti coloro che vivono con un animale, è normale per lei "umanizzare" Ariel e discutere con il pesce (che come ogni maschio intelligente ascolta in silenzio, evitando di esporsi) sulle varie opportunità di compagnia nella notte di San Silvestro. La soluzione meno "peggiore" sarebbe stata quella di passare l'importante serata con l'amica Laura, ma loro due e basta. Meglio stare con Ariel sicuramente, se non fosse che lo spietato social network di turno le mostri, allo scoccare della mezzanotte, comitive sorridenti, baci e brindisi, ma soprattutto Laura assieme a Carlos, l'istruttore di zumba.
La ragazza ha una crisi di nervi, comprensibile nella logica femminile, Ariel difatti non si scompone affatto. Disperatamente si accusa di essere l'unica "sfigata" al mondo, arriva al punto di tentare il suicidio, fortunatamente ripensando sull'assurdità del suo gesto, prima che sia troppo tardi. La tragedia, almeno al momento, si allontana. Nel buio più totale della sua esistenza torna la luce e scatta l'idea: visto che la sua vita reale fa schifo, se ne creerà una virtuale, dove una "senza tette e senza culo" come lei si ritroverà al centro delle attenzioni del genere maschile, mai concedendosi, ma sempre mostrandosi. Baratterà strisce di pelle nuda, accuratamente selezionata e fotografata, per quelle considerazioni che non ha mai ricevuto, non importa se verranno da sconosciuti, anzi è anche meglio! Bisogna solo architettare bene cosa dire e quando, cosa far vedere e quanto, quale intimo indossare (divertente l'approccio alla sua prima "foto erotica", immediatamente bloccato dalle impresentabili "mutande da ciclo").
Nasce così il profilo di "Sirenetta82" e le basta veramente poco perché il contatore dei follower (al 90% maschi) cresca esponenzialmente. Ma è veramente questa la felicità che andiamo cercando? Possiamo barattare la nostra, a volte misera, vita reale per un'altra virtuale, dove poterci convincere di essere quello che non siamo, ma soprattutto crearci una ricchezza di "contatti" che non ci sfiorerebbero mai se ci conoscessero veramente? E cosa potrebbe succedere se, un giorno, ci svelassimo per quello che siamo? Queste, ma anche molte altre domande trovano risposta, come sempre, nella sala teatrale dove, lo speriamo per voi, potrete assistere ad una replica di "Camgirl".
Nel 2003 nasce Second Life, nel 2004 Facebook, nel 2010 Instagram, si calcola che tra grandi e piccoli, dalle varie caratteristiche, siano più di 200 i social network ora esistenti e che in totale offrano possibilità virtuali a praticamente tutta la popolazione mondiale che ha accesso alle tecnologie. La tentazione di cambiare vita, anche solo per poche ore, è sicuramente alla portata di tutti, può essere un gioco, può essere però una forma di distacco dalla realtà, può arrivare a diventare, se non correttamente gestita, l'unica "realtà" dove si riesce a vivere. Suggeriamo come approfondimento la visione di "Feisbum - Il film" (2009), in particolare l'episodio Default di Alessandro Capone, disponibile sul sito RayPlay. Si ringrazia Alberto Farina di RaiMovie per il prezioso supporto.
Il progetto teatrale ha alle spalle una ricerca di circa un anno che l'autrice del testo ha realmente effettuato su Instagram, contattando e venendo contattata da circa 500 contatti, mettendo così alla prova sul campo il suo personaggio, ma anche scoprendo un mondo che - escludendo i classici "leoni da tastiera", i predicatori assoluti ed i "sesso-solo-sesso" - è alla ricerca di una parola, di un confronto, di un momento di ascolto, che diventa molto più semplice quando lo si riceve da una totale sconosciuta, che mai impatterà nella nostra vita reale e che soprattutto non ha la minima intenzione di emettere giudizi. Molto di questo materiale è poi confluito nella drammaturgia, che ha comunque subito quel necessario adattamento che potesse poi essere reso come racconto teatrale fruibile dal pubblico.
Giada Villanova ha conferito al proprio personaggio la giusta alternanza tra melanconia e depressione (che poi si trasforma in rabbia) che ben si accostano alla regia (mai eccessiva) di Emiliano Russo. Uno spettacolo difficile da scrivere, da dirigere e soprattutto da interpretare, e non perché presenta una scena di nudo integrale (velatissimo, quasi non percepibile e comunque necessario al racconto), ma perché mostra un altro genere di nudità, quella sentimentale, di cui tutti corriamo il rischio di soffrire.
In "Mr. Crocodile Dundee" (1986, di Peter Faiman), quando la protagonista femminile spiega al cacciatore che a New York tutti vanno dall'analista, l'uomo, con una logica inoppugnabile e di altri tempi, le risponde che tra di loro basta fare la confidenza a "Wally" che la racconta a tutto il paese e il problema è risolto facilmente. Quello che forse manca oggi, in un'epoca di contatto estremo e di esistenze sbattute in linea 24 ore su 24, è proprio quella possibilità di raccontarci intimamente senza avere paura del giudizio degli altri, perché il giudizio non dovrebbe mai essere emesso, quella possibilità di non sentirci soli, anche se abbiamo migliaia di "amici", quella possibilità di dire "non voglio stare sola" (il grido inascoltato della protagonista) e ricevere immediatamente una risposta reale, magari l'invito per un caffè o ancora meglio un abbraccio silenzioso (l'affetto non ha bisogno di parole).
La protagonista è disperatamente sola e l'unirsi a tanti altri come lei, anche in "diretta" (una parte della pièce si svolge realmente su Instagram!), non risolve sicuramente la mancanza di acqua che rischia di soffocare il respiro di Sirenetta82. Ben vengano spettacoli come questo che affrontano tematiche del genere. Il nostro "mi piace" (o il cuoricino) è convinto, anzi lo condividiamo a tutti i nostri contatti immediatamente con emoji e hashtag. E speriamo che di like ne riceva molti altri, ma in forma di applausi.
CAMGIRL
di e con Giada Villanova
regia Emiliano Russo
media concept Juriy Villanova
animazione grafica Luca Viani
registrazioni audio Valerio Garavaglia
musica originale BOD
costumi e scene Daniele Dall’Armellina
tecnico luci e audio Giampaolo Amico
promozione Simone Boscarino
produzione TeatroMovimento
redazione web Gaia Leonardi
durata un atto unico di circa 60 minuti








