Roma, giorni nostri. In un bell'appartamento non proprio in centro (quartiere Spinaceto) vivono due coniugi non più giovanissimi: Monica (Gabriella Silvestri) è innamoratissima del marito Aurelio (Antonio Conte), che però la trascura, completamente assorto dalla sua brillante professione di avvocato. Purtroppo Monica è affetta da depressione, anche causata dalla morte del padre, avvenuta cinque anni prima, e dal tracollo economico dell'attività di famiglia (una macelleria). La grave patologia viene combattuta con la somministrazione continua di molte, troppe, medicine e la presenza costante nella vita della donna di uno psicoterapeuta, il dottor Di Capua (Vincenzo De Luca). La situazione, nonostante l'assiduità delle cure, non migliora e Monica sembra vivere in un mondo tutto suo, fatto di eventi - addirittura un'aggressione - che marito e medico liquidano come sogni ad occhi aperti causati dalla malattia (sarebbe affetta dalla sindrome di Bonnet). La soluzione prospettata dal marito è quella di far rimanere la moglie tutto il giorno in casa, in pigiama, ad "occuparsi" delle piante, cucinare e seguire in televisione le tanto amate lezioni di tango. Praticamente, per il suo bene (ma quale?), la donna viene trasformata in una reclusa, anzi imprigionata ai domiciliari.
Irrompe improvvisamente nella vita di Monica un operaio dell'Italgas, Fabio (Avaro), di Guidonia, che la convince a farlo entrare in casa, incuriosendola con racconti molto personali dai particolari che non possono essere conosciuti da estranei, ma anche corteggiandola vivacemente, facendo risvegliare e pungolando il lato femminile e sopito della donna, che si scopre essere ancora piacente e seducente. Capitolare tra le braccia dell'irruente, determinato e innamorato Fabio è un attimo, malgrado i forti sensi di colpa che Monica sente nei confronti del marito. Rimane solo un'unica cosa da fare: mettere da parte il matrimonio, separarsi e intraprendere una nuova vita, molto più felice, con il suo nuovo amante. C'è solo un "piccolo" problema, quasi insignificante: marito e psichiatra, di comune accordo, dimostrano a Monica che il corteggiatore non esiste, che si tratta di una proiezione della sua mente malata. Hanno ragione? Monica è così malata da essersi inventata una relazione così passionale? E che fine ha fatto la rosa che, romanticamente, Fabio le ha lasciato sul comodino? E perché Elide (Alessandra Palazzoli), la vicina di casa vegana, si palesa esclusivamente quando lei è sola in casa? A tutte queste domande ci sono ovviamente delle risposte che metteranno in forma logica ogni tassello narrativo ma, come ripetiamo sempre, vanno andate a cercare in teatro, dove lo spettacolo sta ricevendo i suoi meritati applausi.
"Da uno a dieci?" ha indubbiamente il taglio della commedia brillante, con una mattatrice femminile convincente e in grado di mettersi alla guida di altri bravi interpreti che intessono assieme a lei tutte le trame del racconto. Il testo, nato più di 30 anni fa per Monica Vitti, è ben cucito sulle corde comiche della protagonista, che inanella con una piacevole e mai eccessiva romanità battute cui viene impressa quella giusta lentezza tipica dell'indole capitalina. Si toccano più tematiche, sempre in delicatezza, che vanno dall'inaridirsi del rapporto di coppia (anche se Monica e Aurelio sono sposati da solo 4 anni), all'interesse economico e la solitudine tipica dei nostri giorni, assurda se guardiamo alle possibilità portate all'estremo della comunicazione contemporanea. Un racconto moderno che guarda al passato - ci ha ravvisato, per fare un esempio, "Arsenico e vecchi merletti" di Joseph Kesselring, ma anche "The Producers" di Mel Brooks (mantenendoci sempre sulla commedia) - e che scioglie ogni punto interrogativo con leggerezza e piena linearità. La protagonista chiede continuamente, da 1 a 10 di verdoniana memoria, una quantità per l'amore ricevuto/provato, noi le rispondiamo, anche se non siamo ovviamente oggetto della domanda, con il massimo dei voti teatrali possibili: tutti ampiamente e da tutti meritati.
Athena Produzioni
presenta
DA UNO A DIECI?
di Stefano Reali
con Gabriella Silvestri, Fabio Avaro, Antonio Conte
e con Vincenzo De Luca, Alessandra Palazzoli
scene Anna Aglietto
costumi Gloriana Manfra
musiche Stefano Reali
luci Gian Marco Cacciani
regia Stefano Reali
durata 105 minuti più intervallo








