Molto sudore per nulla (recensione)

Ketty Roselli è alla ricerca di un condizionatore, non per il calore, ma per la mente altrui. Servirà a qualcosa?

Ketty Roselli in scena
m&s - Ketty Roselli in scena (foto © media & sipario)

"Molto sudore per nulla" non è solo il titolo del monologo con cui Ketty Roselli si presenta in scena, ma è anche il pensiero di una Signora davanti alla "benevola" (per modo di dire) considerazione maschile.

Lo spettacolo viene introdotto da un piccolo estratto video da "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...", capolavoro di satira a sfondo sessuale del 1972, ma allora perché parafrasare William Shakespeare (è ovvio, almeno riteniamo, il riferimento nel titolo dello spettacolo), quando sarebbe bastato il genio di Woody Allen a fare da ideale collante a tutto il monologo? Forse perché quando una donna decide di parlare del suo sesso, ovviamente contrapposto all'altro, ha bisogno di ricorrere a qualsiasi aiuto, più o meno aulico che sia.

Il percorso che l'attrice propone è principalmente brillante, anche se contiene piccoli e leggeri spunti di approfondimento (per chi vuole coglierli) sul rapporto "affettivo" tra uomo e donna. Un rapporto che non sempre è solo così, a volte è conflittuale, anche violento (purtroppo), in alcuni casi è sentimentale, in altri esaltato e travolgente, ma - forse - mai come dovrebbe essere, ossia "normale" e soprattutto rispettoso del ruolo, l'uno dell'altra. Ma la normalità poi non farebbe ridere, ma nemmeno piangere.

Non è sicuramente questa la drammaturgia che ciè stata presentata: "Molto sudore per nulla" - scritto, diretto ed interpretato dall'attrice torinese - mette in scena, con una forma di varietà contemporaneo (ci sono continui cambi di abito, ma anche proiezioni) amore, sesso, isteria e tutti gli spunti ricavabili dai tanti personaggi femminili che Ketty ha, nel tempo, proposto in televisione, radio e teatro. C'è un anche una battuta che viene dalla pubblicità (perché anche di questo un attore campa, ieri e oggi). Le sottolineature in musica - necessarie anche per poter togliere l'abito da sera e presentarsi con vestaglietta e bigodini - sono, dal vivo, di Antonio Nasca, in voce, tastiere e, all'occorrenza, anche "spalla".

Si percorre la strada all'indietro con "macchiette" che sembrano attagliarsi perfettamente all'avanspettacolo, "Mi è venuto il sistema nervoso perché mio marito non è più affettuoso", alternate gradevolmente alle proiezioni decisamente più moderne di "Harry, ti presento Sally" (la scelta è ovviamente e giustamente caduta sulla scena del finto orgasmo di Meg Ryan, 1989, di Rob Reiner) e del manifesto al femminile costituito dalle quattro protagoniste di "Sex and the City". Si coinvolge il pubblico delle prime file che si presta volentieri, senza averlo letto, ad essere parte del copione.

Si omaggia con deferenza Monica Vitti, ma anche Liza Minelli con una bella interpretazione di "Theme from New York, New York" e Mina con "Ancora Ancora Ancora", dimostrando come Ketty Roselli, con un buon esordio nel musical, si trovi perfettamente a suo agio con più discipline artistiche. C'è lo spazio, ovviamente quasi atteso se non richiesto dal pubblico, per i personaggi più noti, di estrazione radio-televisiva: Carolina Staimanzo, Ketty Fitto, la divertente (e allo stesso tempo tragica, visto che lo spunto viene dal mondo "reale") signorina delle previsioni meteo, una caricatura così esagerata da poter essere costantemente replicata in molte altre trasmissioni, non in forma parodistica, se non della dignità. Si spazia e si gioca, ma anche ci si prende gioco, ovviamente non solo delle Signore, ma anche della loro appendice maschile.

Andando verso la fine dello spettacolo, dopo l'ennesimo cambio d'abito, viene data dettagliata spiegazione del titolo, di quel "sudore" che diventa inutile in un mondo completamente dominato da coloro che hanno la Y al posto della X (cit.). Per questo motivo, per quanti sforzi una donna possa fare, troverà sempre un uomo a lei "superiore", per intelligenza o merito questo conta poco, quindi perché affannarsi? Il monologo si chiude con una esortazione di matrice più solenne, con "in piedi, Signori, davanti ad una Donna". Il pubblico teatrale, normalmente più sensibile, tributa così un doppio omaggio: uno a Ketty Roselli attrice, l'altro a Ketty Roselli donna. L'applauso è però unico... le solite discriminazioni!

Luciano Lattanzi

MOLTO SUDORE PER NULLA
di e con Ketty Roselli
e con Antonio Nasca al pianoforte
luci David Barittoni
un ringraziamento speciale a Nicola Pistoia
durata un atto unico di circa 90 minuti
. Tutti i diritti riservati.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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