Rapunzel Il Musical (recensione)

Gradito ritorno del familiy show, forte del successo della passata stagione (più di 70.000 spettatori solo tra Roma e Milano)

Rapunzel 2023
m&s - Rapunzel 2023 (foto © Chiara Lucarelli)

Un’atmosfera onirica, musiche da favola e una scritta che compare su un telo scuro, come incisa sulla copertina di un libro antico: Rapunzel. E un menestrello arriva in mezzo al pubblico, agile e simpatico, percorre rapido i gradini che lo portano sul palco e inizia a raccontare…

È così che lo spettatore si immerge immediatamente in una delle fiabe più conosciute della tradizione, quella di Rapunzel. Lo spettacolo si apre con la visita del re alla cognata, la strega Gothel, per chiederle di aiutare la consorte Gretel a dargli un erede. Gothel gode di un’innaturale giovinezza, dovuta al magico fiore raperonzolo, l’unica cosa che può permettere alla sorella di rimanere incinta. Dopo un iniziale diniego, accetta a patto che la bambina diventi sua. Il re acconsente e, un anno dopo la nascita della piccola Rapunzel, Gothel la rapisce per portarla e crescerla in una torre isolata… e tutto fila liscio, fino allo scoccare del 18esimo compleanno della bimba.

Lo spettacolo è assolutamente straordinario, adatto sia a un pubblico adulto che, soprattutto, ai bambini, con battute divertenti e una gestualità dei personaggi molto enfatizzata. Il primo aspetto che risalta è l’enorme differenza tra le scene solitarie di Gothel, rese tetre e un po’ inquietanti dalle scenografie gotiche e un gioco di luci dai toni freddi, e quelle del regno, molto luminose e calde. Una particolarità sottolineata anche con un’intera canzone è che il nome Gothel deriva da go to hell (vai all’inferno) e, come tipicamente accade nelle fiabe per i villain, i colori di questo personaggio sono molto scuri: capelli neri, vestiti rossi, viola e blu notte, mantello con cappuccio nero. Quindi, tra il nome e il look, la povera Gothel era proprio destinata a essere cattiva. Cattiva, sì, ma anche la protagonista indiscussa dello spettacolo. Sebbene il titolo sia Rapunzel, il racconto gira quasi interamente intorno a lei e la presenza scenica dell’attrice che le presta volto e movenze, Lorella Cuccarini, ha permesso che Gothel regnasse in maniera indiscussa. Alla soglia dei 60 anni, l’attrice mostra un corpo da urlo, una voce ancora invidiabile e un talento che è noto a tutti sin dagli albori, elementi che l’hanno portata a essere la regina di ogni scena. Nonostante sia la cattiva della storia, e lo dimostra anche sottomettendo Rapunzel, interpretata da Silvia Scartozzoni, a suon di sensi di colpa (“Ho fatto così tanto per te, ti ho protetto dai pericoli che sono lì fuori e tu non hai un minimo di gratitudine nei miei confronti”), è difficile non simpatizzare con lei, soprattutto poi quando accetta di invecchiare e mostra finalmente altruismo lasciando andare la ragazza per diventare la principessa che è destinata a essere.

Il cast corale è fenomenale, in scena artisti completi, in grado di recitare in maniera credibile, cantare e ballare, senza sbagliare una nota o un passo. A far maggiormente ridere il pubblico il personaggio di Phil, interpretato da Renato Crudo, che mantiene la stessa sfrontatezza e ironia presenti nel film di animazione del 2010. La riuscita di uno spettacolo così lungo (140 minuti) e complesso, che vede alternarsi numerosi personaggi e ambientazioni, è da attribuire anche ad altri elementi: le scenografie sono tante, di altissimo livello, meravigliose e la domanda che sorge spontanea è come le tengono tutte sul palco?; i costumi sono impressionanti per la loro bellezza e perfettamente in linea con i personaggi che li indossano, basti pensare al vestito rosso con uno spacco vertiginoso indossato da Gothel quando va a cercare Rapunzel dopo la sua fuga con Phil; le canzoni e le voci sono da brividi e i balletti decisamente ben orchestrati, merito di un lungo lavoro dietro le quinte; infine le luci, senza le quali alcune scene avrebbero perso di impatto e di spessore.

