Torno alla vita (recensione)

Una particolare atmosfera, volutamente cupa, accompagna il testo delicato e coinvolgente firmato da Toni Fornari

Michele (Mariano Riccio) è affetto da una malattia rara che lo costringe su una sedia a rotelle, da 15 anni, e in uno stato catatonico. È amorevolmente accudito dalla mamma Luisa (Gabriella Borri), che affronta la difficile convivenza (un disabile in casa non è mai una passeggiata) con l'altro figlio Giacomo (Paolo Gatti) e il nuovo compagno Marco (Massimo Cimaglia). Luisa non sembra (o non vuole) accorgersi della tensione che si è creata con Giacomo, messo al margine delle attenzioni della madre, occupata a tempo pieno con Michele, e con il compagno, che le rimprovera costantemente di non avere una propria vita.

La soluzione sembra essere trovata quando il giovane ed apparentemente ambizioso medico Francesco (Francesco Sgro) propone a Luisa di sperimentare su Michele una sua nuova cura, tanto costosa quanto illegale (i protocolli medici sono piuttosto rigidi su come gestire le sperimentazioni dei nuovi farmaci), una cura che necessita anche l'assistenza costante di una psicologa, Sara (Valeria Girelli), per aiutare Michele, in caso di esito positivo, ad adeguarsi a un mondo che praticamente non ha mai conosciuto.

Luisa, mantenendo all'oscuro figlio e marito della propria decisione, accetta la sperimentazione e per far fronte alle spese vive dei farmaci ipoteca la casa. Michele, fortunatamente, reagisce bene alla cura, torna a "vivere" in un ambiente che gli è sconosciuto e anche ostile, passando dal gioco della palla da bambino allo smartphone, ma soprattutto si innamora, ricambiato, della bella psicologa. Purtroppo per lui la gioia momentanea della possibile guarigione si scontra con il ruolo che gli "altri" - non solo i parenti - gli hanno assegnato nella loro vita, un ruolo che Michele non è disposto più ad accettare, ma che... dovete andare a scoprire a teatro!

Un testo drammatico, scritto (bene!) da Toni Fornari - e non sarebbe questa la novità, vista l'assoluta propensione di questo autore ai buoni lavori teatrali - con degli innesti musicali altrettanto pregevoli (di Dino Scuderi), eseguiti parzialmente dal vivo, che trasforma quasi tutti gli attori in cantanti, da qui la definizione di opera musicale. In ogni caso il cast si dimostra sicuramente all'altezza del testo, fornendo intensità e passione e riuscendo così - anche se solo momentaneamente - ad "addolcire" il tono drammatico che si percepisce nello sviluppo del racconto. Una eccellente "opera musicale" diretta con tutta la delicatezza del caso da Francesco Sala e che speriamo abbia, viste le premesse del debutto cui abbiamo assistito, tutto il successo che merita.

Il Teatro non si incontra così spesso con l'analisi della malattia, come invece succede al cinema, ma quando lo fa - e se lo fa così - non può che lasciare, a chi ha il piacere di assistere, la consapevolezza di essere usciti dalla sala, avendo ricevuto più di quello che si è dato: un consistente arricchimento culturale in cambio del pagamento di un biglietto e di una gratificazione costituita da un semplice applauso. Il risultato finale è sicuramente sbilanciato.

TORNO ALLA VITA
opera musicale di Toni Fornari e Dino Scuderi
con Mariano Riccio, Gabriella Borri, Paolo Gatti, Massimo Cimaglia, Francesco Sgro, Valeria Girelli
regia Francesco Sala
musiche Dino Scuderi
disegno luci Guido Pizzuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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