Stand Up Women Comedy: Tri is megl che uan (recensione)

Stand Up Women Comedy è in sintesi uno spettacolo teatrale con un linguaggio esplicito che però fa molto ridere

immagine di tre ragazze sul palco
m&s - Chiara Becchimanzi, Giulia Nervi e Laura Formenti

E' un'occasione che non capita spesso - eccezion fatta per i contenitori televisivi, spesso fotocopia l'uno dell'altro, titolo e rete a parte - quella di avere sullo stesso palco, ovviamente dal vivo, tre tra le più interessanti performer italiane di Stand Up (due romane e una milanese), con un veloce condensato dei loro più recenti spettacoli.

In ordine di apparizione, Giulia Nervi, Laura Formenti e Chiara Becchimanzi hanno dato vita ad uno show di 30 minuti ciascuno, con un sottile quanto efficace collegamento tra le tre diverse linee autoriali, costituito dal mettere sé stessa al centro del racconto, senza frapporre eccessivi filtri (come questo genere richiede) ma senza mai esagerare, inserendo invece quel tocco di dna artistico al femminile che - a nostro inutile parere - andrebbe recuperato anche da parte di altri (non a caso gli "altri" sono uomini), così da mettere nella stand up una caratterizzazione che le porterebbe maggiore valore e individualità, come lo fu il genere western quando a reintepretarlo all'italiana ci si mise Sergio Leone, con la complicità musicale di Ennio Morricone.

Lo stand up nasce nei piccoli locali americani, con un monologhista che – accompagnato solo da un microfono – aggredisce metaforicamente il pubblico, affrontandolo anche senza sapere dove andrà a parare, forte della propria capacità di improvvisazione. Con il passare del tempo e la crescita esponanziale del successo, anche questo genere drammaturgico si è dato delle sue regole, la principale delle quali è che non ci sono regole che non possano essere trasgredite. Lo stand up comedian si pone davanti alla gente con un testo ben organizzato, ma si sente spesso libero, sull’onda del momento e del feedback che riceve, di variare, tagliare, selezionare, modificare e aggiungere, travolgendo completamente la struttura narrativa iniziale. L'intrattenimento diventa così anche occasione di pensiero rivolto contro di sé, abrasivo e soverchiatore delle regole sceniche. La quarta parete viene costantemente demolita sotto un fiume invadente di parole e concetti aspri, reali e indubbiamente divertenti, specialmente quando riguardano gli altri e non noi.

Diverse tra loro, ma accomunate da una elevata tenuta di palco e grande espressività visiva, le tre attrici/autrici hanno saputo dare forma ai loro e ai nostri problemi sentimentali, sociali, pubblici o inconfessabili, ribadendo che “tre è meglio di una”, anche perché il biglietto di ingresso è stato uno solo!
Giulia Nervi ha ribadito - coraggiosamente - la propria volontà di non essere madre, né oggi, né mai, e la propria condizione di single da 5 anni, applaudita e riconosciuta come esempio da alcune ragazze presenti in sala. Le ascriviamo anche la responsabilità del tormentone "Fateve curà" con il quale è stato chiuso lo spettacolo e che difficilmente dimenticheremo (anche perché tutti avremmo bisogno di una cura).
Laura Formenti ha esplicitato pubblicamente la propria solitudine (Io sono single praticamente da prima di nascere. Quando sono nata all'ostetrica è stato chiesto se ero maschio o femmina. È single) ed ha proseguito raccontando il dietro le quinte dei corsi di teatro per bambini, quegli esserini mostruosi che sono "splendidi attori non valorizzati" solo per i propri genitori, solitamente esperti di ogni scibile umano.
Chiara Becchimanzi, dopo aver dichiarato tutto il proprio amore per il compagno (ha 13 anni più di me, ridiamo perché pensiamo che avrebbe potuto cambiarmi i pannolini, ridiamo meno quando pensiamo che io dovrò cambiarli a lui), ha analizzato filologicamente il successo letterario "Cinquanta sfumature di grigio", considerato dai lettori (principalmente quelli americani) come il corretto mix tra le teorie di Alfred Kinsey e David Reuben, ovviamente il tutto ben amalgamato dal marketing persuasivo del Terzo Millennio.

Nel consigliare al lettore la visione - in forma separata e non - delle tre artiste attualmente in tour, abbiamo un unico suggerimento per fruire al meglio di uno spettacolo come questo: la Stand Up è sicuramente in grado di farvi discutere, durante e dopo ogni show. Aspettatevi quello che non vi sareste mai aspettati, perché nulla è inviolabile. Tutto può virtualmente essere portato sul palco. Anche voi, ma lo scoprirete solo quando vi sarete seduti e sarà troppo tardi per protestare: quindi godetevela. Ridere, anche di sé stessi, non può mai far male, anzi: spesso aiuta a conoscerci meglio. Sul miglioramento abbiamo dei dubbi, ma almeno ne saremo consapevoli.

AR SPETTACOLI
BISTROT DEL TEATRO SAN LEONARDO
in collaborazione con
COMUNE DI VITERBO
presentano
Live from Comedian
STAND UP (WOMEN) COMEDY
di e con Giulia Nervi
di e con Laura Formenti
di e con Chiara Becchimanzi
durata 30+30+30 minuti circa

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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