Che non sia possibile andare in scena è risaputo, e speriamo lo sia ancora per poco, così come è ugualmente noto che per "tenere in caldo" il proprio pubblico ci si debba organizzare in mille maniere diverse, ad esempio pubblicando esilaranti video sui propri social, oppure scrivendo articoli gettonatissimi, talmente divertenti da costringere il proprio autore a dichiararne la titolarità. Ultima frontiera, non per l'Enterprise ma per Emiliano Luccisano, andare in scena su Zoom, una delle piattaforme collaborative più utilizzate al momento, davanti ad un pubblico vero, comodamente accomodato nelle proprie case. Per la cronaca Luccisano è in diretta dal Teatro Leontini di Roma.
Sono le 21:35 del 21 dicembre, gli spettatori sono tutti allineati nella griglia su più schermate, ovviamente in casa e in comodità (non possiamo vedere in basso ma immaginiamo la presenza massiccia di pantofole e comodi calzettoni di lana), qualche copertina per stare più caldi, tazze in mano o bicchierini di liquore e digestivo post-cena. Luccisano entra in scena nel primo riquadro in alto a sinistra. Gli applausi sono registrati ma i presenti non si fanno minimamente problema nel partecipare anche con i propri (che non si sentono perché i microfoni sono silenziati, ma che comunque danno il segno simbolico e affettivo della presenza). Un ringraziamento ai tanti che sono collegati e all'organizzazione virtuale del Teatro Leontini e si può dare inizio allo show.
Con uno stile che ovviamente si allinea con la celebre stand up comedian americana, ma virata alla romanità dal protagonista, Emiliano attinge al suo vastitissimo repertorio intrattenendo i suoi spettatori con l'attualità, costituita dalla particolare situazione pandemica e i tanti dpcm, il cashback e lo spirito natalizio, passando per Michael Bublé e per i classici simboli che non possono mai mancare: l'albero di Natale e il presepe. Luccisano "dice" veramente tante "cose" e lo fa per circa un'ora e mezza, interrotto solamente dagli applausi (quelli registrati scatenano immediatamente quelli reali) e non sappiamo se distratto dalle tante risate dei partecipanti allo spettacolo, che nelle proprie case - tutti a webcam aperta - mostrano di gradire e di farlo molto, commentando e portando sul proprio vissuto personale le battute che computer, tablet e smartphone riportano. La distanza virtuale (evoluzione tecnologica della quarta parete) è praticamente abbattuta e siamo tutti parte di una stessa famiglia teatrale, pur non conoscendoci l'uno con l'altro e con la seria possibilità - non possiamo sapere la provenienza di chi assiste - che non riusciremo mai ad incrociarci in una stessa sala una volta che il Covid-19 sarà finalmente un bruttissimo ricordo, indelebile purtroppo per molti, ma comunque appartenente al passato.
Malgrado le piccole dimensioni dello schermo, siamo tutti partecipi dell'ondata di micro frammenti comici e della piacevolezza piena dello spettacolo che lascia da parte il fortunato personaggio di Giggi (il tormentone telefonico protagonista di una precisa critica verso una parte del settore artistico) e, per impossibilità tecnica di triplicarsi dal vivo, l'ultima spassosa invenzione di Emiliano, i tre strampalati ed esilaranti amici a bordo della propria auto sempre ferma, ma ha talmente tanto da dire che il monologo potrebbe tranquillamente portarci direttamente alla tanto agognata serata di Capodanno.
Non possiamo, in conclusione, prendendo in prestito i versi del più grande di tutti, che ringraziare chi "per un poco" portò il divertimento "nel paese", e senza costringerci a cercare parcheggio. Ma speriamo presto di tornare ad arrabbiarci per dove lasciare la macchina: è veramente poca cosa in confronto al ripristino della normalità.
LUCCISANO DICE COSE
di e con Emiliano Luccisano
durata circa 85 minuti









