Quali sono, tra i tanti, gli elementi che contribuiscono a creare uno spettacolo teatrale? Bisogna mettere assieme due attrici (Patrizia Pellegrino e Pamela Villoresi) che hanno voglia di lavorare assieme, ma che finora non ci sono ancora riuscite (lo hanno dichiarato in una breve intervista); affidare alcune loro caratteristiche (ad esempio la passione per lo sport) a una capace autrice (Daniela Morelli) che riesca a mettere nel copione il punto di vista al femminile; completare il cast artistico con una coppia di attori padre e figlio, ma che lo siano nella scena come nella vita (Blas e Paolo Roca Rey), così da far risultare la necessaria somiglianza scenica reale e incontestabile. Uniti tutti questi elementi assieme, l'unico tassello mancante è un regista (Diego Ruiz) in grado di interpretare i diversi registri narrativi e il mix è fatto. Alla sala teatrale basta aggiungere il solo pubblico. A noi, invece, il compito di raccontare quello che abbiamo visto.
Emma (Pamela Villoresi) è una psicologa amante del canottaggio che pratica attivamente, è capace e sensibile nel proprio delicato lavoro, così come è disordinata in casa, suscitando il costante rimbrotto del marito Bruno (Blas Roca Rey), professore universitario, ovviamente attento alla forma e all'ordine. La coppia - come succede a tutti i genitori - è preoccupata per il futuro del proprio figlio ventenne Daniele (Paolo Roca Rey) che, come tutti gli ex adolescenti (ma a che età si esce da questo status?), non ha ancora le idee chiare su cosa fare della sua vita (ma chi le ha?). A complicare ancora di più il già tanto normale quanto complesso ménage familiare, irrompe - nel vero senso della parola - nella vita professionale di Emma una nuova paziente Serena (Patrizia Pellegrino), effervescente artista (si esibisce allo Chic e Chiffon, il locale che gestisce), innamorata della vita e particolarmente sfortunata, almeno finora, negli incontri sentimentali.
La presenza di Serena sul lettino dello studio comporta la conseguenza imprevista che Emma inizi a riconsiderare la propria vita, guardandola sotto un diverso punto di vista che va "analizzato" in teatro. Basti sapere che chi "analizza" si troverà in un forte stato confusionale, non riuscendo a capire che... Ma non sarà solo la psicologa a subire le "confidenze pericolose" della soubrette, perché la conoscenza si incunea velocemente tra tutti i componenti della famiglia che, in un finale che omaggia "Eyes Wide Shut" (1999, di Stanley Kubrick), scopriranno che sempre a teatro bisogna andare per trovare tutte le risposte alle loro domande e ai loro dubbi.
Nel corso di una breve conversazione, prima dello spettacolo, il cast femminile ci ha ribadito la volontà di riuscire - finalmente - a stare assieme sul palcoscenico. In conseguenza dei "desiderata", era necessario trovare un testo che permettesse ad entrambe di trovarsi a proprio agio nel personaggio e nel racconto, esaltando e miscelando le proprie caratteristiche interpretative. Per fare questo è stata quasi obbligatoria la scelta, ancora una volta al femminile, dell'autrice, che ha saputo interpretare tutte le sensibilità espresse dalle due attrici. Fatto questo, andare in scena è stato quasi un automatismo. Fosse sempre così semplice, riflettiamo tra noi, lo farebbero tutti.
Progetto Teatrando
presenta
CONFIDENZE PERICOLOSE
di Daniela Morelli
con Pamela Villoresi, Patrizia Pellegrino, Blas Roca Rey, Paolo Roca Rey
regia Diego Ruiz
scenografia Salvo Manciagli
costumi Luca Mariani
musiche Massimiliano Pace
aiuto regia Manuela Perfetti
sarta Elisabetta Viola
durata due atti di circa 90 minuti, intervallo incluso








