Tutti insieme appassionatamente (recensione)

La voce di Luca Ward e la delicatezza di Vittoria Belvedere insieme per un grande classico cinematografico

Chi avesse nelle orecchie, negli occhi (e nel cuore) la versione cinematografica del musical - tratto da una storia vera - "The sound of music" (per l'Italia è "Tutti insieme appassionatamente"), deve avere il coraggio di entrare in teatro, per assistere al musical di Massimo Romeo Piparo scevro da pregiudizi e sapendo che "non" troverà sul palco quanto visto nel film da Oscar di Robert Wise con Julie Andrews e Christopher Plummer. Si troverà davanti bensì una (correttamente) fedele versione al testo teatrale originale del musical (del 1959) di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II, con libretto di Howard Lindsay e Russel Crouse.

Il ricordo del film del 1965 è però troppo vivo nella mente di tutti per non "sperare" di ritrovare sul palco qualcosa dell'atmosfera dell'Austria del 1938, prima che lo stato venisse annesso alla Germania nazista. Da questo punto di vista, la soluzione scenografica di Teresa Caruso (già scenografa di "Jesus Christ Superstar") risolve brillantemente l'esigenza di passare dal convento nel quale la novizia Maria disobbedisce alle regole, all'interno della casa del comandante von Trapp, dal portico esterno, alle montagne della fuga in Svizzera: un sapiente uso dei girevoli, muri curvilinei e gli spazi di recitazione distribuiti su più livelli convincono anche lo spettatore più esigente.

Spettatore che applaude e a lungo l'ormai consolidata coppia Vittoria Belvedere e Luca Ward, perdonando loro il non nascere né cantanti, né ballerini. La coppia, che già in My Fair Lady aveva dato prova di una buona tenuta di palco, ma aveva evidenziato qualche incertezza nelle parti cantate (che in un musical sono ovviamente fondamentali), continua a dare prova di grande impegno ma non riesce a convincere per tutto lo spettacolo, soprattutto se confrontata (il mondo dello spettacolo è così) con altri artisti che hanno fatto del musical la loro strada maestra.

La Belvedere, nei panni della novizia Maria, è delicata e giovane al punto giusto e, mano a mano che si snoda la trama, acquisisce maggior sicurezza di palco e voce, ma nel duetto con "Miss Tia" (Tia Architto) che interpreta la Madre Superiora, non esce sicuramente vincitrice. Ward dal "canto" suo, perfetto nei panni dell'austero e saldo ai propri principi Capitano Georg, non riesce fino in fondo a "staccarsi" dal ruolo di "affascinante tenebroso dalla voce profonda", nonostante il ruolo sia molto più adatto al suo stile di quanto lo fosse quello del Professor Higgins di "My Fair Lady"

Eccellente il resto del cast. Riccardo Sinisi nel ruolo di Rolf (il giovane simpatizzante tedesco che consegna telegrammi) spicca per le capacità nel canto, nel ballo e nella recitazione (lo avevamo già notato nel ruolo di Pietro in "Jesus Christ Superstar") e accanto a Rachele Pacifici - una perfetta "quasi maggiorenne" Liesl - dà prova di grande maturità professionale. Tutti bravissimi gli altri sei von Trapp, tra i quali anche Eleonora Setzu (la piccola Gretl), per la quale si preannuncia (anche se ha poche battute) un futuro sul palco. Nell'insieme uno spettacolo da vedere, magari in famiglia, che "solletica" così anche la voglia di rivedere la versione cinematografica.

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
musica Richard Rodgers
testi Oscar Hammerstein II
libretto Howard Lindsay e Russel Crouse
basato su The Trapp Family Singers di Maria Augusta Wrapp
con Luca Ward e Vittoria Belvedere
e con Tia Architto, Riccardo Sinisi, Rachele Pacifici, Eleonora Setzu
produzione Peep Arrow Entertainment
regia Massimo Romeo Piparo
scenografia Teresa Caruso
durata dello spettacolo 2 ore e 30 minuti compreso l'intervallo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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