Come ammazzare la moglie o il marito (recensione)

Due testi spassosi e intelligenti sono approdati alla scena fusi assieme in un unico spettacolo

moglie e marito
m&s - moglie (Maddalena Rizzi) e marito (Marco Cavallaro)

Tutti sappiamo che Caino ammazzò Abele. Ebbene, secondo noi, fu proprio questo intempestivo fratricidio a impedire che il primo assassinio della storia fosse compiuto da una moglie contro il marito. (citazione da "Come ammazzare il marito senza tanti perché" di Antonio Amurri, 1976)

In circa quattro anni (dal 1974 al 1978), Antonio Amurri ha provveduto, ma ovviamente solo sulla carta, a sterminare ogni forma di famiglia italiana, consegnando ai lettori di allora dei comodi manuali per la soppressione di mogli, mariti, genitori, aggiungendo poi - ma solo nel 1986 - anche la suocera. Divertenti e garbati, ironici e ben scritti, senza la minima truculenza, i libri hanno sicuramente divertito alcune generazioni di lettori che, nel frattempo, sono diventati coniugi e/o genitori, senza però mettere mai in pratica i relativi suggerimenti, ma limitandosi a riderci sopra.

L'opera teatrale riporta giustamente (a nostro parere doverosamente) l'attenzione sull'elegante drammaturgia amurriana, mantenendo coerentemente ambientazione e testo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso (vengono citati i milioni, ma di lire). I due volumi "Come ammazzare la moglie, e perché" (1974) e "Come ammazzare il marito senza tanti perché" (1976) vengono fusi assieme e legati nella sequenza scenica dalla postazione del "Telefono Amico", soccorso a cui le coppie scoppiate si rivolgono in cerca di una soluzione (meglio dissoluzione) del proprio problema: ossia l'eliminazione fisica dell'altro coniuge.

I consigli vengono impartiti da due fidanzati in procinto di matrimonio (Bruno Governale e Alessandra Cavallari), di conseguenza nella concreta possibilità di trasformarsi di lì a breve in una delle coppie che si rivolge al loro "sostegno" per ottenere l'agognato parere (Qui Telefono Amico, risolviamo problemi di coppia e crisi coniugali, è il loro slogan). Semplice ricorrere per la risposta al collaudato "manuale" e, una volta individuata la tipologia del coniuge, indicare, semplicemente leggendo, la fantasiosa (quanto improbabile) metodologia di soppressione.

Sul palco (lo "sconosciuto", ma solo secondo lui, non per noi) Marco Cavallaro e Maddalena Rizzi danno vita (per poco) alle tante coppie tanto in crisi quanto impossibili, giocando molto con gag surreali (il cucchiaino che tintinna nella tazzina, con minaccia di farlo per 20 minuti) e rivolgendosi spesso al pubblico, che partecipa e si trova dopo poco a interagire con lo spettacolo. Così facendo lo spettacolo acquista sicuramente dinamicità e si avvicina più furbescamente ai gusti del pubblico contemporaneo, ma senza tradire lo spirito originale dei testi ai quali si ispira.

La comicità di Amurri spostata in teatro viene tutta giocata su di un piano surreale, che richiama Ionesco e Flaiano (oggi ritrovabili nella geniale contemporaneità di Lillo & Greg), ancorata al passato televisivo del "Carosello" e del "bianco e nero". Datata? no sicuramente, ma piacevolmente agée, come potrebbe essere assistere ad uno sketch con Bice Valori e Paolo Panelli e senza dover attendere l'apertura estiva delle teche della Rai per poterlo apprezzare.

Sul palco le strane coppie e sotto la coppia di fidanzati molto dubbiosi, i quattro attori si palleggiano così gli stereotipi, principalmente femminili, che rendono difficile la prosecuzione di un rapporto affettivo, anche se - volendo leggere, purtroppo, la cronaca - ogni dissidio potrebbe sicuramente essere risolto solo con un minimo di sopportazione in più. Ma è preferibile, in questo caso, mantenere ben separato il piano teatrale da quello reale. Gustoso, come un dolce a fine pasto, il breve ampliamento di 15 minuti fatto di ringraziamenti, foto dal palco al pubblico con le mani alzate (della quale Cavallaro rivendica la paternità assoluta) e altre prove di mestiere che rendono il tempo passato in teatro ancora più piacevole. Discutibile che il sorriso possa poi scatenare tragici motivi di rancore personale verso il coniuge, probabilmente è il contrario. 

Seven Cults
Esagera
presentano
Marco Cavallaro e Maddalena Rizzi
in
COME AMMAZZARE LA MOGLIE O IL MARITO
SENZA TANTI PERCHÉ
di Antonio Amurri
con Bruno Governale e Alessandra Cavallari
regia Filippo D’Alessio
scenografie Tiziano Fario
durata dello spettacolo 100 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings