L'accendino magico (recensione)

Lo sapete che il marito della contessina ha smesso di bere tre mesi fa? / Ah, e come sta? / E' morto, disidratato!

un momento dello spettacolo
m&s - un momento dello spettacolo, non ci chiedete quale (foto © media & sipario)

La battuta che abbiamo riportato sopra, a nostro parere, riesce - almeno parzialmente - a fornire un'idea di quello che ci aspetta in sala. Lo spettacolo ha appena debuttato e sarebbe un vero peccato mancarlo. Correreste il rischio di perdervi un'ora e mezza circa di puro divertimento, senza pausa, messo nelle mani di sei bravi attori, in grado di confondervi quanto serve con i loro continui cambiamenti di personaggi e atmosfere. Ma andiamo in pieno disordine a ricercare un filo logico nel racconto, ma non è detto che riusciremo a trovarlo e nemmeno che sia necessario farlo.

Ci troviamo nella bella villa di Claudia (Campagnola) e Riccardo (Graziosi) per festeggiare i loro primi dieci anni di felice matrimonio. Assieme ai padroni di casa c'è una coppia di invitati costituita da Vania (Della Bidia) e Alex (Claudio Gregori, aka Greg), ma si è in attesa dell'arrivo di Lallo (Circosta), fratello di Claudia. Alex e Riccardo lavorano assieme, con la piccola differenza che il primo è il dipendente del secondo e ovviamente il diverso livello economico si percepisce, e se così non fosse sarebbero le rispettive signore a rimarcarlo. Le due coppie discorrono tranquillamente fino a quando non entra in scena il racconto di un "piccolo" furto fatto da Claudia e Riccardo ai danni di un misterioso monastero: un accendino che ben presto - a proprie spese - scopriranno essere dotato di particolarissimi poteri.

Il far scattare l'accendino trasporta i (forse) malcapitati protagonisti a vivere altre forme esperienziali dove il più ricco diventa il più povero, le coppie "ufficiali" scoppiano e si rimescolano in ogni possibile combinazione, l'esistenza cambia fortemente, passando dall'essere un politico al diventare un malavitoso, passando per femme fatale e assistenti sociali. Ci si trova attraverso l'accensione di una fievole fiammella a vivere una vita che non è più la propria, con la quale ci si deve confrontare, alla quale si deve provare nel giro di pochi minuti ad adattarsi, almeno fino a quando qualcun altro non avrà in mano l'accendino e si farà prendere dal desiderio di provare un nuovo cambiamento, rimescolando le "pacifiche" esistenze - perché i cambiamenti riguardano sempre tutto il blocco dei protagonisti - e dando un ulteriore spinta ad un destino saldamente nelle mani di un burattinaio particolarmente perfido. Almeno fino a quando il legittimo proprietario dell'accendino, un monaco (Roberto Fazioli), non riuscirà a raggiungere chi momentaneamente stringe in mano il misterioso oggetto, cercando a sua volta di recuperarlo. E ora? ora non vi rimane che andare a vedere lo spettacolo, sperando che al prossimo clic non si cambi anche la vostra di esistenza, ritrovandovi non più comodamente seduti come spettatori, ma catapultati in scena a recitare al posto degli attori. E chissà che questa esperienza non sia foriera di un inaspettato cambiamento in positivo.

Chi non ha mai pensato almeno una volta di volere dare un taglio completamente diverso alla propria vita? Claudio Gregori e Riccardo Graziosi (in qualità di autori) hanno preso alla lettera questa comune aspirazione di tutti noi - ma anche ampiamente percorsa dalla letteratura mondiale - e l'hanno resa commedia, giocando e molto sulla velocità di trasformazione e adattabilità degli attori coinvolti, con la sola esclusione del monaco, che apparentemente si riposa, facendo sempre sé stesso per tutta la durata della pièce. Immaginiamo il divertimento, inizialmente il loro, poi irresistibilmente contagioso verso chi assiste, nel mettere un solido e pesante mattone sul pedale dell'acceleratore surreale della loro DeLorean scenica, giocando con tante diverse situazioni, magari un paio in meno di trasformazioni avrebbero giovato al ritmo, che comunque si mantiene sempre elevato. E se ci fossimo trovati in questa situazione, a quale vita ci saremmo fermati?

Bravissimo il cast artistico (ma avevamo pochi dubbi visto il solido mestere che tutti loro hanno) nell'assecondare i "desiderata" di autori e regista (il solo Greg), prendendo poco fiato e contribuendo così al ritmo di questo divertente frullatore teatrale, dove le regole ci sono, si conoscono perfettamente, ma proprio per questo vengono sistematicamente infrante. Se c'è un bel modo di rientrare nelle sale dopo la necessaria chiusura mondiale, "L'accendino magico" riesce ad riaccendere quel bisogno di piacevole divertimento di cui tutti sentivamo il bisogno. Nel caso c'è solo da tenere sotto mano o una ricarica di gas d'emergenza, o un martello per distruggerlo, per rimanere in quella vita che ci piace tanto, ma anche questo dipende dai punti di vista. Permetteci in chiusura una leggera nota sentimentale: che bello poter risentire il "chi è di scena" e l'invocazione "m...." degli attori prima di entrare nella sala: speriamo che ce ne sia veramente tanta anche per tutti noi, ne abbiamo proprio bisogno.

L’ACCENDINO MAGICO
di Claudio Gregori e Riccardo Graziosi
con Claudio Gregori, Riccardo Graziosi, Claudia Campagnola, Lallo Circosta, Vania della Bidia, Roberto Fazioli
regia Greg
scene Andrea Simonetti
musiche originali Claudio Greg Gregori
grafica Marco Animobono
produzione LSD
durata un'ora e trentacinque minuti, senza intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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