In origine un radiodramma di 30 minuti, è poi divenuto il simbolo del giallo teatrale per antonomasia
Nato come "regale" regalo di compleanno per Mary di Teck (1867-1953), regina consorte di Giorgio V, “Tre topolini ciechi" viene trasmesso dalla BBC il 30 maggio 1947. Il radiodramma si trasferisce poi sulla scena del West End (quartiere londinese ad alta densità teatrale) il 25 novembre 1952, con debutto all’Ambassadors Theatre. Da allora, il sipario si è ininterrottamente alzato su questa commedia poliziesca senza tempo e di straordinaria efficacia scenica.
Tre anni fa la tournée per i primi 70 anni, sia in Inghilterra che in Italia. Attualmente è solidamente in scena al St Martin's Theatre di Londra, sporadicamente anche in tournée, con ovvi cambi di cast nel corso di questi decenni (se non sbagliamo i conti siamo abbondantemente a più di 250 attori che si sono succeduti nel cast e ci si sta velocemente avvicinando alla replica n. 30.000). Un segno inequivocabile del successo non solo letterario di Dame Agatha Christie, la Signora del Giallo, letterario o teatrale che sia.
Dopo il nostro lunghissimo pizzino in stile Fazio montalbaniano (tanto per omaggiare un'altra serie di grande e meritato successo), passiamo alle parole, sicuramente più calzanti, di Giorgio Gallione, regista della pièce attualmente in scena in Italia: ... “Trappola per topi” ha un plot ferreo ed incalzante, è impregnata di suspense ed ironia, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché. In fondo è questo che cerco nel mio lavoro: un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde, dice il poeta, il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. Altra considerazione: nonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto, un po’ calligrafico o di maniera, fatto spesso di boiserie, kilt, pipe e tè. Stereotipi della Gran Bretagna non lontani dalla semplicistica visione dell’Italia pizza e mandolino. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca, ma siano vivi e rappresentabili oggi, perché i conflitti, le ferite esistenziali, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo, dell’io diviso, della pazzia inconsapevole. Parole che diventano pienamente comprensibili dopo aver assistito alla pièce.
Tutto si svolge all'interno di una stessa abitazione, nello stile più amato dall'autrice (basti pensare, andiamo a memoria, a Dieci piccoli indiani o L'ospite inatteso, per citare solo due dei suoi tanti titoli). Nella pensione gestita da una giovane ed entusiasta coppia di sposi, Mollie e Giles Ralston (rispettivamente Claudia Campagnola e Dario Merlini), si attendono gli ospiti che verranno a passare alcuni giorni (o più) nella tranquilla campagna londinese, resa ancora più suggestiva da un'abbondante nevicata invernale. A ben guardare Stefano Annoni, Maria Lauria, Marco Casazza, Matteo Palazzo, Raffaella Anzalone non costuiscono proprio l'archetipo dell'ospite che un albergatore vorrebbe nella propria struttura ricettiva. Tutti nascondono un segreto e un legame con un fatto di cronaca avvenuto anni prima. Ma anche i due coniugi Ralston hanno un segreto, l'uno nei confronti dell'altro. Per fortuna degli innocenti (chi?) Scotland Yard ha attenzionato la locanda e ha spedito il sergente Trotter (Ettore Bassi, che ha ricevuto il testimone da Lodo Guenzi) a indagare, il poliziotto è sulle tracce di chi avrebbe da poco commesso un omicidio e dovrebbe nascondersi nella casa isolata.
Non sentiamo la necessità di dare maggiori ragguagli sul racconto, attenendoci così a quanto raccomandato da oramai 73 anni alla chiusura dello spettacolo in lingua inglese (non raccontare troppo, soprattutto il finale). Per saperne di più basta andare online, ma perché farlo, non è meglio andare a teatro? Ai nostri lettori diciamo solo che, non essendoci sul palco né Poirot e né Miss Marple, potenzialmente nessuno può essere escluso dalla rosa dei sospettati. Nemmeno il regista!
Valerio Santoro
per LA PIRANDELLIANA
presenta
Ettore Bassi
in
TRAPPOLA PER TOPI
di Agatha Christie
traduzione e adattamento di Edoardo Erba
con Claudia Campagnola, Dario Merlini, Stefano Annoni, Maria Lauria, Marco Casazza, Matteo Palazzo, Raffaella Anzalone
scene Luigi Ferrigno
costumi Francesca Marsella
musiche Paolo Silvestri
luci Antonio Molinaro
regia Giorgio Gallione
A PROPOSITO DI AGATHA CHRISTIE
Nel West End la Signora del Giallo è sempre lei!
Dame Agatha Christie (15.09.1890 - 12.01.1976)