Il teatro, di base, deve essere una macchina perfetta per far funzionare anche il più semplice degli spettacoli. Quando poi si tratta di una rappresentazione di questo livello, è nella maestria del regista e di tutti i collaboratori che si trova la chiave del successo, come nel caso di Rapunzel.

ALESSANDRO LONGOBARDI
presenta
RAPUNZEL
Il Musical
con
LORELLA CUCCARINI Gothel
SILVIA SCARTOZZONI Rapunzel
RENATO CRUDO Phil

musiche originali DAVIDE MAGNABOSCO, ALEX PROCACCI, PAOLO BARILLARI
scritto e diretto da MAURIZIO COLOMBI

MAURIZIO SEMERARO Re/Polifemo/Popolano  
ROSITA DENTI Regina/Guardia
MATTIA INVERNI Segugio/Macellaio/Popolano
GIACOMO MARCHESCHI Cantastorie/Igor/Popolano/Guardia
ALEX BOTTA Capitano/Milord/Popolano
MARTINA LUNGHI Rosa/ Locandiera/Popolana/Guardia
MATILDE PELLEGRI Spina/Nutrice/Popolana
LUCA SPADARO Nobile/Popolano/ Guardia/Brigante
JONATHAN GUERRERO Bambino/Gamba Di Legno/Ciambellano/Popolano
ELEONORA PELUSO Bambino/Popolana/Guardia
CARLOTTA SIBILLA Bambina/Popolana/ Brigante/Guardia
YLENIA TOCCO Bambina/Popolana/Guardia
ERIKA MARINIELLO Popolana
VITTORIO SCHIAVONE Druido/Popolano/Guardia
ELEONORA SEGALUSCIO Nobile/Popolana

scene ALESSANDRO CHITI | costumi FRANCESCA GROSSI 
suono TOMMASO MACCHI  | disegno luci EMANUELE AGLIATI
direzione musicale e arrangiamenti DAVIDE MAGNABOSCO | coreografie RITA PIVANO
effetti di magia ERIX LOGAN | effetti speciali aerei MAX MARTINELLI
direttore di produzione CARLO BUTTÒ | direzione artistica ALESSANDRO LONGOBARDI

aiuto regia MANUELA SCRAVAGLIERI | assistente di produzione VALERIA SERRAINO 
assistente coreografo FRANCESCO SPIZZIRRI | vocal coach/cori ALEX PROCACCI
amministratore di Compagnia IRENE ANGELOPULOS | direttore di scena ALESSANDRO CATALANO 
 capo macchinista CRISTIAN CARCIONE | macchinista ANDREA BECCHETTI 
datore luci DIEGO BALDUZZI | elettricista SERGIO SALES
fonico di sala TOMMASO MACCHI | microfonista FABIO RIVELLI
trucco MICOL BARTOLUCCI | sarta FRANCESCA GROSSI
realizzazione costumi SARTORIA TEATRO BRANCACCIO
realizzazione scenografia SHAPER SCENE/SCENARIO | impianto audio e luci SUONO E LUCI
realizzazione video MAATVISUAL&MAPPING | trasporti EMANUELE FRAGARIA
foto di scena MASSIMILIANO FUSCO/CHIARA LUCARELLI | foto di copertina Cuccarini CLAUDIO PORCARELLI 
foto di copertina DAVIDE MUSTO | videomaker DEBORA MANZO 
coordinamento comunicazione e concept grafico LIVIA CLEMENTI | grafica MARCO SPADONI
ufficio stampa SILVIA SIGNORELLI – C&S COMUNICAZIONE E SERVIZI 
social media manager SILVIA SINI | digital Pr BARBARA CASTIELLO | pianificazione media MONICA CANNISTRARO

Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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