Partenza in salita (recensione)

Guido piano /e ho qualcosa dentro al cuore / che mistero / non so neanche dove andare / e m'allontano / anche se dovrei tornare

immagine di un uomo e una ragazza in macchina
m&s - Corrado e Camilla Tedeschi, protagonisti di Partenza in salita

Un padre sessantenne (Corrado Tedeschi), attore anche nella vita e non ancora rassegnato al fatto che gli anni passino per tutti, anche per lui, è costretto, per dimostrarsi presente ed utile nella vita della figlia (Camilla Tedeschi), a darle lezioni di guida, perché la ventenne riesca a conquistare l'agognata patente. La ragazza ovviamente vive con la madre dalla quale l'uomo si è separato da tempo. Il padre-attore, maggiormente noto non per meriti artistici ma pubblicitari, cerca a modo suo - tra una spiegazione della giusta sequenza di frizione, freno e gas, e l'altra - di stabilire un rapporto con l'arrabbiata ex adolescente, che non manca occasione di accusarlo di ogni forma di mancanza, presente e passata, espressa nei suoi confronti, e di fargli notare le costanti "assenze". Tanto lui sorride, scherza e gioca, quanto lei è rigida e tagliente.

L'atteggiamento dell'uomo contribuisce a rendere il già normalmente difficile rapporto genitoriale ancora più complesso, non volendo rendersi conto che probabilmente alla ragazza manca un punto di riferimento solido e affidabile e che non ha bisogno delle battute con le quali l'uomo pensa continuamente di sdrammatizzare il rapporto di "non rapporto" che vive con lei. E' sicuramente più semplice cercare di mostrarsi come un affascinante uomo di successo (che il pubblico comunque ricorda solo per uno spot pubblicitario), con annessa esibizione di compagna brasiliana di appena 23 anni, che calarsi nel ruolo del noioso quanto a volte ossessivo e pedante genitore "normale". Una veste che sicuramente non gli appartiene, molto più complicata di una partenza in salita o di un parcheggio a lisca di pesce.

I due si incontrano per molti mesi, scanditi dal cambio di abiti, per le lezioni di guida, ma si scontrano continuamente per le lezioni di vita, dove è la ventenne, nella coppia, quella che sembra essere più adulta, nella sua ansia di crescere ed ottenere l'indipendenza psicologica data dal possedere l'autorizzazione alla guida, mentre l'adulto insegue caparbiamente un atteggiamento giovanilistico, nel tentativo di "frenare" il tic-tac del suo orologio biologico, ma anche probabilmente convinto che questo sia l'unico o il miglior modo di riprendersi l'affetto della figlia. Tra gravidanze annunciate, macchine che si spengono continuamente in mezzo al traffico e un libro di fiabe, vero e proprio punto di svolta nel rapporto, riusciranno i due a: 1) superare l'esame di guida? 2) recuperare il rapporto affettivo? 3) sopravvivere a... Tutte domande alle quali l'unica risposta possibile è costituita dall'ingresso in una sala teatrale dove lo spettacolo verrà nuovamente "parcheggiato".

Una piacevole commedia tutta "guidata" all'interno di una macchina e tutta giocata sulle lettere "P" (di Partenza, Parcheggio, Peter Pan, Papà e Principiante). Gianni Clementi, nella sua scrittura, cita Plauto e Shakespeare, ma fondamentalmente si sposta appena e ammorbidisce la propria personale e caratterizzante linea drammaturgica, realizzando una storia di gente comune, come potrebbe capitare nella vita di tanti genitori e figli, alle prese con il primo fondamentale passaggio verso il mondo degli adulti. Nel fare questo, lo scrittore mette a disposizione della coppia reale dei due attori la possibilità di inserire e sovrapporre vita reale su scene teatrali, andando a confondere, ma senza mai "grattare", il vissuto di famiglia con il copione. Una commistione che funziona e che rende il racconto più delicato, specialmente se misurato con altri contesti già esplorati con successo dall'autore. La coppia padre e figlia, Corrado e Camilla, affronta bene il testo, con la solita baldanza lui, con una leggerissima indecisione lei, dovuta probabilmente dalla difficoltà di una iniziale "partenza in salita". Poi comunque superata dalla discesa successiva, perché è fisiologico che ad una salita corrisponda poi, sempre, una discesa. Non solo in teatro, ma soprattutto nella vita.

PARTENZA IN SALITA
di Gianni Clementi
con Corrado e Camilla Tedeschi
scene Andrea Bianchi
regia Marco Rampoldi e Corrado Tedeschi
produzione Skyline Production e Teatro Stabile di Trieste
durata un atto unico di circa 80 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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